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![]() Pesca in Austria di Riccardo Galigani - introduce Gionata Paolicchi L'ultima volta che sono stato in Austria in compagnia dell'amico Riccardo Galigani era il 1999, con noi anche Milo Colombo, andammo in luglio, sotto un sole cocente, per fare delle riprese che usammo per fare un video per Gargantini e la sua nuova struttura. Quest'anno sempre Adriano Gargantini e famiglia, www.adrianogargantini.it, Presidente del Trophyclub, hanno raggiunto, a mio parere, il miglior livello qualitativo dal 1995 ad oggi: nuovo hotel, bellissimo, comodo per raggiungere le riserve di pesca e davvero di qualità elevata anche il servizio ristorante completamente rinnovato.
Avete presente uno che rimane impastato nel lavoro e negli impegni professionali 24 ore su 24 tanto da non riuscire a montare una canna da pesca da mesi? Quello sono io. Quando, però, sono andato da Adriano Gargantini, in Carinzia, per girare dei filmati per la trasmissione "Caccia e Pesca", in onda su Sky, dopo aver visto la Drava piccola, dove abbiamo girato il primo servizio, mi sono detto: "Caro Riccardo, sei proprio un deficiente, se non ne approfitti per pescare un po'!". Detto e fatto.
Per un po' di tempo mi sono dedicato ad inquadrature e commenti, ma poi, basta. Non si poteva andare oltre vedendo la quantità mostruosa di pesci che veniva guadinata a destra e a manca. Perbacco, un po' di giustizia e, allora, mi sono messo a pescare anch'io. Ma quanto pesce c'è qui? Non credo che se ne possa anche solo lontanamente immaginare la quantità. Basta dare uno sguardo alle correntine che dividono una piana dall'altra: è tutto uno spumeggiare di nasen che risalgono la corrente per spostarsi alla ricerca di nuovi "pascoli". E poi barbi enormi, qualche trota e, udite, udite, anche dei temoli. Inconcepibile per noi italiani, abituati ai nostri stitici fiumi. Poi la bella risorgiva.
Comunque, l'apoteosi c'è stata il terzo giorno. Ogni pescatore ha i suoi gusti ed io ho nella tinca il massimo della soddisfazione. Solo che da noi è un pesce più raro di una mosca bianca. Immaginatevi quindi che cosa ho provato quando, nel laghetto a pochi chilometri dall'hotel di Adriano ne ho prese sette od otto una più grossa dell'altra. Belle, colorate e di una potenza che non avevo mai visto prima. Il tutto in un ambiente che definire stupendo è solo riduttivo.
Quando ci tornerò? Beh, credo che Adriano, per il mese d'agosto, mi dovrà sopportare almeno per una settimana! Riccardo Galigani
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