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Tecniche di cappa e canna
Di Antonio Larcher & Thelma Coutts

Quindici anni fa, dopo tanti ripensamenti, decisi di comprare la mia prima canna con fibre al carbonio. A quel tempo erano più care di oggi e bisognava ponderare bene l'acquisto. Era una canna telescopica, che retratta misurava 65 cm (ideale da portarsi dietro in viaggi in aereo) ed estesa 300 cm, atta al lancio di un peso fino a 100 gr. Me l'avevano venduta (350.000 lire!) con una cappa di plastica nera. La impacchettai insieme a tutto il solito armamentario in uno zaino e partii per il Messico.


All'arrivo il passafilo in punta era tutto deformato e il cimino tronco all'innesto del passafilo. È facile immaginare cosa successe: la cappa di plastica nera che avrebbe dovuto proteggere i passafilo non protesse proprio a nulla. In seguito ad una pressione questa potendo scivolare sulla canna, trasmise la pressione al passafilo del cimino che delicato com'è non resse. Trovandomi in un paesino sperduto in riva al Pacifico, lontano da ogni negozio di articoli da pesca, dovetti rimediare procedendo per restaurazione.

Ho sempre con me una manciata di attrezzi e materiali per emergenze di questo tipo. Con un accendino scaldai il passafilo ed estrassi il tronco del cimino. Con una pinza aggiustai i rinforzi del passafilo, col codolo di una punta da trapano raddrizzai l'alloggiamento del cimino e con un po' di ceralacca piazzai nuovamente il passafilo sul cimino il quale era adesso 1 cm più corto di prima. Una piccolezza insomma. Ma mi scocciò. Decisi di trovare una soluzione. Altri avrebbero optato per una valigia solida.
Io sono affezionato allo zaino: Te lo carichi sulle spalle, è più leggero, più comodo e ti lascia le mani libere. No, per me la soluzione era di organizzarsi una miglior protezione del cimino.

Decido di procedere e a questo scopo, mi procuro:

  1. resina epossidica,
  2. lacca separante (Vinile idrosolubile),
  3. tessuto composto kevlar/carbonio da 190gr/m 2 ,
  4. tessuto vetro da 80 gr/m 2 ,

cappa e cannae procedo in questo modo: fermo i passafili con un elastico in modo che si mantengano orientati dallo stesso lato. Prendo un pezzo di cartoncino plastificato, da fotografia (una vecchia cartolina illustrata va benissimo). Ne taglio un pezzo che, ad occhio e croce, possa bastare per coprire tutti i passafili della canna. Con l'aiuto di un listello rotondo (un manico di pennello, ad es.) comincio a curvare il pezzo di cartoncino sulla parte mediana premendo con il listello contro il palmo della mano e avendo cura che si curvi senza prendere piege.

Premo poi il cartoncino contro la canna all'altezza dei passafili in modo da imprimere sul cartoncino la traccia della posizione degli anelli d'attacco del primo e dell'ultimo passafilo e della posizione degli anelli. Con queste indicazioni comincio a dare un taglio più esatto al cartoncino. Comincio poi a curvare il cartoncino al lato dei passafili e taglio uno dei due lati sull'asse dei passafili.
Sovrappongo questo lato a quello opposto e segno dove deve cadere la congiunzione. Taglio quindi anche l'altro lato e li congiungo di testa per mezzo di un pezzo di autoadesivo sia all'esterno che all'interno. Se fin qui il lavoro è stato fatto con sufficiente precisione si è prodotta una cappa che va a pennello su tutti i passafilo.

cappa e cannaPremo ora questa cappa sul punto in cui si trovano la fine del primo e del secondo tratto di canna in modo che ne resti traccia sul cartoncino. Seguo questa traccia e taglio quanto basta per mettere allo scoperto mezza circonferenza dell'anello che porta il secondo passafilo. Fisso ora la cappa con nastro adesivo all'anello del passafilo. Con un altro pezzo di cartoncino opportunamente curvato, formo una superficie tangente della fine del primo tratto della canna e lo fisso con nastro adesivo allineato con la superficie della cappa e tenuto assieme sempre con nastro adesivo.

cappa e cannaRiempio con carta igienica o fazzolettino di carta questo pezzo in modo che sia in grado di mantenere la sua forma. Prendo un pezzo di plastilina e chiudo l'apertura rimasta in cima alla cappa e la modello in modo che formi una superficie curva quasi sferica per raccordare tutti i lati della cappa.
Con un pennello molto morbido, come in uso per la pittura all'acquerello, do una mano di lacca separante su tutte quelle parti che verranno a contatto con la resina epossidica ed anche un poco più in largo (per far fronte ad accidentali imbrattamenti!).

Nella zona di attacco del cartoncino alla canna, mi assicuro che non rimanga nessun passaggio libero. Eventualmente chiudo con nastro adesivo e carta seta, come d'uso nella modellistica, imbevuta di lacca separante. Attenzione: se la resina passa sotto e arriva sulla canna sono guai!
Preparo 4 pezzi di tessuto kevlar/carbonio e due di fibra di vetro della larghezza pari a metà circonferenza della canna e della lunghezza di 5-6 cm più la lunghezza della cappa. Da un sacchetto di plastica molto fina taglio un pezzo delle dimensioni di almeno 3-4 cm più ampio in tutti i lati dei pezzi di tessuto e lo fermo al tavolo di lavoro con piccoli pezzi di nastro adesivo agli angoli.

