| 
Moria di pesce a Corbara
Orvieto - Dopo circa 3 anni ecco di nuovo il ripetersi di un disastro ecologico che ha ucciso centinaia di quintali di pesce, tra il Tevere e il lago, nei pressi di Acqualoreto. È sufficiente una perturbazione per giustificare l’apertura delle paratie della diga in maniera dissennata e svuotare in poche ore gran parte dell’invaso, lasciando a secco, in questo periodo di frega, centinaia e centinaia di pesci che si trovano in acque basse.
Secondo i dati in mano alla polizia locale, intanto, si ridimensionerebbe il bilancio della moria. I nuovi dati parlano di 270 quintali di pesce vivo recuperato che sarebbe stato di nuovo gettato nel Tevere. Si tratterebbe, per fortuna, per la stragrande maggioranza di carassi (circa 240 quintali) che sono in piena attività di frega e solo in parte di carpe (30 quintali) che non hanno ancora iniziato appieno le fasi della riproduzione anche a causa dell’abbassamento delle temperature.
Le operazioni di recupero stanno ancora proseguendo, a cura della cooperativa Primo Maggio. Lo smaltimento delle carcasse è stato affidato, invece, ad Eco Tuscia.
In sostanza, secondo le stime più tranquillizzanti della polizia, non sarebbero morti più di 150 quintali di pesce. Le stime ufficiali sono attese, tuttavia, a giorni. Il tragico episodio si era ripetuto nel 2005 e quel disastro sembra non aver insegnato niente; allora morirono asfissiati 900 quintali di animali acquatici. Si trattava, come oggi, del periodo di frega in cui i pesci, depositando le uova tra le erbe e gli arbusti, sono più esposti a pericoli nel caso di abbassamento delle acque. Del disastro del 2005 qualcuno ha pagato? E questa volta, qualcuno pagherà? Ed in che modo, reimmettendo qualche quintale di carassi? In queste situazioni devono intervenire le Associazioni di Pesca, non solo per organizzare inutili gare.
Andrea Coroi
|
|