
La Svezia, un sogno realizzato
di Gionata Paolicchi Grazie Adriano
Gargantini, grazie per avermi mandato a fare un report in Svezia,
uno degli hot-spot che mancavano al mio nutrito curriculum: dopo avermi
mandato in Alaska e Canada,
adesso la Svezia, fino quasi alla Lapponia
ma… che differenza c’è tra Canada,
Alaska e Svezia?
A dire il vero molto poca, anzi, pochissima: a livello naturalistico e
paesaggistico veramente poche differenze, idem per la qualità e
quantità delle prede pescabili.
Salmoni, temoli, lucci, salmerini, trote, si pesca a mosca e spinning
e a detta dell’amico Matt Hayes,
uno dei giornalisti del settore più famosi nel mondo, è
uno dei posti di pesca più belli e affascinanti, il suo preferito
e visto che lui ha girato i migliori centri di pesca di tutti i continenti…
ma iniziamo il report di questo viaggio.
Il 19 giugno in otto pescatori, ci ritroviamo all’aeroporto di Orio
al Serio (BG): con me Ighli Vannucchi,
calciatore di serie A (http://www.pescareonline.it/2004_tecniche/calciatori.htm),
Alberto e Francesco Gargantini figli di
Adriano Presidente del Trophyclub, club
che organizza questo viaggio, Giuseppe,
avvocato di Milano, Dario, tassista sempre
di Milano, Andrea, imprenditore bolognese
e Aldo, dentista Padovano.
Volo economico Rynair, due ore e un quarto e siamo a Stoccolma Skavsta:
ad attenderci Gian, un italo-svedese che
avevo conosciuto in Austria a pasqua dello
scorso anno, titolare del centro di pesca che ci accoglie, con lui Mike,
una super guida di pesca tutto fare… capirete poi perché…
Dall’aeroporto prendiamo due auto a nolo e ci trasferiamo subito
al fiume dei salmoni, vicino Gavle, a due
ore di auto verso nord… insomma, siamo arrivati al lodge alle due
di notte… notte? A proposito… ma oggi la notte non viene mai?
Il cielo è chiaro, il sole è tramontato, ma sembra come
fosse tramontato da mezz’ora, poi alle 2 e mezzo albeggia…
alle 8 ci ritroviamo tutti a colazione nel bellissimo ristorante del centro
di pesca, questo non è di proprietà di Gian,
qui lo affittiamo solo per un giorno, vogliamo vedere com’è
e se ci sono salmoni in risalita, ma che Salmoni? Salmoncini? No, infatti
nella sala delle colazioni ce n’è uno imbalsamato di 27 chili
e Francesco ne approfitta per farci una
foto insieme.
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Quest’inverno in Svezia ha piovuto
poco e il livello del fiume è molto basso, pessima condizione per
pescare: i salmoni sono ancora per il 95% in mare, qualcuno, i più
grossi hanno iniziato a risalire, la diga che delimita questo tratto di
fiume è a pochi km dal mare e proprio un km sotto la diga è
sorto questo campeggio con casette in legno studiato appositamente per
i pescatori di salmoni.
Quello che vi consiglio per i salmoni è per chi fosse interessato,
di scriverci un’email a info@pescareonline.it,
noi ci informeremo delle condizioni del fiume e se mangiano i pesci, voi
provvedete al volo, vi diremo noi chi chiamare, e cercate in al massimo
3 giorni di essere li… e siete al top della condizione.
E’ impossibile programmare una vacanza al salmone con mesi di anticipo,
troppe le incognite, vi consiglio quindi di fare così, sempre che
possiate permettervi di abbandonare il lavoro e partire.
Noterete come stia omettendo nomi, telefoni, indirizzi… ma tutto
questo è voluto: il Trophyclub vuole vedere quanti italiani siano
realmente interessati a questa nuova proposta, se facessi nomi ed indirizzi,
essendo in internet, non vi ci vorrebbe molto a trovare i numeri di telefono
e a contattare direttamente il lodge, del resto si sa, l’italiano
è il maestro del turismo fai da te e a volte pur di risparmiare
cento euro fa delle vacanze a vuoto! Vediamo saltare i salmoni, vediamo
decine di pescatori in cerca di una partenza, ma di salmoni allamati nemmeno
l’ombra! Decidiamo quindi di partire subito per casa di Gian, 400
km più a nord, quasi in Lapponia, vicino alla città di Ostersund.
Il
tempo è bello, ma quando siamo atterrati pioveva a dirotto e qua
e la per la strada troviamo dei temporali e… dei magnifici arcobaleni,
cose mai viste.
