
Piccoli corsi
Di Walter Scandaluzzi La
zona nella mappa allegata è strapiena di piccoli corsi, generalmente
canaletti e rogge, che ad una prima sommaria impressione possono sembrare
solo di ripiego nel caso si trovasse i torrenti e fiumi impescabili per
via di piene; alcune volte è così, altre invece gli stessi
risultano più pescosi delle acque principali.
Forse anche stufo di frequentare i soliti posti amo sovente andare a zonzo
alla ricerca di angolini nuovi che stuzzichino la mia fantasia; qualche
volta mi infilo in terrificanti stradine sterrate dove devo fare manovre
assurde per tornare indietro (almeno 3 volte a mia memoria ho dovuto chiamare
il contadino più vicino che col trattore mi togliesse dal fango
l’ auto…), ci rimedio anche sonori cappottoni in qualche occasione
però nella maggior parte delle volte almeno i miei cavedani di
stazza media li rimedio sempre a passata col bigattino oppure a spinning
con piccoli minnow galleggianti, rotanti e ondulanti.
Esploro questi corsi colla stessa intensità emotiva di quando ero
adolescente che in pescate in altre acque non mi pervade; col tempo ho
imparato che le sorprese sono all’ordine del giorno e che ogni buca
o angolino può riservare un pesce di ottima taglia delle più
disparate specie.
Sovente mi sono ritrovato a darmi dell’imbecille per aver usato
finali troppo sottili ed essermi poi trovato il filo spezzato da carpe
di buona stazza che in qualche occasione arrivavano a toccare tranquillamente
i 5 kg. Nella roggia Mora a monte di Cesto
(statale che da Novara porta verso Romagnano
Sesia) sono certo, avendole viste più volte, di alcune carpe
che ho stimato attorno ai 10 kg.
La media è però sui 1500 gr che con finali dello 0.12 si
portano a riva con un po’ di esperienza.
Sono sempre nel dubbio se a spinning debba indirizzarmi verso cavedani
e persici reali oppure montare grosso e col cavetto per cercare i lucci.
Certo in inverno la scelta è quasi obbligata ma nelle restanti
stagioni può capitare di tutto compreso qualche trota di semina
nelle acque di maggior pregio come il canalino di
Veveri o la roggia Mora.
L’ho indovinata, ad esempio, a fine maggio 2004 quando arrivando
da Novara verso Vercelli per stradine asfaltate
ma poco frequentate, alla frazione Pernasca
ho visto una bella buca a monte del ponte che scavalcava la roggia
Crocetta.
L'avevo già vista qualche volta ma mai mi ero deciso ad esplorarla.
Monto la fida bolognese di 6 metri , infilo sullo 0.14 del mulinello uno
0.12 valutando che era un posto da carpette e avevo voglia di provare
quelle invece che i soliti cavedani. Fu una scelta giusta visto che appena
immersa la lenza agganciai, non una carpa, ma un barbo femmina certamente
sopra i 2 kg che mi impegno severamente anche per il fatto che era agganciato
per una pinna.
Il direttore le fa foto con una mano tenendo la canna con l’altra
a rischio di perdere il pesce pur di dare immagini diverse al lettore?
Boh! Io si però! (lasciatemelo rimproverare Gionata.
E’ un brontolone di I° grado e le mie foto non gli vanno mai
bene…).
Alla faccia del filo extra fine per cavedani, 5-6 di questi successivamente
finirono nel guadino e ritornarono a trovare la “barba” in
acqua.
Nel raggio di pochi km da Palestro rogge
simili alla Crocetta sono almeno 6 o 7;
una si chiama Camarra e attraversa Vinzaglio,
più verso Novara vi è la Busca,
delle altre non conosco il nome. 
Dall’altro lato del Sesia ad attraversare
la statale che porta a casale da Vercelli vi sono la
Bona e la Marchiazza. Nelle buche
o cmq nei tratti più profondi verso il loro sbocco in Sesia sono
presenti in discreto numero i lucci e da qualche anno anche siluri di
piccola e media taglia.
Adriano Taglier , un mio collega, 6 anni fa in dicembre con un
Martin 28 gr portò a riva un luccio superiore ai 10 kg nell’ultimo
corso nominato nei pressi di Stroppiana.
