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Canne da spinning
L’importante, l’utile e l’inutile

di Roberto Cazzola

Di canne da spinning ne ho provate a centinaia. In atto di pesca, voglio dire, non dall’armaiolo a mimare finti lanci...
Più ne provo e più mi rendo conto di come l’intento dei costruttori non viaggi parallelamente alle vere esigenze del pescatore.
Eppure, dovrebbe essere il contrario: sapere quello che vogliono gli “
utenti” per potere vendere loro il maggior numero possibile di canne.

E’ così che dovrebbero essere compiute le ricerche mi mercato.
Chiaro no? Non succede così, purtroppo: le modifiche, se ci sforziamo le potremo anche chiamare “novità”, ben raramente vanno verso un utilizzo migliore nella pratica di pesca, verso vantaggi concreti.
No. Vanno nella direzione opposta: aggiungere optionals in quanto tali, e non per far sì che se ne avvantaggi la funzionalità.
Soltanto per avere la “
scusa” di aumentare il prezzo d’acquisto.
Questa è la verità.
Ogni tanto, questo vale per tutti me compreso, conviene scrollarsi la testa e ritornare per terra, cercando di scoprire in una canna da spinning cos’è
IMPORTANTE, cos’è UTILE e che cos’è INUTILE.

IMPORTANTE
Una canna da spinning deve aiutarci a lanciare lontano e preciso.
Serve anche ad altro, ma approfondiremo un’altra volta.
Per lanciare bene e preciso, occorre che la canna, prima d’ogni altra cosa, sia bilanciata.
Sembra un assioma noto a tutti. Vero? No, non è vero.

Sono in vendita canne da centinaia di euro che non sono per nulla bilanciate! Ne consegue che un lanciatore spende cifre rilevanti per poi avere fra le mani attrezzi squilibrati e disarmonici! Per contro, esistono canne, magari di Aziende italiane, che oltre a costare poco, quanto a bilanciatura “bagnano il naso” a prodotti esteri che costano il triplo od il quadruplo.

Proprio oggi, ../2004, sono andato a visionare certe rogge con un amico lanciatore che mi ha presentato Sabino Civita, che voi tutti conoscete.
Io, ovviamente, con la mia “BASS-ESOX”, mi gongolavo spiegando all’appena conosciuto spinningofilo il tal pregio ed il tal altro della mia canna.

Venne il momento di provare la bilanciatura della sua canna, una Colmic Starlet.
Bene, la prova del nove, la “cannetta” da 60 euro, la superò alla grande! Ricordo che la bilanciatura di una canna da lancio si stabilisce osservando il punto preciso in cui si spinge con il pollice.
Il tutto è convenientemente spiegato in un apposito articolo sulla bilanciatura della canna da spinning sul mio sito www.robertocazzola.it.

UTILE
Sempre dal punto di vista della bilanciatura, se si scopre che il pollice non collima con il fulcro – o viceversa – c’è sempre una scappatoia: spostare a piacere il punto di posizionamento del mulinello.
Questo si ottiene facilmente acquistando una canna che ci permette di “traslocare” il mulinello nel punto giusto, seguendo la regola del pollice.

Ebbene, anche in questo caso, si trovano in commercio canne sbilanciate, con portamulinello fisso e – ma guarda un po’ – prezzo di centinaia di euro.
Ragazzi, possibile che non si guardi anche a questi particolari? Non vi accorgete che buttate i vostri soldi? Da quali vantaggi vengono giustificate spese così rilevanti? Non ditemi per favore “perché il grezzo è migliore”.

Non posso accettare una motivazione tanto puerile: lo sappiamo tutti, a parte qualche “mosca bianca” di modello, che la maggioranza delle canne è fabbricata con lo stesso grezzo o giù di lì!

L’INUTILE
Il mondo è strano: capita che un particolare di una canna venga spacciato per determinante, per tecnologicamente avanzato e che invece, pensando con la propria capoccia, si scopre che è un trucco per risparmiare sui costi di produzione.

Mi riferisco all’innesto a baionetta.
Oddio, spieghiamoci subito: se la canna ha tale innesto, non è certo la fine del mondo… Il fatto è che Marche super blasonate ci vogliono far passare per gonzi.
L’innesto a baionetta non apporta alcun beneficio all’azione della canna, anzi! Spezza la conicità della stessa proprio quando dovrebbe crescere progressivamente verso il calcio.
Fin qui non c’è da svenarsi, lo so.

Ma se il prezzo è tre volte quello di una “plebea” canna, che tale difetto non ce l’ha, allora converrete che qualche incongruenza c’è davvero!…
Lo spunto per quest’articolo me l’ha dato Gionata Paolicchi nell’Editoriale d’inizio anno.
E’ stata la prima volta in cui ho letto un Direttore di una testata, tra l’altro molto importante qual è “PESCARE ON LINE”, bacchettare i propri sponsor affinché, per il loro bene, la loro produzione si rivolga a quanta più gente possibile.

Di esagerazioni, nel recente passato, ce ne sono state fin troppe.
C’è chi crede di aver scoperto… l’America (si, proprio così) e fra un po’ andrà a finire che si ciberà esclusivamente di hamburger e Coca Cola (alla McDonald, naturalmente), tralasciando tutto il ben di Dio che abbiamo nel nostro Paese.

C’è chi compra la giacchetta da chissà quanti euro per pescarvi due volte l’anno.
C’è chi ributta in acqua signori boccaloni per poi mandare la mamma al supermercato a prendere trotacce d’allevamento, magari gonfie di ormoni e mangimi di dubbia provenienza.
C’è chi filosofeggia su argomenti di una futilità disarmante per poi disinteressarsi completamente dei veri motivi che portano le nostre acque alla rovina.

E c’è anche chi crede che la canna da 500 euro sia davvero lo spartiacque fra pescatori “evoluti” e prendipesci di poco conto.
A questi ultimi va il mio messaggio conclusivo.
Anch’io mi sono scervellato, prendendo spunto da chiunque, italiani e non, al fine di approntare canne di un certo pregio, che possedessero tutti gli optionals VERAMENTE utili.
A questo punto, dopo tanti anni di pesca a spinning, è normale che stia a guardare il tal particolare o il tal altro.

Tale comportamento non può e non deve riguardare chi pesca a spinning da poco tempo.
Sennò va a finire che prima di tutto si fa infinocchiare affrontando spese del tutto sproporzionate, eppoi, visto che non tornano i conti valutando i propri risultati, si stufa in breve tempo e passa a qualche altro hobby.

E’ vero che così facendo i commercianti ed i produttori di cose di pesca hanno abbindolato un tizio spennandolo per bene.
Ma è altrettanto vero che il tizio, passando ad altro sport, non comprerà, in futuro, più un accidenti di niente!
Ecco perché la pesca è in stallo: è successo come in borsa, è scoppiata la bolla speculativa! Per riprendere il trend rialzista, bisogna a ‘sto punto ripartire da capo: un attrezzo deve avere un prezzo adeguato a quello che veramente vale.
In caso contrario, per i nostri costruttori e negozianti, sarà una vittoria di Pirro.


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