
ABC del Carpfishing:
Dopo aver visto alcuni dei principali accessori, vediamo ora i terminali con cui lanciarli - I° parte
di Roberto Ripamonti
Lo studio dei terminali.
Quello dei terminali è certamente un bell'argomento che implica una notevole serie di riflessioni. La base di partenza per ragionare di terminali è quella di parlare di due aspetti che ne influenzano la scelta:
- distanza di lancio
- tipologia del fondale
Il lancio è il riferimento primario considerando che un terminale in aria subisce una forza frenante inaspettatamente forte da parte del bracciolo innescato. Ciò causa una forte perdita di distanza di lancio tanto che in termini percentuali la diminuzione di distanza provocata da una boilies innescata può essere calcolata attorno al 20% - 30%. Questo in presenza di una sola esca innescata; possiamo quindi immaginare che decremento delle performances si hanno quando aggiungiamo un piccolo stringer con 3 boilies?
In una serie di prove compiute in passato verificammo questi dati, che appaiono abbastanza esplicativi:
- distanza media ottenuta senza esca: 120 metri
- distanza media ottenuta con singola esca: 90 metri
- distanza media con stringer a 3 boilies 75 metri
Analizzando questi dati, ottenuti con canne da 3, 25 libbre e filo 030mm in bobina notiamo come il decremento di distanza sia assolutamente considerevole ed ognuno dei terminali che conosciamo ha un comportamento che influenza chiaramente i suddetti valori apportando dei miglioramenti o dei decrementi ulteriori di distanza.

Il secondo aspetto che dobbiamo valutare è dato dalla tipologia del fondale che è altrettanto significativa perché soprattutto in presenza di ostacoli, vi sono delle soluzioni che non vanno utilizzate per una semplice questione di rispetto verso le nostre prede che, mai, vogliamo vedere morte per non essere state capaci di liberarsi di un terminale e relativo piombo da 100 grammi ad esso appeso!
Traiettoria di lancio
Una considerazione particolare fa però fatta nella traiettoria di lancio che influenza in modo assoluto un aspetto rilevante nell'intero discorso legato alla presentazione dell'esca; la resistenza ai grovigli. Dal mio punto di vista un terminale deve garantirmi al 100% che l'esca sia posata sul fondo e non attorcigliata attorno alla lenza madre in posizione totalmente inefficace.
La traiettoria di lancio è determinante perché troppe volte si attenta alla capacità del migliore dei terminali con lanci tesi che impattano l'acqua con angoli talmente piatti da non lasciare quali speranze di presentazione corretta.

Tecnicamente ciò avviene perché il lanciatore assume una posizione del corpo errata. La è posizione del corpo determina infatti “come” carichiamo la canna e la traiettoria che gli imprimiamo. Spesso infatti un lanciatore che vuole forzare il lancio tende inavvertitamente a irrigidirsi incurvando le spalle e abbassando la testa. Ne scaturisce un lancio piatto, teso ed un impatto del terminale in acqua, con un angolo sbagliato.
Un impatto troppo basso impedisce al finale di rimanere disteso e non esiste quasi possibilità che il migliore dei terminali anti groviglio, riesca a resistere.
Provate per credere pensando che una traiettoria con un alzo di 15 – 20° è sufficiente a rovinare la nostra presentazione dell'esca. A questo punto diventa importante trovare la soluzione a questo problema per arrivare ad ottenere un alzo di almeno 30°. Per far questo è spesso sufficiente guardare un punto alto sull'orizzonte per far assumere al corpo la posizione idonea al lancio corretto che corrisponde ad una traiettoria compresa tra i 30 ed i 40 gradi rispetto al terreno.
Materialmente significa tenere la testa ben dritta ed osservare un punto all'orizzonte posto ben in alto. Automaticamente tutto il corpo si disporrà nella posizione migliore e, con un gesto assi meno violento otterremo una traiettoria ideale. Attenzione che un lancio corretto a distanza significa vedere volare il terminale assai più in alto di come la maggioranza dei pescatori si aspetta ma, credetemi, una traiettoria corretta significa proteggerci dai grovigli nel migliore dei modi.
Lead core
Uno degli argomenti maggiormente oggetto di domande riguardava il lead core ed ho notato come tanti amici carpisti, vogliano usare questo materiale ma non dispongano di troppe informazioni al riguardo. Dedicheremo alla preparazione del ead core solo una sequenza fotografica sebbene credo che tutti sappiano come usarlo. Voglio però ribadire alcune convinzioni promettendo altre sequenze fotografiche su questa materia, nel prossimo futuro.
Il lead core, soprattutto ora che è studiato esattamente per questi scopi è di gran lunga migliore è più efficace di qualsiasi tubetto in PVC poiché garantisce la perfetta affondabilità, è rigido a sufficienza da avere eccellenti qualità anti groviglio e, abbastanza morbido da adattarsi a tutti i tipi di fondale. Un buon terminale in lead core può essere lungo da 30 a 60/70 cm con l'accortezza di essere preparato con due cappi alle estremità affinché si possa avere una maggiore rapidità nei cambi.
