
Primavera, che strana stagione
di Fausto Buccella
E’ luogo comune pensare che le trote, in primavera, siano più
aggressive e quindi, più facili da catturare.
Ma la realtà dice il contrario, o perlomeno dice che sui laghi
grandi ci si diverte meno che in altre stagioni perché le trote
sembrano essere dappertutto e da nessuna parte.
Non si capisce a che profondità stanno e nemmeno come pescarle.
Raramente, infatti, si riesce a duplicare una cattura alla stessa profondità
di pesca.
Sembra che in primavera su grandi laghi, regni l’anarchia, che la
regola sia l’eccezione.
Sconcertante!
E ancora più sconcertante è la situazione se la si paragona
a quella precisa e puntuale delle altre stagioni.
Chi non sa per esempio, dove stanno le trote in estate, o in autunno o
in inverno? Tutti lo sanno, ma, nessuno io credo, in primavera.
Questa
è la situazione sui grandi laghi.
Sui piccoli, invece, nessun problema, le trote mangiano e si comportano
da “cattive” come Madre Natura comanda.
Perché ci sia questa disparità di comportamento tra le due
tipologie di lago, francamente non lo so.
L’esperienza mi suggerisce che potrebbe essere a causa del cambio
di temperatura dell’acqua che, sui grandi laghi, la trota trova
ottima tanto in superficie quanto in profondità; oppure a causa
del suo maggiore sparpagliamento visto che non sente il bisogno d’imbrancarsi;
oppure ancora e con maggiori probabilità di essere vicini al vero,
a causa dei repentini cambiamenti climatici primaverili, che la trota
soffre in maniera esagerata.
Di fatto, ripeto, questa è la situazione.
E allora, voi direte, che si fa sui grandi laghi?.
E allora niente, qui in primavera bisogna pescare con più fantasia
del solito, abbandonando ogni tattica preconcetta e variando continuamente
profondità di pesca e bombarda.
Bisogna mettersi in testa che sui grandi laghi, in primavera, nulla va
scartato.
Si può arrivare alla cattura, a qualsiasi profondità e con
qualsiasi bombarda, sia essa un modello da pelo d’acqua (G. inferiori
allo zero) o da profondità (G.5 – G.7).
Le
mie bombarde preferite in questa stagione sono: la Greys con l’astina
rossa di 9 gr. G. 3,5, l’affondante e la Moretto di 10 grammi G.5,
tutte ad assetto di punta.
Sono fantastiche in coppia alla canna “42 ML” specialmente
con le trote che stazionano tra i 5 ed i 15 secondi di profondità.
In acqua sono veloci nei saliscendi, docili ai richiami di canna e sensibili
alla tremarella.
E’ davvero uno spasso pescare con queste tre bombarde.
A mio parere, danno più abboccate loro, pur col lancio limitato,
che altre di maggior gittata.
Tutte tre vanno montate in canna con un terminale non più lungo
di 150 cm., per dar modo all’esca di seguirle velocemente nei saliscendi
del recupero.
Gli inneschi che meglio si addicono loro, sono quelli con gran rotazione
come: verme piccolo (amo n°7), verme grosso (amo n° 5), due camole
medie (amo n° 6), caimano naturale (amo n°6), caimano e camola
(amo n° 6-7), worm in silicone e camola (amo n° 6-7), falcetto
(amo n°5-6), “frullino” (amo n°6), pastella (amo n°6-5)
… etc.
Mi par di vedere a questo punto, le vostre facce meravigliate per via
dell’innesco chiamato “frullino”.
Io ne ho volutamente sottolineato il nome per attirare la vostra attenzione.
Che cos’è?
E’ un innesco abbastanza nuovo, non so da chi inventato (bresciani,
bergamaschi …) che ho visto e usato per la prima volta la scorsa
estate.
E’ fenomenale, in acqua gira come una trottola e soprattutto, credetemi,
funziona.
E formato di due parti: dalla falce di un twister (falcetto) e da una
piccola pera di pastella di qualsivoglia colore.
Non sto a descrivervene la forma, la foto è abbastanza eloquente.
I “frullini” più vorticosi sono quelli realizzati con
la falce dei twisters di misura 1 (più piccola) e con il corpo
di pastella, altrettanto minuscolo.
La tecnica di recupero che io preferisco con queste tre bombarde è
quella in cui, a canna alta, si alternano tratti a recupero tremarellato,
a soste e a lente pompate di canna.
Altre
bombarde molto indicate per la primavera, sono la “Match Slow”
(rossa) e la “Match Speedy” (verde).
La “slow” ha una “G.” attorno ai 4 grammi d’affondamento
mentre la “Speedy” tra i 5 e i 7 grammi.
La loro particolarità è la tenuta costante della corsia
di pesca indipendentemente dalla profondità del recupero perché
hanno un assetto sbilanciato verso l’astina direzionale.
Caratteristica questa, molto importante che sposta verso di esse le preferenze
dei pescatori quando sono certi della profondità di stazionamento
dei pesci (gara).
La
tecnica di recupero più adatta alla “Match Slow” (rossa),
relativamente a questo periodo, è la tremarella continua a canna
bassa mentre, per la “Match Spedy”, un mix di tremarella,
soste e pompate, a canna alta.
E per finire, ottime sono anche le bombarde “Competition”
affondanti (banda verde) e semiaffondanti (banda rossa), soprattutto ad
inizio stagione.
Hanno un assetto di punta appena accennato e perciò in acqua sono
molto sensibili.
Il termine giusto sarebbe “suscettibili” perché rispondono
immediatamente ai movimenti bruschi di canna.
Sono quindi perfette, per una pesca a saliscendi delicata.
Chiudo qui la rassegna delle bombarde utili in primavera ricordandovi,
di non sottovalutare le altre ad assetto orizzontale.
Potrebbero, in certi momenti, essere più efficaci di quelle esaminate.
Le esaminate però, dovranno essere prese in considerazione per
prime perché, in primavera le trote corrono e di conseguenza, deve
correre anche l’esca.
E per chiudere, una raccomandazione: non sottovalutate il gioco del saliscendi.
Serve a ispezionare una fascia d’acqua più ampia e a stimolare
quelle trote cui piace aggredire l’esca che scappa verso l’alto.
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