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![]() Pasqua in Carinzia testo Walter Scandaluzzi foto di Ermes Perin Forse
avrei dovuto cambiare titolo…un “ Verboten (vietato) Carinzia”
sarebbe stato meglio; infatti il viaggio di pasqua 2004 è il sesto
in due anni e ne conseguono circa 7500 km di viaggio con relativi costi,
notti insonni di guida, code chilometriche come quella di ritorno di quest’anno
(da Verona a Milano
vi basta?) ma che ci volete fare se mi sono innamorato di quel posto, dei
suoi corsi d’acqua e relativi pesci a go-go, dei suoi boschi e funghi,
della pace e tranquillità che si respira quasi ovunque e anche, ma
si, diciamolo, di Adriano Gargantini!La Drava è adatta all’uso di tutte le canne per la cosiddetta pesca al colpo meno che l’inglese. Poco a monte del ponte di AnnaBrucke in sponda olografica sinistra alcune piazzole sono invitanti per l’uso delle roubaisienne. Anche sotto la diga di Feistriz ciò è possibile con però l’aggravante di possibili sbalzi di livello dell’acqua anche di qualche decina di centimetri durante la giornata. Canne fisse di 7 e 9 metri sono l’ideale quando si è riusciti a tirare sotto gli enormi branchi di Breme di taglia media sui 6-7 etti in acqua non troppo veloce, magari nella parte finale del Gurk (affluente della Drava a Grafestein) come feci l’anno scorso. Comunque
la canna per eccellenza per tale fiume rimane la bolognese nella versione
di 6 o 7 metri.Direi forse che è meglio averle montate entrambe con due differenti grammature per fronteggiare le predette situazioni di cambiamento di livello che avvengono. Il galleggiante deve essere di forma a pera in grado anche di sostenere correnti elevate; si lasci pure a casa quelli portanti fino a due grammi di peso e piuttosto ci si premunisca di mettere nella cassetta esemplari che sostengano piombo fino a 8 o anche 10 grammi. Adriano consiglia sempre l’uso di questi “giganti”, con torpille a tarare la maggior parte e alcuni pallini del 5 o del 7 a completare per bene la montatura con l’amo a 25 cm dall’ultimo piombo. Non molto abituato a questo io scendo molto di grammatura lasciando la soluzione presentata sopra per i fondali alti attorno ai 5 metri e corrente veloce. Naturalmente anche il resto della montatura la vario tarando meno con la torpille (attorno al 75%) e completando con pallini teneri del 7 in una catenella tenendo gli stessi a 3 cm circa uno dall’ altro oppure distribuendoli di gruppi di 3 a 3 a scendere di peso o a salire di numero (3 del 5, 3 del 6, 3 del 7) ecc ecc.
Fondamentale è l’uso del piombo tenero in modo da poter variare
la distanza fra i piombi a seconda delle differenti situazioni di pesca
che si presentano.Qualsiasi soluzione si debba adottare è da scordarsi l’uso di finali inferiori allo 0.12 e di ami più piccoli del 16. Qua i pesci non sono ancora smaliziati e soprattutto ve ne sono di GROSSI raggiungendo le Breme anche il peso di 4 kg; il Nasen ha un peso medio in molte occasioni (e dico peso medio quindi…) di 1500 gr e i cavedani dalle inusuali pinne rosse per noi raggiungono spesso i 2 e oltre kg. Ho lasciato volutamente a parte gli enormi barbi (Alberto Gargantini record di 5.150 kg) perché pescarli in Drava , a passata, nei correntoni veri e propri è al di fuori della immaginazione del pescatore italiano medio a passata. Uso di galleggianti stratosferici e fili stratosferici arrivando a finali dello 0.18/0.20 come faceva il compianto Eugenio. Una buona trattenuta aiuta molto nell’azione di pesca senza mai però lasciar sollevare il galleggiante; l’innesco è variabile a seconda del momento passando da quello a calzetta a quello a fiocchi anche con 6-8 bigattini a penzoloni provando a variare i colori delle larve fino a raggiungere il miglior rendimento. Ho
