
English man in Tuscany…
Il campione inglese Mark Pollard a pesca
in Italia
Di Gionata Paolicchi
PREMESSA: Questo articolo è un’anteprima
esclusiva di Pescareonline.
Mark Pollard è venuto in Italia apposta per realizzare due servizi
fotografici per la rivista Pescare che usciranno uno in luglio 2004 e
l’altro presumibilmente a settembre. Doveroso è quindi ringraziare
la rivista Pescare,
anche se le foto che verranno pubblicate in questo articolo non sono le
stesse che verranno pubblicate sulla rivista.
Questo non vuol altro che essere una promozione alla lettura degli articoli
che usciranno sulla rivista Pescare.
Non parlerò quindi molto dei dettagli tecnici e dei prodotti, mi
limiterò a raccontare quello che il giornalista Stefano
Bastianacci non vi racconterà attraverso
le pagine di Pescare e cioè le mie impressioni, le impressioni
del fotografo di questo servizio.
PRESENTAZIONE MARK POLLARD
Mark, meglio conosciuto come ‘Polly’,
è considerato uno dei migliori pescatori del Regno
Unito, capitano e uomo di punta della squadra della Contea
dell'Essex, che attualmente è forse il team migliore di
tutto il paese.
La competizione ‘Matchman of the Year’,
condotta da Anglers Mail è diventata
il parametro di riferimento attraverso il quale la maggior parte degli
agonisti misura il successo della propria stagione.
Dalla nascita di questa competizione, oltre dieci anni or sono, Polly
è sempre arrivato alla fine con i magici 20 punti ed in non meno
di cinque occasioni, l'ultima delle quali è stata la stagione 2002/03,
si è classificato 3°. Ciò che rende la sua impresa ancor
più eccezionale è la diversità delle situazioni in
cui Mark colleziona i suoi punti.
Perché Mark non è un pescatore
specializzato in una sola tecnica, ma è un agonista versatile e
completo che ha conquistato le sue vittorie pescando in canali, scoli,
acque ferme e fiumi.
Per competere ad un simile livello Mark ha bisogno della migliore attrezzatura.
In gare in cui qualche oncia può fare la differenza tra la vittoria
e la sconfitta, la perdita di un pesce può rivelarsi disastrosa.
Chiunque abbia visto Mark pescare potrà testimoniare quanto sia
preciso e meticoloso nella scelta e nella preparazione della sua attrezzatura
da pesca, in cui nulla viene lasciato al caso.
Pescare ai massimi livelli permette a Mark di trovarsi in una posizione
eccezionale, che gli consente da un lato di comprendere appieno le esigenze
del moderno agonista e dall'altro di testare l'attrezzatura per assicurarsi
che garantisca prestazioni ai massimi livelli e conformi ai più
rigorosi standard.
Come Brand Manager della linea di prodotti Fox
Match, Mark divide il suo tempo tra l'ufficio
e le prove "sul campo".
Entrambi gli aspetti sono fondamentali per il ruolo che riveste, perché
nessuno dei due può funzionare senza l'altro.
Il tempo trascorso pescando gli consente di capire quali sono le attrezzature
e gli accessori necessari nonché di valutare le prestazioni dei
prodotti prima che vengano lanciati sul mercato.
Il tempo passato in ufficio viene utilizzato per comunicare ai tecnici
le necessità individuate sul campo in modo da poter ottenere esattamente
ciò di cui ha bisogno.
19 APRILE 2004: la sera alle 21
Mark atterra all’aeroporto di Pisa e con il Taxi si trasferisce
all’Hotel Holiday Inn al casello di Pisa Nord.
20 APRILE 2004: questa sarà
la prima di 3 giornate di pesca, Mark ripartirà venerdì
pomeriggio.
Lo passo a prendere in Hotel alle 8 e 30 di mattina e proseguiamo verso
il lago teatro di questo nostro primo incontro, il
Lago Verde di Torre del Lago, uno
dei migliori carpodromi della Toscana e
rivenditore ufficiale FOX. Ci raggiunge al lago anche il rappresentante
per l’Italia, Andrea Minguzzi, con
l’auto carica di tutto il materiale con cui pescherà Mark
in questi giorni.