Questo non deve illudere chi decidesse di provare questi corsi visto che
la taglia degli esocidi non è mai molto elevata tranne i periodi
in cui Esox rimonta dai corsi principali cercando luoghi, purtroppo sempre
più rari, adatti alla deposizione delle uova.
La pesca a fondo per chi ama praticare la “passionaccia”
tranquillamente è attuabilissima quasi ovunque senza eccessivo
spreco di pastura dato che la ristrettezza dei luoghi fa si che un paio
di scatole di mais e qualche verme siano sufficienti per passare una distensiva
giornata vicino agli avallamenti maggiori.
Solo lungo l’asta una pasturazione preventiva di qualche giorno
possibilmente allo stesso orario sarà doverosa per far ritornare
le carpe, e qualche tinca, nello stesso punto; comunque è bene
non abbondare mai correndo il rischio di saziare il pesce.
Un altro buon posto è una roggia nei pressi della rotonda di VC
sulla statale Vercelli-Torino dove sono presenti anche alcuni esemplari
di Black Bass a dimostrazione della varietà
ittica di questi piccoli corsi.
Ritengo che la pesca a mosca, nei corsi più puliti, possa dare
molte soddisfazione al moschista che riesca ad uscire dal diffuso schema
“Pesca a mosca=trota”
con certe e abbondanti catture di cavedani a secca e probabili agganci
di persici reali collo streamer piombato.
A passata un po’ di minutaglia (alborelle, qualche gobione, scardole
e triotti) potrà disturbare ma al sottoscritto fa piacere che sia
così visto e costatato la quasi scomparsa del piccolo pesce in
quasi tutte le acque della zona.
Diventa sempre più difficile trovare colonie di vaironi e lasche.
Qualche raro posticino per i ricercati vaironi* lo conosco ma ben mi guardo
dal rivelarlo mentre sulle lasche vi ho tirato una bella
“croce sopra”.
Non vi consiglio corsi speciali o buche miracolose costanti nel tempo
in quanto non vi sono.
E’ la pesca di ricerca anche a passata, spostandosi di frequente
che dà maggiori soddisfazioni .
Stivali lunghi non sono necessari essendo le stesse rogge difficilmente
guadabili ma degli stivaletti sono consigliati per la presenza di rovi
e fango sulle rive.
Ci si munisca di cartina dettagliata e si vada all’ avventura avendo
premura di portarsi appresso un buon anti-zanzare specie nella bella stagione.
A Novara vedere la cupola di San Gaudenzio
alta ben 121 metri e costruita su progetto dell’Antonelli.
A Vercelli bellissima in stile gotico la Basilica di Sant
Andrea vicino alla stazione.
Generalmente parto da Biella essendomi
già rifornito di tutto ma se mi manca qualcosa mi fermo a Formigliana
(quando dirigo verso la zona di VC) alla Baia del pescatore di
Sergio Cugnolio negozio specializzato nello
spinning ma rifornito di tutte le cose essenziali per le altre tecniche
oppure trovandomi nel novarese da Roberto Leso
nella fraz. Lumellogno del capoluogo di
provincia in via Muratori.
Roberto è un ottimo garista di trota
lago apparso più volte nelle maggiori riviste cartacee in articoli
di quella tecnica, consigliere APD NO e factotum , assieme ad Esox
Lucio mio recente compagno di pesca in Carinzia,
della APD NO Team.
Nel vercellese occorre anche la FIPSAS per girare tutte le rogge senza
problemi . L’ APD NO gestisce la Busca,
la Biraga, la Mora,
il canalino di Veveri nella zona in mappa
oltre a fontanili minori.
Una vera e propria specialità culinaria caratteristica di entrambe
le province (anche se la versione novarese è più ricca di
ingredienti) e da gustare se si trova qualche trattoria che la offra ancora
è la “paniscia” cioè
un piatto di riso con verdure, fagioli, cotiche di maiale ecc ecc.
*Come addetto stampa APD NO, avendo l’email (vairone@virgilio.it)
in internet vengo subissato di milanesi di richieste di posti da vaironi.
(me lo ha chiesto anche un signore in Austria allo Sport Hotel!!!!!!).
Non fatelo più per favore… sono già rari e volete
anche che ve li dica? Voglio pescarli anche io!
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