
Emozioni Austriache, la mia prima volta in Carinzia
di Paolo Galli, foto Gionata e Chiara
Dover trasmettere a chi legge queste righe le sensazioni provate in tre giorni nella stupenda Carinzia non è cosa facile, per lo meno per me che non faccio lo scrittore, ma proverò ad esprimere le sensazioni provate senza dovermi troppo dilungare. Parto per l'Austria la notte tra il 1° e il 2 Agosto in quanto con me oltre alla moglie porto il mio bimbo di 5 anni che soffre maledettamente la macchina. Nonostante le numerose soste ( il bimbo prima delle 23.00 non voleva dormire, mi sono ritrovato dalle parti di Udine verso le 3.00 del mattino dove, a causa di un temporale, decido di riposarmi un'oretta.
Durante la sosta sotto l'acqua ripenso a due anni fa quando stetti 12 giorni in Austria e 11 giorni fece sempre il diluvio. Forse qualcuno me la tira perché finalmente riuscirò a farmi una pescata in uno dei più bei fiumi d'Europa, la Drava.
Effettivamente sono 14 anni che vengo in Austria e nonostante i bellissimi corsi d'acqua pieni di pesce, non ho mai provato a pescare. In fondo le mie ferie le ho sempre dedicate soprattutto alla famiglia e se non era per mia moglie che ha insistito tanto per farmi andare a pesca da Gargantini non ci sarei andato nemmeno quest'anno.
Arrivo prestissimo a Klagenfurth e nonostante il giro completo del centro del paese alle 9,00 sono già allo Sport Hotel Alpe Adria (Adriano metti qualche cartello più grosso!!!).
Alla reception incontro un “dipendente” dalla faccia conosciuta che smanetta sul pc: effettivamente l'avevo visto solo in foto e oltretutto mi sembrava più magro (hi, hi, hi), ma era lui l'inossidabile Gionata.
Saluti e presentazioni di rito, visto che non ci eravamo mai visti ma solo scritti via mail e già dalle prime parole si capiva che avrei passato dei piacevoli momenti in quel posto raccolto nel verde situato sotto un magnifico castello. Scarico tutto dall'auto, considerando che avevo l'occorrente per stare fuori casa un mese e scendo subito a visitare l'albergo.
Il buon Gionata mi chiede se, vista l'ora, volevo andare a pesca già da oggi ma la stanchezza e la pressione del piccolo mi faranno fare solo una visita a Ferlach (vicino a 3 km e molto carina) ed un salto alla Drava grande per farmi un idea di quello che potrà essere domani.
All'ora di pranzo, munito dei primi panini “locali” vado a trovare il buon Paolicchi e compagna e tra un morso e l'altro ammiro i suoi barbi, le sue savette (nasen) e i suoi cavedani (naturalmente non dirò mai il “rosicamento” interno che avevo!!!) ma domani…
Dopo il riposone pomeridiano e la cena italiana in Albergo ci si ferma a discutere sul luogo da battere l'indomani. Il tempo non è dei migliori (piove e anche forte!!!) e i continui discorsi sulla piena della Drava, nonché sui risultati dei clienti nella giornata odierna mi fanno optare in primo momento nella scelta della Drava piccola subito cambiata su consiglio del grande Adriano.
E così l'indomani accompagnato dal Direttore si va in Drava grande. Ricca colazione come si usa in tutta l'Austria e partenza verso le 8.30 ( e pensare che di solito esco alle 4.00 del mattino!!!).
Piove ancora ma appena scesi lungo il fiume un cielo stupendo si apre sopra le nostre teste come per incanto. Usufruendo del passaggio dell'autista Gionny arriviamo in Drava dove accade il primo inconveniente della vacanza.
Nello scaricamento del materiale (il direttore viaggia comodo mancava solo il bagno) il Doktor cade rovinosamente su dei massi causando l'incrinazione di 3 costole e quello che era peggio per lui il momentaneo scassamento della macchina fotografica.
Difatti, da uomo duro e incurante del dolore, la sua prima preoccupazione è stata: come faccio le foto adesso (senza contare le varie imprecazioni… da buon toscano…)? Va bene.
Si riprende un pochino e con l'aiuto della sua infermiera personale (tutte le fortune) sistema tutto il materiale e si distende sul mega lettino a sua disposizione. Nel frattempo mi preparo alla tanto sospirata pesca. Monto la mia barbarina da 7 mt. con 4 gr. e spallinata di 14 pallini da 0.28 staccati ½ cm con terminale dello 0.14. Non sono abituato ad usare terminali più grossi ma vedendo ai lati quello che succedeva mi sono reso conto che anche questo finale poteva essere troppo piccolo. Per la prima mezzora ho fatto 5/6 lisci da paura facendomi venire la psicosi che ero irrimediabilmente una “schiappa”. Non sono più capace, non ci capisco niente, sono una seg... ma all'ennesima passata ….strike!!!
Ovvero lo strike l'aveva fatto il pesce. Parte tutto per la sponda opposta del fiume senza che potessi fare alcuna resistenza. Sembrava di aver agganciato un sub che si spostava velocemente verso la corrente del centro fiume. Dopo 5 minuti di fuga, plin … è andato. Mentre recupero con mille maledizioni, penso a quello che mi aveva detto Gionata ovvero di usare terminali più grossi minimo 0.18, ma per mia consolazione il pesce non aveva strappato, si era solo slamato.
Continuo la mia pescata e finalmente comincio a prendere qualcosa: un bel nasen sul chilo e mezzo viene a guadino.
