
Luccio, dove sei?
di Roberto Granata
E’
questa la domanda che un pescatore a spinning può porsi di frequente,
specie quando l’avvicendarsi delle stagioni, e di conseguenza delle
condizioni climatiche, porta l’esocide ad alcune “migrazioni”
da un luogo all’altro più o meno distanti.
Vorrei occuparmi, in quest’articolo, dei suoi spostamenti verso
le zone dove avverrà (si spera) la riproduzione.
Ci avviciniamo infatti a questo periodo, e ritengo più conveniente
pensare ad un prossimo futuro che non dare consigli su di un periodo attuale
se non addirittura già vissuto, del quale comunque vedremo alcuni
aspetti, legati appunto alle situazioni da affrontare prossimamente.
Anzitutto occorre precisare che non di rado, il luccio può arrivare
nei luoghi dove si riprodurrà, o comunque risalire fino alle immediate
vicinanze, anche parecchio tempo prima della riproduzione vera e propria.
E’ capitato, ma non certo solo a me, di catturare femmine gonfie
di uova già ad ottobre-novembre, e per di più già
risalite nei paraggi delle aree di frega, oppure fino alla briglia od
all’invaso dove, per forza di cose, dovevano interrompere la loro
corsa.
E’ vero che in presenza di piene autunnali (caso abbastanza frequente)
il pesce è portato comunque a muoversi, ma ho un’infinità
di esempi dove, finite da tempo queste piene, dai mesi detti prima fino
a febbraio-marzo, bastava attendere una settimana (ad esempio) per assistere
alla risalita, anche in condizioni di livello abbastanza difficoltose,
di “nuovi” esemplari.
Insomma, a mio avviso, il luccio avverte alcuni “segnali”
dalla sua futura riproduzione parecchio tempo prima che questa avvenga.
Ma, e qui entriamo nel vivo del discorso, una volta arrivato nei pressi
dei luoghi predetti, deve fare i conti con un periodo e le sue condizioni
climatiche che non permettono ancora né la completa maturazione
delle uova, né, di conseguenza, il suo portarsi in acque basse
e/o comunque adatte a riprodursi. Quindi...
DOVE CERCARLO
In fiumi o rogge regolamentati da opere idriche, sicuramente negli invasi
delle medesime.
Gli esemplari che nei periodi precedenti (stagione calda in primis) stazionavano
lungo l’asta fluviale, spesso quindi in acque più basse,
si portano progressivamente in questi invasi.
Se il clima è ancora prettamente autunnale, e quindi non molto
freddo, prediligono i lati di questi ambienti, di norma meno profondi,
ed i punti dove la corrente (data dalla cascata più o meno grande
dell’opera idrica) smorza ed il fondale raschia, creando quei dislivelli
dove possono sostare mimetizzati, anche perché in questi punti
vi è maggior presenza di minutaglia.
Viceversa, nel pieno dei rigori invernali, eleggerà di norma la
sua “tana provvisoria” nei punti più profondi e, potendo
con acque il più ferme possibile.
Chiaramente, pur muovendosi meno che in altri periodi, si porterà
talvolta nelle ore centrali della giornata ed anche in modo più
prolungato in giornate miti o nuvolose, piovose, ed insomma con bassa
pressione atmosferica, verso zone più “scoperte”, tipo
quelle dette prima.
Questo sicuramente per un’eventuale predazione, ma sono convinto
anche, come ho già avuto occasione di dire, per altri stimoli che
in momenti diversi non sente o non può sfogare.
In altri tipi di fiumi o canali, in assenza dei “luoghi di ritrovo”
che abbiamo appena visto, il luccio si porterà progressivamente,
prima dai luoghi dove ha trascorso i periodi più caldi verso le
curve più profonde, le massicciate ed i lenti rigiri d’acqua,
e da questi luoghi, che di norma eleggerà a propria dimora nel
periodo freddo, altrettanto progressivamente tenderà ad avvicinarsi
alle aree di frega più vicine.
Queste saranno di preferenza rappresentate dallo sbocco di piccoli affluenti,
e, potendo risalire anche questi ultimi, anche fino ai rigagnoli con una
spanna o poco più di profondità, dove avrà luogo
la deposizione e la successiva fecondazione delle uova.
Un tempo neanche tanto lontano, le famose marcite (i prati irrigati tutto
l’anno con una rete di piccoli fossati) rappresentavano il non plus
ultra delle aree di frega.
Oggigiorno specie nella Pianura Padana, zona dove sono nato e vivo tuttora,
la loro rarefazione (per non dire scomparsa) rappresenta una delle principali
cause della drastica riduzione di esemplari.
GLI ARTIFICIALI
Premesso il giusto rispetto (leggi divieto) che dobbiamo portare nel periodo
riproduttivo, è comunque interessante conoscere le preferenze dell’esocide.
Di solito appena prima, e senz’altro durante ed appena dopo le sue
“fatiche amorose”, l’acqua si è già riscaldata
un pochino rispetto al “minimo storico” invernale, per cui
il luccio pur prediligendo leggermente i minnows o comunque imitazioni
che tendono a provocare in lui l’istinto della fame, se la prende
volentieri anche coi rotanti.
Nel periodo precedente, quello del gran freddo, risultavano invece nettamente
vincenti i minnows, meglio se di generose dimensioni, manovrati lentamente
in prossima del fondo.
In quello ancora precedente (l’autunno fino ai veri freddi) risulta
dalle mie statistiche una preferenza per i rotanti, non necessariamente
a contatto col fondo ed anche con un recupero ancora abbastanza “allegro”,
anche se mai frenetico.
ALCUNI ITINERARI
Nella mia zona (il Pavese) esiste ancora qualche posto dove possiamo tentarlo
con discreta fortuna.
Il Terdoppio e le sue chiuse, ad esempio.
Da Pavia dirigendosi
verso Alessandria
lo troviamo nei pressi di Zinasco,
di Tromello
o di Alagna.
Tra le lanche citerei quella chiamata “Del Lido”, vicinissima
al quartiere Borgo Ticino di Pavia.
Qui giunti, ogni pescatore ve la saprà indicare.
Consiglierei tuttavia di non andarci soli, e di lasciare l’automobile
un poco lontano, in quanto nello spiazzo adiacente la lanca vi è,
purtroppo, la possibilità di subire atti vandalici.
Un’altra lanca interessante è quella chiamata “Del
Piave”, situata all’incirca nei pressi di Bereguardo.
Anche qui occorre mettere in conto una scarpinata, ma stavolta perché
la lanca si trova nel Parco del Ticino, dove vige il divieto di accesso
ai mezzi motorizzati.
IN CONCLUSIONE
Abbiamo visto alcune abitudini del meraviglioso luccio, sicuramente uno
dei pesci più interessanti ed ambiti dai veri amanti dello spinning,
e con esse abbiamo anche visto come tentarlo in diversi periodi dell’anno.
Non è tutto qui, perché, come senz’altro sapete, con
“lui” possiamo divertirci in pratica tutto l’anno, come
vedremo.
Conoscerlo meglio significa pescarlo, rispettarlo ed amarlo meglio.
Un sincero “In bocca al luccio”.
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