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Coscienze
ecologiche vere?
Di Walter Scandaluzzi
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Da un bel po’ di tempo sento sempre più montare, sulle riviste
cartacee e nelle discussioni online, una sorta di fanatismo del No Kill
con anche qualche “tentativo di cavalcare
l’onda” da parti di giornalisti di pesca. Sembra che
pescare No Kill con amo singolo e senza ardiglione sia rispettare il pesce
ma soprattutto diventi il mezzo principale per salvare la pesca nei futuri
anni.
Per rispettare il pesce BASTA NON ANDARE A PESCA!!! Lo facciamo, ci piace
amen… ma non tiriamo fuori alibi per tacitare la nostra parte ecologica.
Nel mondo succedono cose che pensare ad attuare SOLO queste pratiche mi
sembra come dare una aspirina ad un malato di raffreddore e allo stesso
tempo di tumore senza pensare a questa ultima malattia.
Vi porto solo alcuni esempi che sono minima parte di ciò accade
nel mondo e che sono la causa del declino ittico oltre che ambientale
della terra: in Siberia per più
di 30 anni, l'acqua è stata deviata dal Amu-Darya
e dai fiumi di Syr-Darya che alimentano
l’Aral, per irrigare milioni di acri
di terra per produzione del riso e del cotone in Asia
centrale.
Ciò ha causato una perdita più di più del 60% dell'acqua
del lago.
Il lago ha ristretto oltre da 65.000 chilometri quadrati a meno della
metà di quella grossezza.
La concentrazione nel sale del lago è aumentato da 10% a più
di 23%, contribuendo alla devastazione di un'industria della pesca una
volta prospera. Il clima locale secondo come riferito è cambiato,
con le estati più calde e più asciutte ed inverni più
freddi e più lunghi.Mentre l'acqua si è ritirata, il terreno
salato è rimasto sulla base esposta del lago.
Le tempeste della polvere sono scoppiate annualmente a 75.000 tonnellate
di questo terreno esposto, disperdendo le relativi particelle del sale
e residui dell'antiparassitario.
Questo inquinamento atmosferico ha causato malanni nutrizionali e respiratori
diffusi ed i rendimenti del raccolto sono risultati diminuiti dalla salinità
aggiunta, anche in alcuni degli stessi campi irrigati con acqua deviata.
Fino ai tardi anni 60, più di 3.000 pescatori hanno pescato nelle
acque ricche intorno a Muynak, catturando
e lavorando circa 22 specie commerciali differenti di pesci, compreso
la carpa, l'abramide, il luccio-perca, il triotto, il barbo e una varietà
locale di storione.
Oggi, ci sono nient'altro che 250 pescatori nell'intero distretto intorno
a Muynak.
Le dighe nel mondo (oltre 45mila di cui 40 alte oltre 150 metri) sono
indispensabili, anche se i benefici che portano, accanto ai problemi di
sicurezza, hanno un rovescio della medaglia: l'impatto sull'ambiente e
sulle popolazioni. Tanto che gli ambientalisti denunciano che la costruzione
di molte di esse ha determinato distruzione di ecosistemi, siti archeologici
e naturalistici, diffusione di malattie.
Giganteschi progetti di dighe in Cina,
in India o in Turchia
mettono in crisi interi ecosistemi e acuiscono la già difficile
situazione politica. Anche in Svizzera
in passato si è combattuto per grandi progetti di questo tipo (Greintal,
Urserental).
Le dighe costruite in Cina lungo il Mekong
sarebbero la causa delle improvvise oscillazioni della portata del fiume
registrate in tempi recenti.
A sostenerlo sono le analisi effettuate dalla Commissione intergovernativa
per il fiume Mekong (Mrc),
un organismo internazionale cui la Cina
ha rifiutato di aderire, che ha inviato una richiesta formale al governo
cinese per avere spiegazioni riguardo l'attività delle dighe.
Il fiume Mekong è lungo circa 4500
chilometri ed è di vitale importanza per i paesi dell'Asia
sud-orientale, come Cambogia, Tailandia
e Laos, in quanto fornisce una enorme riserva
di pesce e di acqua per l'irrigazione delle terre coltivate.
Durante la stagione dei monsoni il Mekomg,
in passato, inondava gran parte delle terre e questo arricchiva la fertilità
del suolo e favoriva la riproduzione di molte specie di pesci.
Secondo le statistiche effettuate dall'Mrc a partire dal 1993, in concomitanza
con la costruzione della prima diga di Manwan
in Cina, il Mekong
ha cominciato a diminuire la portata delle acque.
Successivamente nel 2003 la situazione si è ulteriormente aggravata
con la costruzione della seconda diga cinese di Dachaosan.
"Anche quest'anno la pesca nel fiume è stata estremamente
povera", ha detto al settimanale New
Scientist Eric Baran, il portavoce del centro di ricerca internazionale
Worldfish.
