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Il torrente Vivo
di Iuri Galluzzi

Il torrente Vivo, è un piccolo torrentello ai piedi dell' Amiata. Nasce poco più a monte del paesino del Vivo d'Orcia, provincia di Siena e le sue sorgenti sono immerse in un affascinante paesaggio montano coperto da un suggestivo bosco di pini di montagna. Il torrente scorre tra rocce che formano numerose cascatelle alla base delle quali si trovano spesso delle buche con acque più profonde e che solitamente sono dimora di trote fario di buone dimensioni, le quali possono raggiungere e alle volte superare anche il chilo di peso.

Le acque sono limpide, pulite, e il letto del torrente è abbastanza ciottoloso e sassoso per tutto il suo percorso nella provincia di Siena e anche in quella di Grosseto. Il Vivo termina la sua corsa, sfociando nel torrente Ente, più a valle del paese di Seggiano.
Risalendo il torrente a partire da Seggiano, possiamo imbatterci in ambienti abbastanza pescosi. Per circa due o tre chilometri in risalita, le trote fario presenti non sono molte ma sicuramente, di buone dimensioni.

Risalendo  ulteriormente, per sei o sette chilometri, ci imbattiamo invece in esemplari numericamente più elevati, anche se in questo caso le loro dimensioni medie sono leggermente inferiori a quelle presenti nella parte bassa del torrente. Il Vivo è classificato come "Acque a Salmonidi" per tutto il suo percorso in entrambe le provincie di Siena e Grosseto e non occorrono autorizzazioni particolari per poterci pescare (basta la semplicissima licenza per la pesca nelle acque interne).

Nel 1996/97 la provincia di Siena ha attuato il censimento ittico di tutti i corsi d' acqua del suo territorio compresa la parte più alta del torrente Vivo dove sono state scelte ben due stazioni di rilevamento.
La biomassa della popolazione di trote fario presenti nel torrente, varia tra 17 e 19 grammi per metro quadrato, e questa misura risulta essere la più elevata rispetto a molte altre acque salmonidi della provincia. In confronto, per fare un esempio, il Massellone nel Chianti senese, dove si trova un'ampia zona di pesca No-Kill e Trofeo, la biomassa di trote fario non supera tuttavia i 3/4 grammi per metro quadrato, malgrado sia considerato uno dei migliori torrenti della provincia dove poter praticare la pesca ai salmonidi.

Oltre alla trota fario nel Vivo sono abbastanza comuni i Vaironi che abboccano con estrema facilità specialmente per chi pesca a mosca.
Altra specie che si reputava esistente nel torrente è la trota macrostigma, tenendo conto di riferimenti bibliografici risalenti alla prima metà del ventesimo secolo e ad altri risalenti addirittura al diciannovesimo. Studi più recenti sembra che abbiano però esclusa la sua attuale presenza.

Curiose sono inoltre le fonti che ci sono pervenute dal lontanissimo 1871 ad opera dello studioso Dei, in cui vengono descritte le trote presenti in un breve tratto del torrente Vivo vicino alle sue sorgenti; trote che sembrano caratterizzate dall'avere un periodo di frega posticipato (Dicembre/Gennaio), rispetto a quella delle fario di allevamento. Bisogna considerare poi che alcune zone del torrente non hanno mai potuto essere studiate approfonditamente vista l' assenza di strade vicine al suo corso per molti chilometri e visti gli ambienti a picco rocciosi a volte estremamente difficili da superare anche a piedi.

Le tecniche consigliate per questo torrente, sono lo Spinning, possibilmente con cucchiaini di dimensioni non necessariamente grandi, e la mosca, anche se vista la larghezza ridotta del Vivo e il fitto della boscaglia molto spesso risulta abbastanza arduo poter lanciare o distendere la coda di topo.

Tuttavia per chi decide di pescare a mosca consiglio di fare uso di esche "da caccia" di buone dimensioni, nello specifico è necessario avere a portata, una varietà di modelli e colorazioni di mosche che possono indubbiamente influire sui gusti delle trote, principalmente in base alla stagione e agli insetti presenti in loco nel periodo in cui si decide di pescare nel torrente.

Attenzione: anche se il Vivo ha piccole dimensioni consiglio comunque di non indossare semplici stivali ma cosciali o vaders, poiché in molti punti del torrente l' acqua è abbastanza profonda.
Concludo ringraziando gli amici Fabrizio e Simone per la collaborazione fornitami.


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