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Aniene "avvelenato" per otto chilometri: migliaia di pesci morti.
articolo pubblicato sul Corriere della Sera di oggi Venerdi 10/02/2006 pag.6
I taglialegna e i pescatori guardano il fiume con le lacrime agli occhi.
Qualcuno ha avvelenato l’Aniene, in uno dei tratti più belli, tra Anticoli e Saracinesco, nel tratto sublacense. L’acqua è rimasta limpida, ma nel fiume non guizza più nemmeno un pesciolino. Sono tutti morti. Trote, barbi, vaironi e lamprede giacciono sul fondo. Chi ha visto parla di catastrofe ambientale. L’avvelenamento, forse causato da uno scarico clandestino di prodotti chimici, è avvenuto la notte di venerdi ed ha ucciso tutti i pesci in un tratto di otto chilometri.
Il tam tam lo fanno scattare i pescatori. La pesca si riapre a giorni e in parecchi si sono incamminati lungo gli argini per curiosare. “Quando ho visto tutti quei pesci morti, quando ho capito che l’Aniene era stato avvelenato, mi sono sentito stringere il cuore – diceva ieri Rino Trivero, un pescatore che da trenta anni frequenta la zona -. Non escludo che abbiano usato il cianuro. Non solo, sono morte anche le lamprede, delle piccole anguille di fiume, che in questo periodo vivono sotto la sabbia in attesa della riproduzione, ma persino i vermi”. “Non basteranno quarant’anni per ripristinare il fiume”, gli faceva eco Giuliano Valentini, 35 anni, tagliabosco.
Lungo glia argini, fino a ieri c’erano solo cartelli di divieto di pesca. Nessun cartello segnalava l’acqua avvelenata. Cosi, tra la gente, si è diffusa anche la preoccupazione per gli animali che si abbeverano. Paolo Pomponi, 65 anni, titolare di un’area pic-nic e di un laghetto di pesca sportiva sotto Saracinesco, poco più di cento abitanti, era doppiamnete preoccupato: “Ho dovuto chiudere nei recinti asini e cavalli. Se vanno ad abbeverarsi come facciamo?”. Lui sul fiume c’è nato.
“Un disastro di queste proporzioni non l’ho mai visto-dice-. Qui non ci sono fabbriche, non ci sono fonti inquinanti. Sono certo che qualcuno è arrivato di proposito in questo angolo di paradiso per scaricare una cisterna di liquami tissici causando una strage”. Ieri sera agli ispettori del servizio veterinario della Asl Rm G sono tornati lungo l’Aniene, per controllare a ritroso la presenza di pesci morti e l’eventuale fonte di contaminazione. “Per ora possiamo dire solo di aver riscontrato scarsa presenza di ossigeno nall’acqua” ha spiegato il responsabile Giancarlo Micarelli. Intanto un pescatore ha pensato bene di prendere una trota e qualche lampreda per congelarle.
“Le porterò ad analizzare all’Istituto Zooprofilattico – ha spiegato -. Sono venticinque anni che pesco nell’Aniene con il metodo a mosca. Faccio abboccare i pesci e poi li rilascio in acqua vivi. Vederne cosi tanti morti, mi ha scioccato”. |
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