Nel
primo pomeriggio arriviamo al campo base: qui Gian
vive ed ha una magnifica casa in riva al lago, di fronte ha un’altra
casa in legno che può ospitare 6 pescatori per volta e un’altra
piccola casetta in legno proprio sul lago dove si sistemano i fratelli
Gargantini.
Disfatte le valige e mangiati degli spaghetti aglio, olio e peperoncino,
modello fiamme dell’inferno da tanto che erano piccanti (c’aveva
pensato il dentista… che cento ne ha pensate e mille ne ha fatte…),
tutti a pesca… arrivo per ultimo e li trovo tutti davanti alla casetta
dei Gargantini a pescare: 50 metri alla
sinistra della casetta c’è un vecchio ponte di legno pericolante,
lungo un centinaio di metri e quatto, quatto, mi metto alla sinistra del
gruppo, vicino al ponte e lancio… al secondo lancio, STRIKE!
Attacco
e recupero un luccio con un micro jerk della Fox che risulterà
essere di ben 98 cm e solo 5 chili di peso: perché dico solo 5
chili? Perché nelle nostre acque, un luccio di un metro pesa almeno
7/8 chili, invece era magrissimo e questo è dovuto al fatto che
qui 6 mesi all’anno il lago è ghiacciato e i pesci quando
escono dall’inverno sono magrissimi e affamatissimi…
Tutti
si fotografano con il mio luccio, peccato che le foto che mi fa Alberto
sia poi risultate molto buie… continuiamo a pescare, chi da terra,
chi dalla barca, fino al mattino.
Io con Ighli e Dario prendiamo diversi
luccetti, ma tutta roba piccola, dal chilo ai due chili, solo uno Ighli
di 70 cm che sarà stato sui 3 kg.
Alle 23 e 30 inizia il tramonto, che dura mezz’ora quasi e non due
minuti come da noi, scorgo un sasso in mezzo al fiume, mi viene in mente
quindi di scaricare Ighli sul sasso per fare una foto per il vostro desktop.
Il
giorno seguente lo passeremo di nuovo qui e gireremo in largo e lungo
questo magnifico lago, catturando molti lucci e diversi persici reali,
uno di Alberto molto bello.
Quindi ricapitolando: sabato notte atterriamo a Stoccolma,
domenica e lunedì al fiume dei Salmoni, lunedì pomeriggio
si arriva da Gian e mercoledì mattina
si parte alla volta del fiume dei temoli e delle trote, a 100 km da qui.
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Appena arrivati andiamo a vedere il fiume che è a 200 metri dalla
nostra casetta e ne approfittiamo per fare una bella foto di gruppo: passiamo
pomeriggio e notte a pesca, catturando a spinning e a mosca temoli e trote,
temoli fino a 48 cm (Alberto) e trote fino
a 50 cm (Andrea).
Non prendiamo molte trote, ma ci divertiamo ugualmente, il posto è
da favola.
Dario e i fratelli Garga
addirittura si divertono a camolera, fondando, tra l’altro, sul
luogo il 1° Camolera team della storia: a camolera le catture dei
temoli sono quasi di uno a giro, impressionante, ce ne sono davvero tantissimi!
L’indomani ci aspetta il posto che Gian
mi preannuncia da tempo come un vero paradiso, solo che una camminata
di 4 km di tundra ci aspetta.
A metà mattinata quindi partiamo, dal fiume a dove inizieremo la
camminata c’è solo mezz’ora d’auto.
Cerchiamo di portarci a presso meno roba possibile, 4 km non sono molti,
ma in tundra… potrebbero essere un’eternità!
Perché? La terra, il sentiero, sembra di terra dura, ma in realtà
è terra, erba, che galleggia sull’acqua: si cammina quindi
evitando di sprofondare nell’acqua e dopo un’ora si arriva
al campo base facendo l’ultimo pezzo in barca.
Il Camp è composto di 3 casette dormitorio con 4/5 letti ognuna,
di 1 casa ristorante, sala, cucina extra-lusso, di 1 casa rimessaggio
(dove c’era di tutto, barche e motori in abbondanza, waders, canne
e mulinelli, 2 belly boat, stivali ecc) sauna, doccia e sala giochi, quest’ultima
casa è proprio in riva al lago, a 20 metri dall’acqua.
Più c’è una capanna tipica lappone con tetto in terra
e tronchi con stufa centrale per essiccare le pelli e una capanna per
attrezzi vari, più due latrine.
Un vero Camp di lusso con tutti i confort.
