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Capo Verde, un posto da favola
Di Riccardo Andreoni

Anche questa volta seguendo le indicazioni dell'amico Gionata Paolicchi, Direttore di Pescareonline, sono riuscito a coniugare un periodo di vacanza con belle giornate di pesca. Come promesso agli amici Luca di Boavista2000 e al sig.r Carlo Vernocchi sono a descrivere una bella esperienza di pesca e mare passata sull'isola di Boavista. Premetto che le aspettative sull'aspetto dell'Isola sono state rispettate, spiagge bellissime e soprattutto desolate, dune di sabbia che scendono fino al mare, acqua verde azzurro… e pesci… tanti.

Passando le vacanze con la moglie è impensabile stare quindici giorni a pescare, da solo o con amici avrei di certo sfogato ampiamente la mia passione ,comunque è andata bene. Tanto per iniziare il primo giorno di traina in 3 abbiamo imbarcato 25 pesci tra i 15 e 30kg, in prevalenza wahoo e tonni pinna gialla, personalmente ho preso 7 wahoo e due tonni. Per quanto riguarda lo spinning (mi ero portato la canna e i popper da casa)… mai pescato. Abbiamo fatto altre uscite in barca traina e bolentino, il divertimento c'è sempre stato ma il top della soddisfazione l'ho raggiunto a surf casting, in pratica il motivo per il quale avevo scelto Boavista.

Con Luca, la guida e responsabile del centro pesca c'è stato subito un buon feeling, persona simpatica e disponibile, soprattutto di poche parole come piace a me. Straordinario le scenario che si percorre in fuori strada per arrivare alle spiagge, tra rocce vulcaniche e sabbia, un paesaggio quasi lunare, un percorso che è già un'escursione turistica per arrivare al mare. Venerdi 19agosto, spiaggia di Courralvejo.

Arriviamo verso le 8 di mattina dopo un'ora di viaggio, sul posto iniziamo a montare le canne, inizialmente per catturare pesci da usare come esca da innescare per i predatori, gli squali. Innescando il filetto di tonno assicurato all'amo con del filo elastico a ogni lancio in pratica un'abboccata, saraghi e mormore di media taglia, anche un carangide sul chilo e un bel pesce balestra. Con la marea basta lanciare dopo il primo frangente. Nel contenitore plastificato mettiamo i pesci da innescare, sul bagnasciuga abbiamo fissato una rete con dentro interiora e scarti di pesci che a ogni ondata liberano scie odorose per attirare i predatori.

Montata l'artiglieria pesante inneschiamo due canne con due belle mormore che da noi farebbero felici molti pescatori , sia per la cattura che per il piatto. Qua le mormore ingoiano il filetto di tonno, altro che l'arenicola infilata per bene sull'ago! La mattinata passa velocemente, cala la marea e come di normale c'è una pausa di abboccate, verso le tre del pomeriggio magicamente all'alzarsi della marea… strike, mia moglie ci urla che sta partendo una canna…non ce ne eravamo accorti, volata verso la canna, non c'è neanche tempo di ferrare, lo squalo è partito.

Il cuore a mille, mai sentita una forza del genere, nella lotta a volte non si riesce neppure a fare un giro di mulinello, indietreggio sulle dune, corro di lato dietro al pesce a cui devo lasciare poco filo e recuperare quanto posso, devo lasciarlo tra il primo frangente e poco più dietro se parte e prende filo buonanotte. Finalmente, sottoriva dopo quaranta minuti Luca lo raffia.Il mio primo squalo grigio, 40 chili, non un mostro ma è il mio.

Io sarei stato già contento così… Un'ora dopo Luca mi avverte, si vede uno squalo che si avvicina parallelo alla riva, punta sull'esca, un giro, due… sparito… no,strike! Ferro come posso (una comica… l'emozione fa di quegli scherzi.). Questo è un altro pesce… e che pesce… avambracci in tensione, rincorse sulla spiaggia correndo e cercando in contemporanea di non cedere filo al pesce, ma è difficile, un tira e molla stremante, non so neanche come fare forza,con il calcio della canna non ho punti di appoggio, interno coscia e inguine indolenziti, roba dura… è molto più grosso dell'altro, Luca mi segue con il lungo raffio, camminiamo per 400metri, mia moglie dietro con la macchina fotografica… scatta e... se la ride…

Eccolo a tiro di raffio… roba da non credere… il doppio dell'altro, altro squalo grigio. Non ci sono parole… salivazione azzerata tipo Fantozzi, siamo tutti stravolti e mi pare di capire che anche per Luca uno squalo così grande è motivo di soddisfazione. Ma non è finita… in lontananza si vede l'altra canna piegata, vai di corsa, Luca ferra, recupera un mare di filo che il pesce ha portato via, siamo tutti e due però cotti a puntino, facciamo a turno con il pesce in canna ma purtroppo sotto riva si slama, altro grigio sui 30/40 chili… Ma cosa chiedere di più.

Cosa dire, semplicemente fantastico, da tornarci.

 

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