Questo aiuta a tenere fermo il pacchetto di tessuto durante l'impregnazione. Adagio il pacchetto di pezzi di fibra-tessuto su questo pezzo di foglio di plastica ponendo uno dopo l'altro prima uno strato di vetro poi i 4 strati di kevlar/carbonio e infine il secondo di vetro. Preparo la resina necessaria e mescolo bene le componenti. Separo poi una piccola parte di resina e aggiungo a questa parte fibra di carbonio tritata. In questo caso mi regolo in modo che l'impasto basti a livellare il gradino tra la fine del primo tratto e quella del secondo tratto della canna e infine riempio il gradino. Passo ora a impregnare i pezzi di fibra-tessuto che avevo preparato prima. Stacco ora il foglio di plastica dal tavolo di lavoro tagliando gli angoli.

cappa e cannaAccosto il pacchetto di fibre ben impregnate alla canna in modo che coprano parte della canna e tutta la lunghezza della cappa fino alla punta.
Prendo cura di posizionare il pacchetto esattamente sull'asse della canna.
Con diversi pezzetti di nastro adesivo fisso il foglio di plastica ben teso in modo che il pacchetto di fibre sia uniformemente premuto alla forma sottostante senza fare grinze. Lascio riposare una notte. Il giorno dopo tolgo il foglio di plastica in modo da rendere libera la superficie alla quale si attaccherà la cappa.

Così facendo, probabilmente danneggio lo strato di lacca separante che c'era sulla cappa, per cui ripasso una nuova mano, ma attenzione: solo sulla cappa. Con un pezzo di carta qualsiasi, prendo le dimensioni del pacchetto di fibre che serviranno a formare la cappa da margine a margine della parte fatta il giorno prima. Rifaccio la procedura già fatta col primo pacchetto: fisso un pezzo di foglio di plastica di opportune dimensioni al tavolo di lavoro, taglio i due strati di vetro e i quattro di kevlar/carbonio, impregno per bene il tutto, stacco il pacchetto che è sul foglio di plastica dal tavolo, lo accosto alla cappa con cura di coprirla per intero e fisso con un pezzo di nastro adesivo i due lati del foglio di plastica al lato della canna in modo da formare un imbuto.

cappa e cannaCon altri pezzi di nastro adesivo fisso quest'imbuto tirando verso la base della canna. Questo servirà a fare ben aderire l'impacco alla forma sottostante.
Alla cima della cappa, pizzicando il foglio di plastica, faccio in modo che le fibre del pacchetto si congiungano e si adagino sotto il foglio con meno grinze possibile. Fisso il tutto con alcune striscioline (4-5 mm di larghezza) di nastro adesivo tagliate in precedenza, in modo da premere uniformemente il foglio di plastica sulla forma sferica sottostante. Di nuovo lascio riposare una notte.

Il giorno dopo tolgo il foglio di plastica dalla cappa e ripeto la procedura del primo giorno con la differenza che i 4 pezzi di kevlar/carbonio e i 2 di vetro sono leggermente più larghi della metà della circonferenza della canna, perché dopo il primo strato la circonferenza è aumentata, e verso la cima tutti i pezzi sono rastremati. Il resto è identico, ben impregnato, ben centrato, accostato, premuto col nastro adesivo, ecc….e un'altra notte passa…

cappa e cannaAlla fine devo solo togliere il foglio di plastica, eliminare le eccedenze, tagliare e smerigliare qua e la, lavare la cappa, all'interno, e la canna all'esterno con acqua calda per eliminare la lacca separante. Et voilà, il gioco é fatto! Il doppio pacco al lato della canna è consigliabile per render più rigida questa parte che in caso di violenza deve sopportare tutte le sollecitazioni. L'impasto di tritato di carbonio è diventato un gradino insormontabile che impedirà alla cappa di scivolare lungo la canna e trasmetterà le eventuali sollecitazioni alla parte più robusta della canna.


Il pezzo, se fatto come si deve, sta con gran precisione al suo posto, è facile da togliere e da mettere ed è di dimensioni minime. Il tutto va poi fissato al suo posto e questo io lo faccio tramite cinghia di polietilene incollata alla cappa (ad es. con colla istantanea) sulla quale, nelle opportune posizioni, ho cucito del nastro velcro.

A casa mia le cappe di plastica nera sono eliminate o disoccupate.

cappa e canna

Nota:

  1. Non mettetevi al lavoro se non avete un paio di forbici ben affilate, altrimenti venderete l'anima al diavolo per colpa del kevlar! Meglio che niente, ripiegare su solo vetro.
  2. Porre assoluta precisione nella misura delle componenti della resina e mescolare bene, meglio qualcosa in più che trovarsi a corto di resina.
  3. Dopo la mano di lacca separante aspettare fino a quando la lacca è veramente asciutta.
  4. Pulire subito con acetone tutti gli attrezzi (anche i pantaloni) che vengono a contatto con la resina o non saranno mai più puliti.
  5. Il materiale raggiunge la massima resilienza dopo qualche settimana. Mettetevi al lavoro per tempo.

Buon divertimento!

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