Il proprietario, Paolo Belli, ci suggerisce
la piazzola di punta proprio davanti al bar-ristorante.
Il Lago Verde è proprio un posto
incantevole
( tel. 050804386, Chiuso il giovedì ), ha pure annesso negozio
ben fornito e super ristorante!
Mark è proprio simpatico e alla mano e nonostante il mio inglese
stentato riusciamo a capirci e riesco a spiegarli come pescare in questo
lago: a 13 metri, sulla punta della roubaisienne quindi ha circa 3 metri
d’acqua, ma è meglio pescare a galla fiondando pochi bigattini
alla volta.
E così, montata la roubaisienne della FOX
Evolution, filo di 0,14 diretto, un galleggiante di 0.30 gr e una
distanza apicale-galleggiante che ha scioccato i presenti: 30 cm!!!
Da noi, soprattutto in laghetto, si è allungata la “vela”
tra galleggiante e vetta, arrivando da queste parti fino a quasi
due metri e questo perché, così narrano i campioni locali,
pescando a galla vedersi la canna sulla testa ai pesci darebbe noia…
mi sembra invece che così non sia perché Mark ha catturato
molto!
Alla fine della giornata, circa 4 ora effettive di pesca, ha preso una
quarantina di carpe, circa 80 chili in tutto! Mark una cosa ha fatto per
tutta la pesca: non ha mai posato la fionda… una vera macchinetta,
continuamente fionda, fionda, fionda… 10 bigattini alla volta, non
di più.
Ha poi voluto pescare anche a fondo, con il mais, per cercare un esemplare
più grosso: pescando a fondo e a galla, Mark ha sempre pronte due
punte con montato i cup della Fox:
http://www.foxint.com/catalogues-products.php?lang=i&product=581&catalogue=2§ion=27
http://www.foxint.com/catalogues-products.php?lang=i&product=580&catalogue=2§ion=27
Cosa che è piaciuta molto ai pescatori-curiosi presenti i vari
accessori della Fox, non ancora arrivati in Italia ma che saranno disponibili
da inizio estate: i vari accessori per il panchetto (ottimo quello per
appoggiare la roubaisienne, agli elastici vuoti all’interno, al
galleggiante per guadino e ai nuovi ami e fili.
Poi Mark ha provato pure l’inglese a galla e anche qui è
stato davvero bravo … d’altro canto… un inglese che
non sa pescare all’inglese… anche qui quello che ha colpito
la semplicità della montatura e dell’azione di pesca.
Ma quello che sicuramente ha scioccato Mark, ma anche tutti i presenti
è stato accorgersi involontariamente che le carpe che erano nella
nassa andavano a mangiare sia il mais che i bigattini che cadevano all’interno.
Ad un certo punto era diventata cosa comune che tutti quelli che venivano
si affacciavano nella nassa di Mark e lui buttava dentro le esche…
uno spettacolo mai visto!
Il problema per i giorni a seguire è che dovremo realizzare anche
due servizi fotografici sia nel fiume Arno
che nel fiume Serchio, ma a causa delle
abbondanti piogge i fiumi sono letteralmente impescabili.
Vedremo solo domattina se migliorano o no.
21 APRILE: mercoledì i fiumi
sono alti, freddi, impescabili come previsto, ma per esigenze fotografiche
dobbiamo trovare un ripiego diverso dal laghetto: allora porto Mark in
uno dei tanti canali del Lago di Massaciuccoli
a Torre del Lago, patria di Giacomo
Puccini, un canale largo circa 25-30 metri, abbastanza profondo,
circa tre metri e ben popolato di anguille, scardole, carassi, carpe,
tinche, persici sole e lucci… oltre che cefali e affamatissimi black
bass che li inseguivano.
Mark inizia a ledgering con un piccolo pasturatore e qualche palla di
pastura: mi insegna che fatto il primo lancio, se ne fanno poi tre-quattro
consecutivi per lasciare in acqua un pochino di bigattini ma come fa a
lanciare sempre nel solito punto?