Ma ecco che appena arrivati il cielo si copre e inizia a piovere, ma una
pioggia battente e fredda, la temperatura quando siamo arrivati era di
ben 19 gradi, adesso è 7 gradi e sono le cinque di pomeriggio.
In questi giorni la temperatura è oscillata tra 18 gradi di giorno
e 13 gradi di notte, una temperatura perfetta! Tutti escono a pescare,
io rimango a guardare… ritornano per cena, verso le 21 sono nel
ristorante bagnati fradici e tutti i vestiti e le scarpe seminati ovunque
attorno al camino che sta in mezzo della stanza.
Io riposato, asciutto e tranquillo chiedo cosa avessero preso… qualche
trota, ma nulla di eccezionale… del resto quando piove e quando
ci sono sbalzi di temperatura simili cosa vuoi che mangi? Possibile che
questa gente non mi dia retta? Eppure se io vedo uno che ne sa più
di me cerco di seguire l’esempio… boh? Dopo cena, renna con
patate (povero babbo natale, se lo sapesse…) Vado a pescare, ha
smesso di piovere e la temperatura è risalita fino a 12 gradi.
Dal
rimessaggio prendo i waders, il belly boat e le pinne e da solo inizio
a pescare.
Era la prima volta che usavo la ciambella per pescare, è troppo
bello!!!
Una diversa prospettiva di pesca, quando poi ho allamato la prima trota
ho iniziato a gridare dalla gioia, ne ho prese 2 all’entrata del
fiume nel lago, proprio vicino al nostro Camp, una di 40 e una di 45 cm.
In posti simili si deve sempre cercare o fiumi o torrenti che entrano
nel lago, li ci sarà maggiore concentrazione di cibo in acqua e
quindi maggior pesce, idem dicasi per piccole lanche o insenature, di
solito il vento e la corrente tende a depositarci insetti e vermetti.
A forza di pinneggiare mi allontano troppo, circa 500 metri e rientrare,
contro vento e contro la leggera corrente del fiume mi diventerà
pressoché un’impresa.
Arrivo a terra che manca un quarto all’una di notte, sono stato
in belly boat quasi tre ora, arrivo sulla spiaggetta adiacente la casetta
della sauna/doccia e sento grida e risate che si fanno sempre più
forti e mi vedo 8 uomini nudi uscire dalla porta, correre verso il lago
e tuffarsi… rimango in primis esterrefatto, non capivo cosa stesse
succedendo, poi Ighli mi dici che Gian
aveva acceso la sauna e che l’usanza vuole che ogni 10 minuti in
sauna ci si deve raffreddare con l’acqua del lago ma… il Lago
ha una temperatura di 11/12 gradi, l’aria idem… sono proprio
fusi.
Allora corro nella mia casetta a prendere telecamera e macchina fotografica
ed immortalo la seconda uscita dalla sauna con bagna nel lago… certe
immagini possono sempre servire… non si sa mai se qualcuno dei presenti
diventasse un politico…
comunque questa esperienza della sauna rimarrà per tutti il momento
più divertente e gioioso, il momento di maggiore aggregazione…
ed io?
Io ero da solo, di notte, su una camera d’aria, nel silenzio più
assoluto, rotto dagli splash dei pesci… questo infatti rimarrà
il mio momento più bello del viaggio, io, spirito solitario, amo
molto di più queste cose che certe “mattate” di gruppo…
Io me ne vado a letto, riinizia a piovere: Ighli riesce in barca con Dario,
prende due belle trote facendo traina con l’ondulante su una secca
che c’è in mezzo al lago.
La mattina smette di piovere e tenta il sole di uscire… dopo colazione
tutti a pesca di nuovo: escono dei bei pesci, fino a 50 cm, nessun salmerino,
l’acqua è ancora fredda e stanno ancora nelle buche più
profonde.
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Infatti prima di partire Mike carica
in barca Ighli (come al solito, onnipresente e colui il quale ha pescato
più di tutti, un vero drogato della pesca, se fosse così
anche a calcio a quest’ora era nel Real, altro che Palermo!)
e Dario (altro malato di pesca e non solo…)
e tentano di pescare con una strana montatura i salmerini in profondità
ma riescono a prendere solo delle trote… a proposito Mike,
all’inizio avevo detto super guida… perché? Perché
non solo fisicamente è una roccia, poi perché per andare
a prendere una barca gl’ho visto fare 20 minuti di footing sulla
riva del lago, perché Dario pescando
a mosca ha attaccato una betulla e Mike
si è arrampicato in un secondo per staccargli l’amo, perché
cucina e fa tutto.
