
Un cavedano per l'estate
di Roberto Granata
Arriva l’estate e, anche se il cavedano è
insidiabile a spinning un po' tutto l’anno, sia pur con risultati
diversi, questa stagione è sicuramente sinonimo di catture in maggior
quantità ma non per questo sempre facili. Occorre infatti fare
i conti con la proverbiale furbizia di questo ciprinide che, soprattutto
in particolari ambienti, arriva a livelli incredibili. Un avversario quindi
di tutto rispetto, e che, a mio avviso, non merita affatto la scarsa considerazione
che talvolta gli viene data. A questi ed altri aspetti che vedremo tra
poco, va aggiunta la possibilità di trovarlo con una facilità,
anche se relativa, sicuramente maggiore di talune altre specie “da
spinning”.
Chi di noi, non potendo imbarcarsi in una lunga uscita di pesca, magari
a notevole distanza, non ha mai raggiunto, magari con una bici sgangherata,
il fiume o la roggia più vicina a casa? E quali erano spesso i
primi pesci che vedeva pinneggiare a galla dall’alto del ponte?
I cavedani, indifferenti e sornioni, persino strafottenti, almeno così
sembra, ma al minimo movimento strano da parte nostra terribilmente sospettosi,
pur mantenendo (così sembra ma non è) il comportamento precedente.
Basterebbe questa prerogativa per considerarlo un avversario di tutto
rispetto; ma il cavedano va ben oltre, consentendoci di ingaggiare un
vero e divertente confronto, in grado di divertirci e gratificarci, ma
soprattutto di affinare il nostro “bagaglio
tecnico”.
"Vediamo subito una serie di consigli che vorrei dare per la sua pesca
nel periodo estivo:
- Prima ancora di pescare, è importantissimo un avvicinamento molto
cauto. Oltre a non vederci, il pesce non dovrebbe percepire alcun rumore
sospetto e specialmente la sagoma della nostra ombra nell’acqua.
- Prestate attenzione, meglio se con un’osservazione preventiva,
al punto esatto da dove scendere a riva per pescare. Spesse volte da un
punto che sembra illogico si hanno risultati impensabili, perché
i cavedani sono abituati a vedere e riconoscere il pericolo da altre zone,
che sembrano migliori ma sono frequentate da tutti, mentre da posizioni
anche molto vicine a loro, ma dove non c’è mai nessun pericolo,
possiamo tentarli eliminando buona parte della loro diffidenza.
- In caso di acque correnti è opportuno, prima di lanciare, valutare
dove farlo in base al tipo di corrente, alla sua intensità ed ai
rigiri che forma. Usando sempre la corrente come alleata arriviamo a far
compiere all’esca tragitti e movimenti altrimenti impossibili, mentre
avendola come nemica dopo pochi lanci possiamo andare a casa, specialmente
avendo di fronte un pesce così furbo.
- E’ importantissimo che qualunque recupero abbia inizio non appena
l’artificiale tocca l’acqua, o che comunque si mantenga immediatamente
il contatto con l’esca. Parecchi attacchi possono avvenire sia al
suo primo impatto con l’acqua che in calata.
- Tutto ciò conviene specialmente nei periodi caldi e negli ambienti
con presenza di fronde che lambiscono l’acqua. In quest’ultimo
caso i cavedani sono attentissimi a ciò che vi cade, ed un minimo
ritardo nel contatto con i nostri artificiali è sicuramente castigato.
- In acqua ferma il nostro ciprinide esterna ancor di più le sue
diaboliche furbizie. Ancor più, in proporzione, rispetto ad altre
specie, è attento a qualsiasi cosa si muove intorno a lui. Il perché
è presto detto: il pesce in acque correnti ha la necessità
di afferrare al volo ciò che passa, ed ha poco tempo per “ragionare”,
mentre in acqua ferma il discorso cambia di parecchio. Inoltre in queste
ultime la percezione, sia visiva che a livello di vibrazioni, è
poco o niente alterata dal movimento dell’acqua, che crea sicuramente
altri rumori e vibrazioni, e probabilmente una visione meno nitida e magari
distorta di un corpo in movimento.
Gli ambienti
Un classico della sua ricerca estiva sono proprio le rive lambite da fronde
di cui parlavamo.