Cosa fondamentale per questo tipo di
pesca?
Ferma il filo in bobina nella tacca del mulinello e qualora mangiasse
qualcosa di grosso dobbiamo essere rapidi a staccare il filo da li…
altrimenti si rompe tutto.
Ma come promesso non mi dilungo troppo nelle spiegazioni tecniche, sarà
compito di Bastianacci
dalle pagine di Pescare.
E’ una giornata calda e bellissima
e Mark cattura diversi pesci sia a fondo che con la roubaisienne: carassi
e scardole saranno le prede protagoniste delle giornata. Il pomeriggio
però dopo aver pranzato al Lago Verde
ci sono due orette libere… che facciamo??? “Mark do you want
fishing in Sun Lake?” Mark…
vuoi pescare al Lago del Sole?
Il Lago del Sole come molti di voi sapranno
è quel Lago di cui ero Direttore fino al 2002 e che adesso è
chiuso ma pieno di carpone… Mark accetta l’invito, e in meno
di mezz’ora siamo al Lago: Mark monta la canne per pescare con il
feeder, mette un pochino di pastura gialla
presa al negozio e lancia a 30 metri da riva… dopo due ore a guadino
sono arrivate una quindicina di carpe, da 2 a quasi 10 chili!!!
Mark era fuori di testa, troppo felice, poi una carpa da 10 kg italica
tira come una da 15 d’oltre Manica…
Tra il Green Lake ed il Sun
Lake, Mark si è innamorato dell’Italia!
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22 APRILE: I fiumi sono sempre alti…
ma dobbiamo tentare lo stesso… devo per forza fotografarlo con almeno
un cavedano in mano. Allora
decido di andare sul fiume Serchio, in
località Arena Metato, proprio dove
inizia la scogliera nuova. Mark pesca con il pasturatore e soli bigattini,
niente pastura e niente bigattini incollati, come di solito si usa qui.
Nonostante gli avessi detto come pescare Mark è andato dritto per
la sua strada prendendo subito due cavedani… e poi… stop!
Quando ha capito che forse quello non è un fiume inglese, ma un
fiume italiano, dove i cavedani non sono 2 per chilometro ma 2 quintali… da n oi
ci vuole tanta pastura e tanta esche perché c’è tanto
pesce, solo per quello!
Anch’io quando ho pescato in Inghilterra
ho imparato cosa vuol dire non pasturare e andare a pesca praticamente
senza nulla, nulla rapportato ai nostri chili di roba!
Il pomeriggio Mark ha un dubbio amletico, tanto da tirare a testa e croce
un penny che aveva in tasca: Sun Lake o
Green Lake? Lago Verde!
Chiamo subito Paolo Belli proprietario
del lago per avvisarlo del nostro arrivo… anche perché…
il giovedì… è giorno di chiusura…
Dopo aver mangiato un panino sulla magnifica piazzetta di
Torre del Lago lascio Mark da solo al Lago Verde…
il lavoro d’ufficio mi chiama a gran voce… son tre giorni
che sono a giro…
23 APRILE: alle 9 passo a prendere
Mark in Hotel, oggi basta pesca, solo turismo: in piazza
dei Miracoli a Pisa ci aspetta Massimiliano
Bellomini, collaboratore di Pescareonline e della rivista Pescare
Carpfishing, che oggi ci farà
da cicerone, essendo lui uno dei restauratori della Piazza più
bella del mondo riusciamo ad andare senza code ( e anche senza pagare
15 euro a capoccia) fino in cima alla torre. Appena arrivati sulla sommità
Mark, tant’era estasiato dalla bellezza dello spettacolo della piazza
e della Torre di Pisa (non per nulla una
delle 7 meraviglie del mondo, l’ottava è la Drava…
vero Cavedano???), chiama con il cellulare la moglie a casa per descrivergli
le sue emozioni.
Dopo aver fatto shopping e girato tutti i monumenti porto Mark all’aeroporto
e lo saluto.
Una brava persona, un buon amico, simpatico, brillante, cordiale…
un vero inglese, un vero English Man in Tuscany.
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