Fino all'ora di pranzo catturo 6 nasen, 1 trota, un barbo e un persico reale.
Sicuramente non un bottino invidiabile considerando che il direttore a ledgering aveva fatto una ventina di pezzi, ma il mio vicino (a monte) durante le mie stesse ore di pesca ha fatto i stessi pezzi.
Dopo una piccolissima pausa per pranzare (ancora panini) con la mia signora e il mio “cuccioletto” si ricomincia.
Costretto dal figliolo (si rivelerà una scelta azzeccatissima) mi costringe a montargli una cannetta per pescare qualche pesciolino.
Monto la mia inglesina con un piombino da ledgering da 25 gr. e lancio a corto raggio sotto sponda.
In pratica la barbarina non ha ricevuto più mangiate ma la canna da ledgering mi ha fatto tirare fuori 4 cavedani dal mezzo chilo al chilo e mezzo e una grande sorpresa: un alborella di 30 cm.( chissà che vitamine usano?).
Un grosso cavedano strappa il mio 0.14 e un altro mi si slama sotto sponda.
Per essere la prima volta che vengo in Drava non mi lamento proprio, anzi…
Si torna in albergo con il mio vicino, visto che il povero direttore molto acciaccato ha dovuto smettere prima del previsto per andare a farsi una “pera” di antidolorifico. Peccato per lui visto che era il suo secondo giorno di ferie, ma sono sicuro che recupererà presto. In serata , tra le molteplici storie fantastiche dei clienti, si passano dei piacevoli momenti sorseggiando dell'ottima birra. Per l'indomani decido di andare a visitare il lago delle tinche di Adriano. Questo pesce è la mia passione!!! Mi metto d'accordo con Gionata che per l'occasione mi farà da accompagnatore (sta veramente male stamani e si riposerà!!!).
Sveglia sempre verso le 7.30 e colazione. Alle 9.00 sono sul posto. Gionny mi rifornisce di un fusto di granaglie che risulterà molto appetibile ai pesci del lago.
Il lago si presenta un pochino torbido a causa della pioggia notturna ma a pelo d'acqua si notano macchie lunghe fino a un metro che girovagano indisturbate (mi verrà poi detto che sono temoli). Nonostante la torbidità dell'acqua proprio il giorno dopo ad Adriano sono arrivate le analisi fatte dal centro specializzato di Klagenfurth in pratica l'acqua del lago è potabile.Monto di nuovo la mia barbarina stavolta con un galleggio da 2.5 gr. e torpilla sotto a cinquanta cm dall'amo del 12. Sempre il terminale dello 0.14 e come esca comincio con i bigattini.
Prima di cominciare sondo il fondo che risulterà di circa 3.5 mt ad una distanza di 10/12 mt dalla riva, e preparo il fondo con uno sfarinato da carpa misto alle granaglie di Gionny. Qualche sfiondata di biga e esca poggiata sul fondo. Prima mezz'ora nulla o quasi (forse qualche scodata sull'esca). Decido di cambiare esca e di cominciare ad usare il mais. Al primo lancio dopo appena 2 minuti parte il galleggio e vado liscio!!! Acc… Mentre mi preparo a rilanciare arriva il ragazzo che fa l'accompagnatore dell'albergo con la mia famiglia. Si avvicina e mi chiede come va? Non faccio in tempo a rispondergli che parte di nuovo la lenza e… il sub di ieri in Drava si è spostato nel lago.
Questa volta non si slama ma rompe il terminale dopo avermi portato via una cinquantina di mt. di filo. Forse dovrei cambiare terminale? Purtroppo sono un testone e continuo… Ricalo la lenza e pochi minuti arriva la mia passione: una splendida tinca dalla livrea maculata che stimo intorno ai due chili. Magnifica!!!!
Foto di rito e rientro in acqua. Le mangiate si susseguono a buon ritmo ma non riesco a ferrare come al solito. Durante la mattinata faccio un'altra bellissima tinca e 7 breme incavolatissime. Diversi lisci e all'ora di pranzo grosso panino allo chalet che si trova sul lago, sdraiato sotto uno splendido salice, birra fresca e gelato.
Ragazzi questo è il posto ideale per chi ha dei bimbi piccoli.
Nel lago c'è una piccola ansa dove si fanno il bagno e devo dire che il pesce non né risente (per lo meno fino a che non sono tanti).
Il pomeriggio solo alcune breme si faranno vedere ma per me la giornata è stata stupenda.
L'indomani poi verrà qui al laghetto Gionata con Chiara e prenderà una carpa di 14 kg oltre a belle tinche e un cavedano enorme… bravi! Si torna in albergo a fare le valigie.
Domani si parte per Seefeld dove continuerò la mia vacanza (senza pesca) ma i ricordi di questi due giorni, non tanto per le catture quanto per il posto e la compagnia, li porterò sempre con me.
Grazie alla famiglia Gargantini per la loro ospitalità e visto che il buon Adriano prima di partire mi ha informato che da Roma ci sono due voli al giorno diretti a Klagenfurth a prezzi bassissimi, sfrutterò l'occasione per passare qualche week-end insieme ad amici romani o non.
Per info:
SPORT HOTEL ALPE ADRIA
Wegscheide, 3 9161 Maria Rain Austria
Tel. 0043-6645307670 Hotel 0043-422730941
www.sporthotelalpeadria.it o www.adrianogargantini.it
email: adgarga@tin.it
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