La mia tecnica è sempre quella di predisporre cappi di dimensioni differenti; molto piccolo quello destinato alla giunzione con la lenza madre, molto più grande quello su cui va la girella del finale affinché sia possibile sostituire un finale già innescato. Il lead ore per terminali deve essere almeno 25 libbre per poter essere lavorato facilmente con l'ago apposito.
Una cosa mi preme sottolineare ed incide direttamente la parte “sicurezza” nei confronti delle nostre prede; mai il lead core deve essere collegato alla lenza madre con una girella.
Spesso ho visto questa scelta tecnica per ridurre l'arrotolamento della lenza durante il recupero ma, il rischio che una rottura appoggi sul fondale un terminale innescato in cui il piombo non riesca a liberarsi. In alcuni momenti di questo lavoro troverete indicazioni di “lead core alleggerito” a significare solo che dovremo rimuovere una parte dell'anima di piombo poiché pescheremo in ambienti in cui, un eccesso di peso può mettere fuori posizione il terminale. Una piccola parte di piombo sarà comunque sufficiente a garantire quella rigidezza che rende molto utile il suo uso.
ABC del carpfishing:
Dopo aver visto alcuni dei principali accessori,
vediamo ora i terminali con cui lanciarli - 2° ed ultima parte
di Roberto Ripamonti
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Helicopter Rig
L'elicottero è senza dubbio una delle soluzioni terminali vecchie quanto la pesca con la canna, anzi, probabilmente viene anche prima visto che tutta la pesca da barca spesso si basa su braccioli. Il carpfishing, che altro non è se una rivisitazione in chiave moderna della tradizione ha fatto proprio l'elicottero, apportandovi poche insignificanti varianti rispetto alla versione che amavo usare nella prima parte degli anni 80.
Questo tipo di soluzione ha alcuni grandi vantaggi e ben poche note negative sul suo conto. Innanzi tutto l'heicopter rig è quello che vola meglio dei suoi antagonisti perché in aria assume meglio degli altri una posizione che non causi alcun tipo di resistenza da parte del bracciolo innescato. Il bracciolo tende infatti a stendersi parallelamente all'asse del lead core e la rotazione dell'esca è limitata sebbene sempre presente.
Qui il decremento di distanza è attorno al 15% con un forte decremento di distanza in presenza di vento contrario proprio perché la presenza di una leggera rotazione del bracciolo funge da freno amplificato in queste condizioni. Nel lancio questa soluzione è molto resistente ai grovigli garantendo una presentazione dell'esca assolutamente precisa. Chiaramente l'helicopter non ha potere contro i lanci con traiettoria bassa e tesa contro i quali vi sono ben poche speranze.
L'elicottero è un terminale adatto a quasi tutte le situazioni di pesca perché sia con finali corti (10 cm) che lunghi (40cm), riesce a presentare l'esca in modo ottimale. Non deve essere usato se peschiamo in aree ricche di ostacoli se non costruiamo il terminale con la certezza assoluta che, nel caso di rottura, il piombo si liberi immediatamente. Vedo un limite nell'helicopter rig nella giunzione sul piombo e nel fatto che il terminale abbia un rottura a meno che non si protegga accuratamente la zona con silicone o pvc.
Pendulum Rig
Una volta questo tipo di terminale veniva chiamato “Bolt Rig” e credo che sia stato Gibbinson a proporre il nome Pendulum vista la posizione del piombo appunto, a pendolo. Si tratta di un terminale che vola ottimamente e che resiste bene ai grovigli poiché, anche in questo caso, il finale tende a disporsi parallelamente al lead core madre senza ruotare. Questa posizione tende a garantire distanze di lancio inferiori rispetto all'elicottero con un decremento del 10% circa a causa di una maggiore resistenza e per una posizione assunta naturalmente dal piombo che, non appare al perfettamente allineata con la direzione di lancio.
Il pendulum si basa essenzialmente su un piccolo accessorio in plastica che trova le versioni a mio giudizio migliori nella Fox , Kevin Nash e Korda.
Questo piccolo accessorio ci permette di agganciare il piombo al terminale grazie ad una piccola linguetta di plastica bloccata a sua volta da una protezione in silicone. Questo garantisce una certa mobilità al piombo, generalmente a girella e la possibilità di liberarsi quanto la trazione supera un certo sforzo e causa la rottura della linguetta. Il limite di questa versione sta nel caso in cui la carpa non riesca a rompere la linguetta e il nodo di giunzione tra lenza madre e terminale sia troppo grosso da non passare attraverso lo spazio offerto dal safety rig.