Le modificazioni che l'uomo sta introducendo nell'ambiente hanno ormai
da tempo superato la soglia dell'irreversibilità. Si calcola che
ogni anno vengano immesse nella biosfera 250.000.000 di tonnellate di
prodotti organici di sintesi, tra cui 2.000.000 di tonnellate di pesticidi,
categoria in cui si concentrano le sostanze più tossiche e persistenti.
Tra il 1980 e il 1985 i consumi di pesticidi sono incrementati del 19,5%
e sono in continuo aumento.
Ed ai disastri ecologici causati dall’affondamento di petroliere
non ci pensiamo? Le diminuzioni nell'ozono totale sono state di maggior
entità negli anni Ottanta rispetto agli anni Sessanta o Settanta,
con perdite nello spessore di ozono del 50% o anche più nel settembre
1987 sopra un'area avente all'incirca la dimensione del continente antartico.
L'impoverimento do ozono nell'emisfero sud durante le primavera del 1989
ha eguagliato il buco dell'ozono record del 1987. Dall'inizio dell'agosto
1989 il contenuto di ozono totale è andato diminuendo dell'1,5%
circa al giorno fino a raggiungere il 5 ottobre, un valore minimo del
45%.
La dimensione del buco di ozono e l'entità dell'impoverimento variano
di in anno in anno, a seconda della temperatura e del regime del vento
polare. La diminuzione maggiore si riscontra in condizioni di vortice
polare indisturbato (la forte circolazione atmosferica centrata sull'area
polare) e di temperature particolarmente fredde. Le perdite di ozono sono
concentrate nella stratosfera più bassa tra i 12 e i 25 km.
La diminuzione dell'ozono totale si arresta ai primi di ottobre, ma i
bassi valori residui persistono fini alla rottura finale del vortice polare
in novembre, quando viene introdotta da latitudini più temperate
aria contenente più ozono. Si ritiene che la temperatura media
del pianeta sia aumentata di circa 0,6°C dal 1861. Inoltre, sulla
base delle tendenze attuali di emissione dei gas serra, vi è la
stima di un ulteriore aumento della temperatura terrestre tra 1,4 e 5,8°C
nel periodo fra il 1990 e il 2100.
Il conseguente cambiamento climatico comporterà delle implicazioni
estremamente significative a carico della salute dell’uomo e dell’integrità
dell’ambiente. Il clima infatti influenza fortemente l’agricoltura,
la disponibilità delle acque, la bio diversità, la richiesta
dell’energia (ad esempio per il riscaldamento o il raffreddamento)
e la stessa economia.
Le foreste provvedono ad un habitat di vitale importanza per migliaia
di animali, uccelli, e piante che non si trovano in nessun'altro posto
nel Pianeta. In particolare , le foreste tropicali e le foreste temperate,
è dimostrato che sono la principale ricchezza di bio diversità.
Ma se si continua con questo ritmo queste ricche foreste scompariranno
velocemente dalla faccia della terra, sempre per mano degli umani. Ogni
secondo, ogni giorno, un pezzo di terra grande come un campo da calcio
viene depauperato e reso inaccessibile. Questo vuol dire che 86.400 campi
da calcio o più di 31 milioni di campi da calcio ogni anno subiscono
il disboscamento per mano umana.
E se scompaiono le foreste, così scompariranno anche gli animali,
gli uccelli, e le piante che vi abitano - con drammatici cambiamenti di
aspetto e clima del Pianeta. Certamente
tutti ci siamo accorti dei cambiamenti climatici anche dell’ Italia
con grossi periodi di siccità come nel 2003 mentre nel 2002 si
sono verificate grosse alluvioni.
Non si può dire “Noi facciamo
qualcosa nel nostro piccolo! E perciò attuiamo il No Kill ecc ecc”
quando ognuno di Noi è responsabile della politica dei governi
avendolo votato Lui stesso!
Non si può dire ciò quando si usa l’auto sempre e
per fare solo 2 km e la lavatrice è sempre accesa oppure si lasciano
accese inutilmente TV, PC ed altri elettrodomestici.
Non si può dire ciò quando ed acquistare prodotti inutili
che comunque alimentano industrie inquinanti.
Si abbia almeno il coraggio di ammettere davanti alla propria coscienza
che il No Kill è solo un modo e una maniera di tacitare la nostra
coscienza e non di arrivare, come in alcuni, ad insultare chi abbia voglia
di mangiare qualche cattura.
Il sottoscritto potrebbe anche “cavalcare
l’onda” ed amicarsi l’opinione pubblica sostenendo
il No Kill a spada tratta ma non vuole violentare il suo cervello e dice
quello che pensa. Se vi sentite di farlo fatelo ma non ci date dei criminali
quando vedete la foto di uno che ha “pillato”
un pesce magari per una cena fra amici!
Attenzione, non sto dicendo che sono contro il No Kill, ci mancherebbe,
o che praticarlo sia sbagliato, ma chi lo pratica non condanni o dia tutte
le colpe dell’impoverimento della fauna ittica a chi non lo pratica,
questo è il succo.
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