notato che specialmente per le breme l’innesco di larve colorate aumenta
abbastanza le abboccate.I bigattini da portare sono da preventivare in 2 kg circa al giorno mentre la pastura la fornisce anche la famiglia Gargantini; cosa da mettere in considerazione visto che è sempre la stessa e quindi i pesci dei posti più frequentati (frequentati è un eufemismo per la Drava ma diciamo cosi’…) già la conoscono. Il castello di Hellenburg si pone maestoso sulla valle Drava e ci indica la via; dal piazzale dell’albergo la vista è imponente nonostante la giornata tersa. L’antivigilia della festa pasquale fu dedicata ad un giro turistico per Klagenfurt e i paesi di Sankt Veit e Friesach. A pasqua, aspettando il risveglio delle donne, feci una puntatine sotto il digone di Freistriz e feci la conoscenza col proprietario del negozio Pianeta Pesca di Modena e due suoi amici. I 3 prendevano abbastanza e alla fine della giornata presero almeno 30 breme, molti Nasen e cavedani erano stati catturati e rilasciati. Mi feci prestare una canna e un paio di pesci in neanche una mezz’ora li presi anche io prima di ritornare all’Hotel Sport Alpe Adria. La voglia di pesca era tanta ma andando via con la famiglia a qualche sacrificio bisogna assoggettarsi; il Cafe-Resturant Hardy a Pirk sulla statale appena dopo Grafestein lo avevo già visitato e so che assicurava ottimi ed abbondanti piatti di cucina locale a prezzi modici. Infatti con neanche 50 euro pranzammo in 4 e poi potei fiondarmi sulla Drava li vicino.
Le ragazze intrapresero un viaggio di ritorno verso l’albergo di 35
km quasi tutto costeggiando il fiume ed io incominciai subito a prendere
breme da 6/7 etti.Furono oltre una decina in una oretta scarsa di pesca fino a quando un vento forte interrupe la quasi bella giornata di Pasqua. Decisi si smontare e affidai la canna fra le mani di Luisella per riporre della roba nella cassetta lasciando l’amo in acqua… si aggancia una trota iridea! Al ritorno mi soffermo in un laghetto in gestione ad Adriano dove vedo un bel luccio di oltre 4 kg fermo. Alcune iridee fanno successivamente onore ad altri artificiali ed anzi ne faccio pescare qualcuna anche a Luisella con la canna normale. Una bella tinca mi pinneggia davanti ma oramai e tardi e il vento ricomincia a soffiare e ritorno in albergo. Il nuovo Hotel è molto più ampio del precedente arrivando a poter contenere quasi 100 persone, certamente più elegante e moderno in più i Gargantini sono dietro a preparare un museo della pesca in due ampi saloni. La veduta panoramica dal piazzale antecedente è superba e sarà sicuramente un vero piacere gustare una birra sotto la gigantesca vite discutendo sulla giornata di pesca passata o programmando la seguente. Nonostante l’ingente investimento effettuato i prezzi sono rimasti invariati rispetto al 2003 e ciò non è da poco. A
Pasquetta pesco qualche ora sotto la diga in compagnia dei 3 di Modena
ma il tempo era di nuovo peggiorato sensibilmente e le catture non sono
state abbondanti come il giorno precedente anche se un coregone sul kg e
un cavedano di quasi 1500 gr oltre a qualche Nasen si sono fatti prendere.La partenza il martedi mattina dopo un veloce saluto alla famiglia e al mitico Stefano “Muflone” di Prato vero e proprio esperto di funghi venuto a saggiare il terreno (ha trovato dei funghi stranissimi nonostante il freddo…) in attesa della stagione vera e propria della raccolta di porcini che si prevede favorevole dato l’abbondante neve. Per info www.trophyclub.it |
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