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La tropicalizzazione del Mediterraneo
Di Andrea Fusignani
Il Mar Mediterraneo, è stato il bacino della storia dell’umanità. Difatti sulle sue rive sono sorti prima il Regno Greco, poi quello Romano, e via discorrendo fino ai giorni nostri. Ma il bacino del Mediterraneo è sempre rimasto immutato dal punto di vista degli organismi che vi abitano?
No, durante il corso della storia questo mare ha cambiato fisionomia più di una volta.
Milioni di anni fa infatti, complici i cambiamenti climatici , hanno trasformato il Mediterraneo da mare tropicale a lago chiuso, dovuto al surriscaldamento della Terra. Eventi meteorologici hanno fatto sì che quest’ultimo innalzasse il suo livello e andasse a raggiungere una piccola parte del livello sullo Stretto di Gibilterra, ricevendo così acqua dall’Oceano Atlantico. Oltre a quest’acqua però entrarono anche specie animali e vegetali che nel Mediterraneo non esistevano. Al giorno d’oggi quindi troviamo i discendenti di questi tre grandi periodi, e quindi troviamo:
- specie endemiche antiche (sopravvissute al Messiniano);
- specie endemiche di origine più recente (circa un milione di anni fa);
- specie subtropicali atlantiche (che sono residui della fauna atlantica entrati durante i periodi caldi)
- specie boreali (entrate viceversa durante i periodi freddi).
Questo miscuglio di specie ha portato ai giorni nostri ad avere nel Mar Mediterraneo, una biodiversità incredibile di organismi, portandolo ai primi posti nelle classifiche mondiali (e ricordiamo che il Mar Mediterraneo è un mare chiuso).
E in periodi più recenti cosa è accaduto?
Ultimamente non si fa altro che parlare di Tropicalizzazione del Mediterraneo, cos’è in sintesi la tropicalizzazione?
Beh la tropicalizzazione è un processo per il quale in una dato ambiente si vengono a creare condizioni diverse da quelle di partenza, andando a mutare i cambiamenti climatici del dato ambiente.
Il riscaldamento globale ha quindi fatto sì che il Mediterraneo negli ultimi anni ha aumentato di circa 5° C la sua temperatura.
Va però anche ricordato che una parte del riscaldamento è anche dovuta al Canale di Suez, che in tempi recenti rende possibile il collegamento fra Mar Mediterraneo, Mar Rosso e quindi Oceano Indiano.
Bene ma ora parliamo delle nuove specie, in questo articolo parlerò solo delle specie ittiche, che sembrano aver tratto beneficio da questa nuova condizione climatica.
In questi ultimi anni sono venute alla ribalta nuove specie ittiche che piano piano stanno soppiantando quelle già presenti nel nostro mare, e parlo di barracuda, pesci serra e altri meno noti che andremo a conoscere.
Il Barracuda (Sphyraena viridensis) non è il Barracuda mediterraneo o Luccio di mare (Sphyraena sphyraena) che è da sempre presente in piccole quantità nel Mediterraneo, ma bensì una specie che arriva direttamente dall’Oceano Atlantico e che sembra aver trovato nel Mediterraneo il suo ambiente ideale, visto che negli ultimi anni è cresciuto sia di tagliache in numero.Questo predatore però ha portato scompiglio soprattutto negli ambienti in cui si trova a conviverecon la Spigola (Dicentrarchus labrax) che, predatore solitario, non può competere con i branchi di Barracuda per la caccia alle prede.
Un altro predatore venuto alla ribalta, e che può creare problemi con le specie autoctone è il Pesce serra (Pomatomus saltatrix).Questo vorace predatore pare che non smetta di attaccare le prede neanche quando è sazio. Abita principalmente le foci dei fiumi e le sue vicinanze contendendosi spesso le prede con uno dei carangidi più belli e potenti,sto parlando della Leccia amia (Lichia amia), che nel Mediterraneo è sempre stata presente ma non numerosa come oggi, è quindi un pesce “autoctono” che ha beneficiato del surriscaldamento del mare, come anche la Lampuga (Coryphaena hippurus).
La lampuga è un pelagico che anticamente veniva pescato per lo più nelle regioni meridionali del bacino del Mediterraneo con sporadiche apparizioni anche a latitudini superiori, ma che negli ultimi anni è insidiata con successo da tutti i pesca sportivi italiani, sia dalla barca che molto spesso anche da riva, presentando una caratteristica rara fra i pesci del nostro bacino, cioè la sua taglia media anziché diminuire sta aumentando, e non sono più rari gli incontri con i giganti che spesso vediamo nelle foto di qualche fishing trip, cioè pesci di 8/10 kg.
Altra grande “scoperta”, soprattutto per i pescatori a traina è la diffusione dell’Aguglia imperiale (Tetrapturus belone), il marlin nostrano che era confinato nelle latitudini più meridionali, ma in numeri esigui, e che negli ultimi anni si è espanso fino ad arrivare al Mar Ligure, e numericamente è aumentato molto. Cugino dell’Aguglia imperiale è un altro pesce di provenienza oceanica, sempre della famiglia degli Istioforidi: il Marlin bianco (Tetrapturus albidus).
Parlare di questo rostrato è un po’ difficile. Anni fa ne hanno pescato qualcuno nella zona di Rapallo, e si sa anche di catture effettuate nelle parti meridionali del bacino; comunque sia è un altro possibile cliente delle lenze dei trainasti.
Sempre parlando di pesca d’altura, è di recente scoperta la presenza di ben 3 nuove specie di ricciole: la Seriola rivoliana (Almaco jack), di provenienza Indo/pacifica, la Seriola fasciata (Lesser amberjack), e la Seriola zonata (Banded rudderfish), che provengono dall’Oceano Atlantico. Queste specie, sembra però che non compromettano la nostra Ricciola (Seriola dumerilii); infatti pare che queste si dividano in varie profondità senza intralciarsi.
Per gli amanti della pesca da terra, ricordiamo i nuovi arrivi, fra cui il Pesce balestra (Balistes carolinensis), che si cattura con la tecnica del Rock fishing, e la Donzella pavonia (Thalassoma pavo), di provenienza africana, che sta soppiantando la nostra Donzella comune (Coris juli).
Che dire quindi, cosa dobbiamo aspettarci da questo fenomeno? Sicuramente sorprese ce ne saranno tantissime, così come nuove specie, pericolose o meno (ricordiamo l’avvelenamento di un tratto di costa ligure da parte dell’alga tossica di provenienza estera), che siano, e perché no anche bene accette dagli sportivi che le insidieranno con grande piacere, e speriamo senza rimpianti per le vecchie (che potranno continuare ad essere presenti. |
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