Anche Gian si è fatto in quattro
per accontentare tutti, soprattutto Aldo, il dentista… complimenti
quindi a Gian e a Mike e alla loro ospitalità.
Ma arriva il momento di ritornare a piedi verso le auto, avevamo provato
anche a farci fare un preventivo per l’elicottero ma l’elevato
prezzo ci ha fatto desistere, ci volevano quasi 120 euro a testa se tutti
fossimo andati, ma alcuni volevano tornare a piedi… vedo in lontananza
delle nubi minacciose, dico a tutti di affrettarsi ma tutti se la prendono
comoda, decido quindi di partire da solo, anche se Gian
lo sconsiglia perché questa zona è famosa per avere la maggior
concentrazione della Svezia di animali
feroci, Orsi, Linci, Lupi, ma la nuvola all’orizzonte era peggio…
parto e dopo un’ora esatta arrivo all’auto, in quel momento
inizia a piovere… alla grande!!! Gli altri invece… se la sono
presa tutta, anche se per loro fortuna è durata solo una decina
di minuti.
Fortunatamente ancora le zanzare non avevano fatto capolino: ci eravamo
preparati al peggio, pare che da queste parti quando saltano fuori sono
dolori… ed invece… tutto tranquillo.
In serata ritorniamo a casa di Gian, è
venerdì, domani sera ripartiremo da casa di Gian
per Stoccolma, ci aspettano sei ore di
auto… Il sabato mattina i fratelli Garga
si concentrano sui persici ed i lucci di questo bel lago, mentre il resto
della ciurma si trasferisce in un piccolo laghetto a 10 minuti d’auto,
un laghetto paradiso del pescatore: abbiamo preso circa una trentina di
trote a testa in 3 ore, media di un chilo e passa l’una e Ighli
ha preso un salmerino di quasi tre chili a spinning.
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Poi sempre Ighli si è messo pure
a pescare a mosca, le trote bollavano su tutto e si è divertito
come un matto.
Per farlo smettere abbiamo dovuto iniettare del curaro con cerbottana
(come Aldo, Giovanni e Giacomo quando fanno
i medici…).
L’ultimo giorno e l’ultimo pieno di pesce per una vacanza
mozzafiato, sia per le belle catture, che per i panorami, i tramonti,
la compagnia, le dormite (mai fatte così in vita mia), un posto
da favola che se Gargantini e il Trophy
Club, insieme a Gian ed al suo lodge sapranno
conservare potrà essere metà per decine di pescatori italiani.
Non abbiamo provato alle trote di mare ed ai lucci mare, pesci che raggiungono
pesi veramente notevoli, sarà per la prossima volta… perché
è sicuro che ci sarà una prossima volta e se volete viaggiare
con Trophy Club non vi resta che andare sul sito
www.trophyclub.it
L’attrezzatura
Per lo spinning al salmone mi sono affidato alla canna dell’Italcanna
Aquarius da 2.70 e 20/50 gr.
di casting, mulinello Maver cast 3000 con in bobina il Maver Smart Dual
Band di 0,35, per i lucci ho usato la Maver Esox 2.70, solito mulinello
e solito filo dei salmoni, per le trote e lo spinning leggero canna Colmic
Zephir da 2.10 e 2.40 mt con mulinello Colmic Taiton 2500 e filo sempre
Smart dual band di 0,20.
Come
artificiali abbiamo preso in loco dei grossi e pesanti ondulanti che comunque
andavano bene anche per lucci e trote, ma soprattutto per i lucci classico
rotante con piuma rossa e i micro jerk della Fox, a volte vicino alle
cannelle abbiamo usato degli spinner bait, per le trote minnows di 5/7
cm colore trota fario o iridea sinking, cucchiaini di colore giallo o
arancio per il lago e color argento per il fiume.
Siamo quindi partiti con 3000 esche e ne abbiamo usate 3, come al solito.
Per la mosca hanno usato di tutto, ma c’era poca schiusa quindi
si è optato più per ninfe e streamer di color nero.
Canne da 8/9 piedi e coda 8 per il salmone, canne da 7/8 piedi e coda
6/7 per le trote ed i temoli.
Ma non ci sono a livello tecnico accorgimenti di particolare rilievo da
consigliare, la pesca non è poi così diversa da quello che
è qui, le specie ittiche presenti, eccezion fatta per il salmone
si trovano anche da noi, quindi consigli ne servono ben pochi.
Ma per maggiori info scrivetemi un’email a info@pescareonline.it
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