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Il torrente
Cervo (BI), i suoi pesci, i suoi problemi
di Walter Scandaluzzi (Cavedano)
Il Torrente Cervo nasce a 1891 mt dal lago
della Vecchia cioè un laghetto alpino classico di 40.000
mq scavato nel gneiss.
Esso scorre in una stretta valle verso il Paese
di Piedicavallo, ovvero l’ultimo paese raggiungibile con
l'auto e già in questo breve percorso raccoglie le acque di alcuni
rii fra cui i più importanti sono la Mologna
(proprio a Piedicavallo), La Chiobbia (appena
a valle) e Lurialet al paese sottostante
di Rossazza.
Questi rii e altri minori vengono seminati a proprie spese dal locale
gruppo dei Trutat con avannotti di trota
fario fatti nascere in incubatoi “selvaggi”
posti in vecchi lavatoi con uova altamente selezionate e di riproduttori
del posto anche.
Piedicavallo e Rossazza
sono paesi indicati al turismo estivo con la possibilità di escursioni
svariate ad ameni posti con sentieri ben segnalati.
Con balzi e saltelli il Cervo intanto scende
verso Sagliano Micca incominciando a formare
belle buche che vedono la presenza di qualche rara
“nonna” scampata miracolosamente all'enorme piena del
giugno 2003 assieme a fario di discesa
e iridee e salmerini di semina della provincia e della FIPSAS
anche se le acque sono libere.
Ma la locale sezione, non avendo in provincia nessuna acqua in gestione
tranne un corto tratto di Tessera, semina ove può.
La pesca in questa prima quindicina di km è adatta a tutte le tecniche
di montagna cioè spinning, tocco e mosca.
Purtroppo qualche prelevamento vi è già in atto ma il grosso
dei problemi, specie in periodi di siccità, comincia ad avvenire
a Sagliano Micca ove il torrente passa
in una zona ad alta industrializzazione tessile e la sua acqua viene usata
per vari scopi e fatta ritornare al torrente di ben diverso colore del
naturale.
In zona si usa dire che guardando il cervo si possono capire i colori
della moda dell’anno seguente.
In condizioni di acque medio-alte la situazione diventa accettabile anche
se i sempre più numerosi periodi di siccità portano alla
luce una situazione non degna di un paese civile.
I sistemi depurativi oramai sono all’avanguardia e volendo vi sono
anche sistemi di riutilizzo della stessa acqua; basta avere la volontà,
anche politica, di attuarli e farli attuare e non di cadere in tentazione
di far scadere la vera qualità della vita in nome del DIO DENARO!
Ma le cose non finiscono qua e si arriva appena fuori la città
di Biella (dove al ponte
Chiavazza il torrente perde ufficialmente la denominazione di “Acque
pregiate” ) dove un prelievo idrico toglie completamente
l’acqua al Cervo nei periodi di poca portata.
Già a fine 2001 venne fatta una denuncia da parte
del presidente della Thymallus Aurora che
è ancora in corso.
In una riunione con assessori e burocrati vari, a cui ero presente anche
io, le autorità, basandosi su una circolare della regione, decretarono
la non punibilità del responsabile del prelievo, in quanto avente
un contratto vecchio che non prevedeva i minimi deflussi vitali, e multarono
invece un povero contadino che prelevava il 50% del 5% di acqua restante…
Questo nonostante l’avvocato Savio,
socio Thymallus, fece presente che la legge era superiore a qualsiasi
circolare.
Ma intanto loro le spalle se le erano parate con quella circolare.
La storia continua ancora e le mie foto lo dimostrano.
Penso sia ora di dare una bella scossa ai cadegrini di questi politici
e burocrati con un sacco di e-mail che io stesso ho già inviato
e spero invierete anche Voi.
Il direttore penserà a fornirvi tutte le altre indicazioni per
poterlo fare in maniera semplice e veloce.
Grazie
Walter Scandaluzzi
MANDATE QUINDI UNA E-MAIL CON IL SEGUENTE TESTO
AGLI INDIRIZZI CHE TROVATE QUA SOTTO:
Il sottoscritto….…….…., residente a ………….…….venuto
a conoscenza della perdurante situazione di inquinamento e di prelievo
idrico indiscriminato del torrente Cervo nella Vs. provincia
PROTESTA fermamente per una situazione non certo idonea ad un paese civile.
Intende anche boicottare qualsiasi forma di turismo nella zona assieme
alla famiglia e se possibile anche l’acquisto di prodotti, specie
alimentari, in quanto li reputa pericolosi per la salute sua e dei famigliari.
E-mail per il Cervo:
tutela_amb@provincia.biella.it
turismo@provincia.biella.it
urp@bi.camcom.it
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