Una delle versioni della Fox
appare in tal senso meglio assortita poiché si basa su un anello in gomma di diametro piuttosto grosso che si va ad incastrare su un piccolo cono. In caso di rottura il piombo sarà libero in pochi istanti proprio grazie alle generose dimensioni dell'anello. Nel capitolo delle tecniche vedremo come questo tipo di terminali stia sempre più prendendo piede per la sua affidabilità. Io stesso ne sono un convito sostenitore.
Inline Rig
Anche questa soluzione non è originale del carpfishing come poteva essere la precedente; l'inlin rig è una terminale vecchio almeno 50 anni quando si usavano piombi a saponetta forati per pescare a fondo. Poi sono arrivati i rivoluzionari (scherzo ovviamente) piombi Inline spacciati, ironico perché si tratta di piombi usati nella pesca dalla spiaggia da decenni, come novità assoluta del mercato. Oggi è possibile trovare diversi tipi di piombi inline, quasi sempre di ottima fattura e spesso con la possibilità di essere inseribili direttamente sul terminale grazie ad un taglio laterale che li rende facilmente sostituibili. Gli Inline sono eccellenti soluzioni valide in gran parte delle situazioni di pesca con grossi limiti nel caso do ostacoli sul fondale per la difficoltà che hanno, nel liberare il piombo . Ne sconsiglio quindi l'uso in queste occasioni perché il rischio che una carpa allamata rimanga bloccata ed i imprigionata è davvero alta.
Da escludere completamente la possibilità di usare una girella di collegamento tra terminale e lenza madre perché in caso di rottura, condanneremmo a morte l'eventuale preda.. L'Inline rig ha una discreta capacità di lancio sebbene sempre subordinata alla migliore capacità dell'elicottero nei confronti del quale perde in distanza ed in precisione perché la posizione che assume il finale offre una discreta resistenza all'avanzamento. Lo ritengo quindi un terminale veramente efficace e resistentissimo ai grovigli anche quando la traiettoria di lancio è tesa soprattutto quando si utilizzano finali corti in monofluorocarbon o in snake bit. Perfetto nella pesca a distanza se montato con piombi da 120 grammi
Safety Run Rig
Tra tutti i tipi di terminale che abbiamo visto questa è l'unica versione scorrevole o parzialmente scorrevole. L'idea è nata da un paio di piccoli accessori di plastica che permettono la costruzione di un terminale che si è dimostrato molto efficace soprattutto in presenza di acque sottoposte a pressione elevata oppure, in pieno inverno, quando il pesce si dimostra molto attento e timoroso nell'approccio con l'esca.
E' un terminale che può avere alcuni problemi di lancio se la traiettoria è troppo tesa anche se in genere, una costruzione corretta riesce a garantire una discreta tenuta.
Ritengo questo terminale adatto alla pesca a corta – media distanza che non reputo perfettamente a suo agio in presenza di ostacoli per la sua costruzione che prevede un paio di blocchi alla scorrevolezza del piombo. Alcune fonti indicano questa soluzione come molto adatta in acque ad alta pressione di pesca soprattutto se viene posto un blocco mediante una piccola pallina fermata da uno stop in power gum ma personalmente sono propenso ad evitare ogni possibile blocco che possa mettere a rischio l'incolumità della preda in caso di rottura.
Running back lead.
La distensione perfetta del terminale sul fondale è un obbiettivo che dobbiamo ricercare in tutte le presentazioni dell'esca. Ovvio che questa mia tesi assume tanta importanza su certi tipi di fondale e meno in altri casi dove, il tubetto in PVC o il lead core deve quasi “galleggiare” senza trascinarsi sul fondo. Per questa ragione sono arrivato alla conclusione che la stessa anima di piombo del led core possa essere rimossa parzialmente o interamente. E' una mia teoria che nasce dal fatto che la resistenza del lead core non cambia assolutamente mentre si modifica radicalmente la sua rigidità e quindi la sua capacità di tenere ogni groviglio durante il lancio. Tra le soluzioni idonee a stendere la lenza sul fondo vi è quella dei back leads fissi che tratteremo in altra parte mentre qui vorrei presentare il back lead volante o “running back lead”.
Si tratta molto semplicemente di un piccola olivetta di piombo che inseriremo lungo la lenza madre e lasceremo libero di scorrere all'indietro durante il lancio. In genere assisteremo al piombino che scorre di una decina di metri mantenendo la lenza in tensione. Si tratta di una bella soluzione che presenta vantaggi nella pesca a media e lunga distanza e permette una buona distensione del finale seppur con qualche piccolo limite in presenza di vento al traverso. Non si deve scegliere un piombo pesante poiché bastano 5 grammi per ottenere un buon risultato. IL limite di questa soluzione può essere nel recupero se il piombo dovesse andare ad incagliarsi. Accade i rado ma è evidente che non dovremo scegliere questa soluzione pescando in zone ricche di ostacoli.
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