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Dove è andato a finire il fiume Clanio??
Di Stefano Montone

Spesso si sente parlare del fiume Clanio che dovrebbe scorrere tra le province di Caserta e Napoli, in molte città esiste “Via Clanio” ma fino ad oggi nessuno mi ha saputo dare un'indicazione precisa su dove si trovi.

Potrete cercare a lungo sulle cartine geografiche della zona ma non ne troverete traccia. Una piccola indagine storica ci risolve i dubbi ponendoci di fronte ad uno dei più grandi scempi del nostro paese.

Anch'io anni a dietro mi sono posto la domanda, allora con alcuni amici ci siamo messi sui libri di storia locale e abbiamo constatato l'amara sorte che è toccata al Clanio.

In un vecchio libro di Alfonso Gallo “Aversa Normanna” che narrava l'origine della città intorno all'anno 1000 leggiamo che il tenimento della città confinava con il tenimento di Capua e che tale confine era formato dai “Lagnus”, ciò premesso si può categoricamente escludere ogni totale confusione tra Volturno e Clanio (come da molti sostenuto) in quando l'antica Capua nasceva a sud del Volturno. Infatti gli antichi “Lagnus” nascevano nell'attuale provincia di Avellino, scorrevano a circa cinque chilometri a nord di Aversa e fociavano poco a sud di Castelvolturno. Nelle cartine dell'anno 500, invece, non si trova più traccia dei Lagnus ma del Clanius. Da una analisi approssimativa si può affermare che Clanius e Lagnus erano la tessa cosa.

Dunque mentre i Lagnus venivano definiti allora come un posto malsano pieno di canneti e infestato dalle zanzare (la parola lagni nella cultura partenopea di solito intendeva un posto di acqua ferma e putrida), guardando le cartine dell'epoca, si nota che il Clanio aveva un letto abbastanza ampio e regolare, tanto da non far pensare minimamente ad un posto di acqua ferma. Sicuramente introno al 1300 / 1400 deve essere stata operata un'opera di trasformazione non tanto per la bonifica del luogo ma quanto per creare un confine ancora più marcato tra Aversa e Capua.

Fatto sta che dalle cartine più recenti stampate successivamente il 1700 non si trova più traccia né dei Lagnus che del Clanio. A questo punto la ricostruzione della sorte del Canio risulta più precisa ed altresì documentata. Tutti sappiamo che con l'avvento dei Borboni la “Campania Felix” subì moltissime opere di bonifica. Dunque il Cranio fu bonificato e rinominato con l'attuale nome di “Regi lagni”.

Sotto i Borboni il Cranio era un fiume limpido e pescoso (come sulla carta dovrebbe esserlo adesso). Il fiume fu in parte deviato verso nord creando una via d'acqua tra il napoletano e la reggia di Caserta, dove il Rè si divertiva a navigarvi. Sempre i Borboni effettuarono massicce semine di carpe e pesci rossi. Fino a circa 20 anni fa dunque nel Regi Lagni (ex Cranio ex Lagnus) esisteva una colonia di carassi rossi di ragguardevoli dimensioni. Successivamente la deviazione che portava alla Regia di Caserta (l'attuale Viale Carlo III) fu interrata e scomparve.

Poi successe il putiferio!!!!

Negli ultimo decenni i Regi Lagni sono stati cementificati e destinati a raccolta di acque piovane da utilizzare per l'irrigazione dei campi; e fin qui niente di male. Fatto sta che nei canali che dovrebbero raccogliere esclusivamente acque piovane, vi giungono invece scarichi di ogni peggiore fattura.

Dunque il Clanio è oggi una fogna che giunge al mare senza nessuna depurazione con una puzza che infesta tutto il circondario.

In passato le autorità hanno cercato di mettere un freno al fenomeno e invece di prendersela con i veri responsabili, sbagliarono obbiettivo e oggi stanno pagando centinaia di migliaia di euro di danni.

 

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