I principali motivi di ciò sono due: gli insetti o le eventuali
bacche che cadono in acqua e l’ombra degli alberi stessi. Ricordiamo
che il cavedano è praticamente onnivoro, e di questo va tenuto
conto, sia per la strategia da adottare che per gli artificiali, come
vedremo, anche nelle sua ricerca a spinning.
Un altro “hot spot” è
rappresentato dalle cascatelle, nei piccoli corsi d’acqua, ed anche
dai salti delle briglie in corsi un po' più grandi. Stavolta i
motivi riguardano la maggior ossigenazione dell’acqua in questi
punti (in molte altre zone d’estate è ferma e spesso stagnante)
e la maggior presenza di minutaglia.
Da non trascurare neppure i raschi, sempre per il movimento maggiore dell’acqua,
e, specie se il caldo non è proprio torrido, l’inizio e la
fine delle buche, quei “piedi di terra”
tanto amati dai predatori, perché riparati dal vivo della corrente,
ma soprattutto perché ottimo passaggio delle loro prede e buon
posto per mimetizzarsi.
Gli artificiali
Dicevamo della sua propensione a mangiare un po' di tutto: come ho già
avuto modo di dire, il cavedano non è solo un predatore, ma un
anche-predatore. Ecco perché, ad esempio, può prediligere
artificiali disturbatori, quali i rotanti, in periodi o semplicemente
in momenti diversi dagli altri predatori.
Proviamo un confronto invernale tra lo spinning e la sua pesca con interiora
di pollo come esca; possiamo andare a casa subito. Proviamo la stessa
cosa con il luccio, ed è più facile che ad andare a casa
sia l’altro.
Tutto ciò a mio avviso, è da tenere in grande considerazione
nella scelta degli artificiali per la sua ricerca. Purtroppo ci vorrebbe
un libro intero per approfondire tutti i diversi casi, ma possiamo dire
che in estate un buon minnow, di solito galleggiante e sui 7 cm. di lunghezza,
sia tra le armi migliori.
Questo tipo di artificiale è da preferirsi specie nelle correntine,
cascatelle, raschi e nascondigli vari detti prima, e cioè dove
il cavedano, tra gli altri motivi, si trova anche per un istinto predatorio.
I rotanti, nonostante non siano certo da scartare, li riserverei maggiormente
alle altre zone, alle altre stagioni, o comunque a situazioni particolari,
da valutare di volta in volta. Riguardo alla colorazione, specie dei minnows,
ritengo siano nettamente migliori tinte “classiche”
e tenui, quali argento-nero, oro-nero e simili. Nelle rive infrascate
in presenza di fronde di cui abbiamo parlato, è buona cosa osservare
che cosa cade in acqua. Sovente l’utilizzo di imitazioni di cavallette
e simili si rivela micidiale, anche e soprattutto per quei cavedanoni
che sono riusciti ad invecchiare, perché ancora più furbi
e smaliziati (e perchè qualcuno ha dato loro la libertà
in precedenza).
L’attrezzatura
Trattandosi di un pesce dall’elevato tasso di slamatura, o meglio
di non-allamatura, soprattutto per il suo modo di attacco, rapido e dalla
testata violenta ma “mordi e fuggi”,
l’attrezzatura va vista di conseguenza, pena risultati a dir poco
sconfortanti.
Canna: Molto rapida e scattante in
ogni caso.
Mulinello: Basta che non ci tradisca
con chiusure accidentali, o peggio con non chiusure dell’archetto
(per la ferrata, come vedremo) e, per lo stesso motivo, non abbia una
frizione che lavori nel momento meno opportuno.
Lenza: Sicuramente di ridotta elasticità.
Meglio ancora l’uso di un trecciato.
La ferrata
Il più rapida possibile, senza tempi morti, aiutandoci con la giusta
attrezzatura.
Canna il meno possibile di lato durante il recupero, e tanta concentrazione
da parte nostra, specie al primo impatto dell’artificiale nell’acqua.
Per finire, non sottovalutiamo questo pesce, molto furbo, ma che ci può
far divertire. Potrà diventare veramente un “cavedano
per l’estate”.
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