
Barbo, la conquista č avvenuta
di Walter Scandaluzzi
Ticino a Pavia a giugno 2002
Il cranck bait da 11 cm vola in acqua alla ricerca di qualche siluro, lucioperca o grosso aspio insomma un predatore che abbia voglia di assaggiare qualcosa; lentamente si avvicina a riva vicino al fondo quando viene addentato o meglio dire morsicato da qualcosa. La difesa è potente ma strana, il trecciato dello 0.20 non da speranze al pesce che viene a riva. Con grande sorpresa è un barbo europeo di quasi 3 kg che colpito da improvvisa pazzia ha attaccato l'artificiale. Che sia pazzia non è detto visto che ogni tanto la cosa si ripete specialmente nel periodo riproduttivo della specie.
Sesia a Palestro ad agosto 2003
Stiamo pescando da oltre un ora e la canna da ledgering con pasturatore da 90 gr non ha alcun sussulto. Ogni 5 minuti ci si dà una spruzzata di antizanzare, si riempie il feeder e lo si lancia sempre allo stesso punto ma nulla fin quando la pasturazione dà il suo effetto e all'improvviso un violento strattone fa sussultare il tutto; la ferrata è fulminea ed inizia la lotta. Si intuisce subito dalle violente testate che è un barbo. Lo 0.18 finale è messo a dura prova ma alla fine vince la resistenza del baffuto europeo che è stimato oltre i 2 kg. Alla fine della serata saranno 6 i pezzi dai 1500 ai 2500 gr portati a riva più alcuni slamati da Sandro negoziante di pesca in Gaglianico (BI) e sua moglie.
Quintino Sella a Novara città a luglio 2003
I due (Ferruccio e Walter) arrivano a sera , montano le loro bolognesi con mulinelli caricati dello 0,14, finale del 0,10 e ami del 18 e 20. Una bella pasturazione di bigattini e via nella tranquilla acqua del ramo secondario del canale con un galleggiantino da un grammo con la speranza di qualche discreta cattura.
L'inizio è incoraggiante con un paio di discreti cavedani, un gardon e un barbo nostrano sul mezzo kg ma poi il sottile finale comincia a saltare una, due, tre volte e i “nostri” passano allo 0,12 senza però riuscire a vedere una coda lo stesso.
A nulla vale cambiare bobina mettendo come madre lo 0.18 e finali lo 0.14 e anche lo 0.16; si riesce a tenere qualche attimo in più i pesci ma questi infilandosi in corrente centrale inevitabilmente spaccano. Una carpa mostruosa salta nel sottoriva anzi nel sottopiedi e cosi si pensa ad una mangianza dei panciuti ciprinidi. La notte avanza e i due desistono fino alla sera dopo quando muniti di belle canne a fondo, finali del 0.18 e 0,22 riescono finalmente ad avere ragione di giganteschi barbi europei attorno ai 3 kg anche se qualcuno arriva a raddrizzare l'amo del 10.
Uno di questi fa addirittura impazzire il pescatore che deve fare 20 minuti di lotta e 200 di riva prima di averne ragione. Scene come queste oramai sono abituali in tutto il Nord Italia; chi dice che prende europei, chi spagnoli, chi dell'est, chi italiani, chi incroci ma fatto sta che non vi è fiume o torrente di grossa portata che non ospiti questo simpatico e stimato, per la sua difesa, ciprinide.
Naturalmente le catture a spinning sono rare ma pescando a fondo o a passata con lenze a radere bene il fondo è ben difficile, nel periodo estivo non trovare qualche branco di barbi decisi a far divertire il pescatore.
Non sempre sono grossi, qualche volta sono piccoli medi come ho riscontrato nel Tanaro a Rivarone, parecchie volte hanno una pezzatura media con qualche esemplare grosso come nel Ticino novarese, nel Quintino Sella ma anche nel Cervo basso e nel Po torinese.
Sia come sia comunque il divertimento è assicurato sia usando i classici bigattini come esca, sia con esche alternative come i vermettini di letame.
Vermettini che potremo trovare conoscendo qualche agricoltore che abbia del letame maturo; con una buona dose di pazienza, senza aver tanto schifo ci potremo rifornire di una valida esca che andrà bene anche per gli altri ciprinidi che vivono assieme al barbo.
Anche i cavedani non guardano troppo al sottile con il vermettino e potremo usare finali ben più sostanziosi dello 0.10 certi che adescheremo parecchie specie e soprattutto avremo la consistente speranza di guadinare i giganti se abboccheranno. Giganti che possono anche essere delle belle carpe che non disdegnano certamente le stesse esche dei barbi e che potremo incontrare in quei posti dove la corrente permetta lo stazionamento di entrambe le specie.
Anche per i galleggianti col vermettino non si dovrà troppo guardare al grammo in più od in meno in quanto l'abboccata è decisa. Ad onore del vero oramai con l'arrivo di queste ondate di barbi punto decisamente a loro sia come grammature sia come fili e nonostante questo ho riscontrato lo stesso l'abboccata di numerosi cavedani che sono ben disponibili ad assaggiare i bigattini innescati a fiocchi. Beh qualche volta sono talmente veloci che riescono a risputare ma preferisco non allamare i cavedani, di cui ho notato la netta diminuzione di taglia nelle mie zone, piuttosto che rischiare di perdere barbi di taglia elevata.
Come pastura oltre alle retine idrosolubili di bigattini anche sfarinati al formaggio; un'astuzia abitando vicino ad acque idonee può essere di conservare congelate le croste di vari formaggi specie dal sapore sostanzioso ed una volta raggiunto un buon quantitativo far bollire le stesse in una pentola, meglio se vecchia per evitare le ire delle donne di casa, con del latte immergendo dei sassi porosi e dei mattoni forati che getteremo in acqua, sulla linea della presunta passata, il giorno prima della pescata. Naturalmente in una postazione poco battuta e avendo all' occhio che nessuno ci veda e approfitti della nostra pasturazione preventiva.
Lo stesso formaggio, magari fatto ammollare anche lui nel latte per le qualità consistenti, tagliato a dadini di 1 cm circa.
Montature a passata rigorosamente sul fondo con l'ultimo pallino a non più di 15 cm dal'amo. L'amato ciprinide è ben noto che ama l'acqua corrente ma è sempre bene rammentarlo per i neofiti. Da una ricerca internet al link http://www.ittiofauna.org/webmuseum/pesciossei/cypriniformes/cyprinidae/barbus/barbus.htm scopro che il genere Barbus è diffuso in Europa, Asia e Africa e solo nel vecchio continente sono ben 23 le specie: Albanicus, barbus, bocagei, brachycephalus, caninus, capito, comizo, cyclolepis, euboicus, graecus, graeellsii, quiraonis, haasi, macedonicus, meridionalis, microcephalus, peloponnesius, plebejus, prespensis, sclateri, steindachneri, tauricus, tyberinus.
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