
Madagascar, il nuovo, mio, Paradiso!
di Gionata Paolicchi
Perché nuovo? Perché mio? Perché Paradiso con la P maiuscola?
Presto detto, anzi, scritto: molti di voi sapranno il mio amore per Cuba, ci sono stato in docici anni ben venti volte, ma negli ultimi sei anni, a Cuba, prendere pesce, nelle zone da me abitualmente battute è diventato sempre più difficile, come sempre più difficile in Cuba avere una barca che funziona, mangiare bene e via dicendo.
Non è cosa nuova o segreta questa, già in molti miei articoli su Cuba degli ultimi viaggi descrivo questo mio malessere, tanto da farmi ormai desistere a tornare, anche se a Cuba, non lascio un bel posto per la pesca, ma un pezzo del mio cuore, un pezzo della mia vita.
Da anni sono infatti alla ricerca di una alternativa a Cuba, almeno dal punto di vista pesca, l’anno scorso sono stato a Capoverde, mi sono diveritito, tanti Squali, ma in novembre, solo quelle erano le prede, e lo Squalo, per così dire, non è certo una preda “sportiva”, anche se fatta a surf è di sicuro molto divertente.
Cercavo un alternativa a Cuba a 360°, sia sotto il punto di vista delle tante catture, che sotto il punto di vista ambientale, infatti a livello naturalistico il Madagascar e Cuba sono davvero molto simili se pur così distanti. Bene, il viaggio che ho fatto poco più di un mese fa sull’Isola di Nosy Be, in Madagascar, in compagnia dell’amico Simone Bini e di Marco Longinotti Direttore della Pure Fishing Italia (che ringrazio per l’ospitalità e l’opportunità che mi ha dato di andare in quel meraviglioso posto), è stato per me andare in un posto nuovo e che è diventato subito MIO, capirete poi perché nel proseguio del racconto.
Con noi anche Marco Rolleri del negozio Tigullio Pesca di Chiavari. Vedrete poi a fine mese, su Pescare Mare il primo dei due articoli a firma di Simone Bini e sempre a fine mese, sulla web tv www.pescare.it i filmati di questa meravigliosa vacanza di pesca. Non voglio quindi, e non posso, parlarvi di tecnica di pesca, perché i diritti di questo sono riservati appunto alla rivista Pescare Mare, ma voglio lasciare spazio alle immagini ed alle catture, soprattutto con foto che mi vedono protagonista, foto che non andranno sul giornale.
Volo diretto Roma-Nosy Be, nove ore di volo.
Occhio all’eccedenza bagaglio, vi pesano tutto, vi fanno pagare tutto ed in contanti… parlo nello specifico della compagnia Air Italy. Appena arrivati, i 31 gradi con umidità prossima al 100% ci fanno quasi svenire aspettando i bagagli, ma questa sensazione svanirà nell’arco di poche ore, lasciando spazio a ben altre emozioni.
A prenderci all’aeroporto Domenico, un italiano che da anni vive li, ha in gestione, assieme ad Emile, un francese, una villa e degli appartamenti presso il paese di Ambodrona, 20 km dall’aeroporto.
  
Posto meraviglioso la villa, pulitissima, grande piscina, affacciata sulla spiaggia.
Si mangia da Dio e questa è la prima, gradita sorpresa.
Addirittura al paese vicino, zona di locali notturni e ristoranti, Ambatoloka, un piccolo market ha pasta Barilla, biscotti del Mulino Bianco e tutto quello che volete Made in Italy.
Sono quasi scioccato per questo, considerando che siamo in Africa e che il market è in mezzo a capanne di paglia e ad una situazione sociale assai povera.
Ma quando la sera, i due Marco mi portano al ristorante e ordinano spaghetti alla carbonara e pizza e quando vengono serviti capisco che sono pure buoni, allora quasi svengo. Io preferisco mangiare tipico, quindi carne di zebù, ottima, granchio gigante, delizioso e frutta, come il mio amico Mango.
Mangiare tipico o no, raramente all’estero ho mangiato così bene… e per noi italici si sa, la cucina è importante…
Emile ha una bella barca open di quasi otto metri, con la quale, dopo un primo giorno di pesca andato a buca, capisco che il jigging è la pesca risolutiva ed assieme a Simone, quel giorno facciamo molte catture di Giant Trevally pescando appunto a jigging ed anche facendo traina.
Ma di sicuro, è pescando i GT a galla sulle mangianze con i popper che si provano le emozioni più forti, anche se i GT a galla sulle mangianze li troviamo il 10% delle volte, il resto del tempo la pesca è sotto.
Facciamo anche una traina d’altura al Vela e ne prendiamo subito uno.
  
  
  
  
  
Tentiamo anche un drifting con esche vive ed ecco Squali e Cernie.
Insomma, abbiamo pescato a spinning, jigging, traina, drifting, bolentino ed abbiamo preso tanto, tanto davvero, come non mai in vita mia, tanto da arrivare a mezza giornata e voler tornare a terra per farsi fare un rilassante massaggio dalle tante ragazze che passano sulla spiaggia (parlo di massaggio non di altro…).
Spiaggia: in Madagascar c’è una marea impressionante, non tanto in altezza anche se passa il metro di dislivello, quanto in distanza… l’acqua può essere a dieci metri da casa come a trecento metri da casa, la barca quindi la si ancora sempre distante per non trovarsela in secca la mattina quando si vuole uscire a pesca.
Delfini e Balene, tutti i giorni, uno spettacolo incredibile.
Troviamo anche tempo per un giro turistico con una sosta ad una scuola del posto, una esperienza da fare, ma non capitate a mani vuote, fate come noi, prendete dei pacchetti di caramelle, mi sembra il minimo.
  

Insomma, un vero Paradiso, per la pesca, per il turismo, per tutto.
La mia nuova Cuba, la mia nuova meta dove andare e tornare, anche più volte all’anno se riesco.
Il periodo buono va da aprile a novembre.
Credo che organizzerò dei gruppi, se siete interessati scrivetemi a info@pescareonline.it se volete scrivere a Domenico e prenotare direttamente la sua email è villamensya_dco@yahoo.fr
Non mi rimane quindi che ricordarvi a fine mese di andare in edicola a prendere Pescare Mare per trovare l’articolo di Simome più dettagliato e di vedere sulla Pescare Mare web tv, dal 28 gennaio circa i filmati di questo viaggio eccezionale.
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