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Lucci a Cà del lago
di Roberto Ripamonti

Quest’anno insieme a Gionata Paolicchi abbiamo un programma ambizioso che si basa sulla produzione di ben 4 dvd di pesca di lunga durata.
Questo significa che ogni volta che lanceremo le nostre esche da qualche parte, cercheremo di trasformare la sessione in uno spunto per girare materiale da montare poi successivamente in questi dvd.

Progetto ambizioso e che per funzionare deve essere pianificato alla perfezione ed al quale deve affiancarsi una certa dose di fortuna sotto la forma di condizioni meteo, stato delle acque, voglia dei pesci di farsi catturare e dei vari protagonisti di essere capaci di portarli davanti alla telecamera.
Per questa ragione la prima scelta stagionale per la parte dedicata ai predatori non poteva basarsi su un luogo meraviglioso e che da solo, anche senza catture, vale un filmato: l’Oasi Cà del lago.
Si tratta di una riserva naturale aperta ai pescatori, sebbene con alcune restrizioni nei numeri di permessi costruita attorno ad una attività agrituristica sviluppata da Stefano Secco, una persona con le idee chiare in testa ed una gran voglia di costruire e sviluppare progetti legati all’ambiente.

A Cà del lago, che si trova lungo l’autostrada Portogruaro - Pordenone e quindi a pochi chilometri da Venezia, siamo andati in 5, ognuno con qualche compito da portare a termine e tutti con la voglia di vivere due giorni di pesca, gran cibo e divertimento.
Alla fine abbiamo tutti convenuto che la prossima volta staremo qualche giorno in più perché, una volta scoperto Cà del lago non si ha più voglia di andare via.

Al duo “Di Sisto-Paolicchi” rispettivamente “cameraman e produttore/regista” di questa iniziativa editoriale erano infatti affiancati il sottoscritto (quale autore e pippobaudo dei video di pesca), Ermes Perin (l’andylittle italiano) e Luca Foroni (lamincio in persona), pronti a catturare lucci e scoprire se è meglio il maniè, la pesca con i jerk oppure la tradizionale pesca con i cucchiaini.
Ebbene, il risultato della sessione lo lascio alle immagini girate fermo restando che sin dal primo momento, ovvero dal primo lancio fatto da Ermes mentre erano ancora in corso i preparativi per la sessione, ci siamo resi conto che questo fantastico bacino non ci avrebbe mai tradito.

L’unica incognita era rappresentata dalle condizioni meteo veramente scadenti visto che una grande perturbazione stava rendendo l’inizio della primavera veramente difficile e freddo e con un calo di temperatura superiore ai 10 gradi centigradi.

Eravamo piombati in pieno inverno, pioveva a dirotto e dovevamo pescare dalla barca sotto l’occhio di una telecamera; certamente la peggiore delle situazioni.
Ed infatti abbiamo pescato da terra durante la prima giornata cercando di fare del nostro meglio sebbene oltre l’80% dei settori migliori non fossero raggiungili senza barca.
Ma Cà del lago permette di ben pescare anche da terra ed infatti i lucci sono arrivati sul maniè (piccolo), sul un micro jerk e su un grande jerk manovrato in un basso fondale.

Se non altro i lucci erano attivi! Il giorno seguente, potendo pescare dalla barca è stato un festival fatto di grandi catture ed in numero che supera ogni più rosea aspettativa poiché credo che raramente sarà possibile assistere ad un filmato con catture così numerose e di una taglia media che la dice lunga sulle possibilità che offre questo straordinario lago.

La scelta era quella di concentraci sul morto manovrato (Luca ed io) mentre Stefano e Ermes erano “liberi battitori” usando indifferentemente i classici rotanti, che si sono dimostrati sempre devastanti, i jerk e qualche lancio a morto manovrato.

Attrezzature usate

La sessione a Cà del lago ha permesso di usare in modo approfondito le due canne disegnate da Olivier Portrat e denominate “Tactilus” che forse sono la punta più alta nel settore delle canne da mort maniè.
Entrambe le versioni si sono dimostrate all’altezza della situazione, e questo era ovvio permettendoci di fotografarle in azione e di conoscerle tanto da poterle presentare agli appassionati.

Ma allo stesso tempo è stata l’occasione per testare a fondo i micro jerk bait prodotti dalla Fox International e che si sono dimostrati perfetti per le nostre acque facendo esplodere l’attacco di diversi lucci.
Anche i fratelli maggiori, i Jerk hanno avuto un effetto molto positivo e non è un caso che la preda forse più importante di tutta la lunga sessione sia arrivata proprio su un grosso Delver snodato da oltre 70 grammi manovrato da Ermes.

Si trattava di un luccio forse oltre la soglia dei dieci chilogrammi che dopo un furioso combattimento si è slamato lasciandoci con un palmo di naso.
Per manovrare i jerk abbiamo scelto di impiegare le canne disegnate da Dave Kelbrick che sono oggi le uniche veramente in grado di manovrare esche artificiali di grandi dimensioni e che richiedono una tecnica di recupero ed una struttura del blank, assai particolare.



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