
Pesca in Austria, il paradiso può attendere…
di Gionata Paolicchi
Sono monotono, lo so, sempre la solita zuppa, lo so, sempre il solito posto, lo so, ma che volete farci, sono abitudinario... E voi non ci siete ancora stati? Adriano Gargantini e famiglia non sono per me solo un cliente, ma una famiglia. Il 20 di agosto mi sposo, ma loro saranno nel pieno dell'attività con l'hotel strapieno di clienti, mi dispiacerà molto non averli tutti in Versilia per l'occasione, ma io, il pre-matrimonio austriaco lo dovevo fare...
Ho così colto l'occasione che dall'11 al 17 luglio, si teneva da Gargantini, il 1° Raduno Internazionale di ledgering: sono arrivato con Chiara mercoledì 13, la Drava è sporca, in questi giorni ha piovuto molto, ma intanto mi godo il nuovo “Aktiv Hotel Gargantini” www.trophyclub.it che si trova a Frog, alle porte di Rosegg, 3 km da Velden, famoso per il suo Casinò ed il lago Worthersee. Il nuovo Hotel ha un parcheggio ed un parco immenso, 24 camere, una sala colazioni spettacolare e nella sala ristorante, oltre al bellissimo caminetto, spiccano i nuovi pesci imbalsamati dai Gargantini. Ho realizzato anche un piccolo video dell'hotel che potete scaricare cliccando qui.
Poi c'è anche la piscina, che al momento in cui sono stato io stavano appunto riempiendo d'acqua ed in pochi giorni sarebbe stata in funzione. Ed infine è stato realizzato un mio piccolo desiderio: una piccola casetta in legno per tenere esche ed attrezzature da pesca, con frigo specifico per bigattini, come quelli che ci sono nei negozi, che fanno freddo secco e non umido come il frigo di casa nostra per capirsi!
Adiacente l'hotel il Wildpark, il parco degli animali di Rosegg, una collinetta immersa nel verde dove pascolano liberi cervi, daini e tutti i tipici animali alpini, si possono vedere proprio dall'hotel! Insomma, la nuova struttura è davvero uno spettacolo: migliorato anche e di molto il servizio ristorante, ve lo consiglio… dovete provare anche voi, almeno una volta, questo itinerario, se rimarrete insoddisfatti, vi autorizzo a criticarmi pubblicamente, nel mio forum, senza censura!!!
Prima di fare il report di questo mio ennesimo viaggio, quasi il trentesimo in terra austriaca per quasi 8 mesi di permanenza e pesca, voglio premettere che sono davvero tanti i prodotti che le Aziende mi hanno dato da testare e far vedere in questa mia trasferta, ma non voglio metterli nell'articolo, ma nell'apposita pagina prodotti che facciamo ogni mese clicca qui.
Parallelamente al Raduno del ledgering, Adriano aveva lanciato un concorso: “inventa il pasturatore per la Drava”. Appena arrivato in hotel mi sono stati dati i prototipi che erano arrivati, li ho subito testati in pesca sulla Drava, ed alla fine il vincitore è Patrizio Cardella, sopranome barbus (non a caso), che ha ideato un pasturatore che rimane fermo sul fondo senza rotolare, semplicemente prendendo il classico piombo da surf con alette in metallo, tipo Combi o Granchio (guarda le foto) ed applicandolo ad un pasturatore. Io ho poi fatto una modifica, come si vede anche dalla, sotto il pasturatore parte il finale, ma il rischio che il nylon si attorcigli alle alette di ferro è alto, ho quindi fatto uno spezzone di 10 cm con del tubo di silicone ed il gioco è fatto. Peccato averlo lasciato sul fondo della Drava… Patrizio perdonami!!! Comunque hai vinto e vedrò a settembre di presentarlo alle Aziende… ti farò sapere…
Parliamo insomma di come sono andate le pescate di questi giorni: il giovedì mattina vado in Drava a Feistriz, il mio posto preferito, dove davvero sono riuscito a prendere tra i pesci più belli della mia vita. Barbi e breme sui 4 chili, carpe di 8 chili che tirano come carpe da 20 prese in lago, Huco, nasen e tanti altri pesci. L'acqua è ancora sporca dalla pioggia di questi giorni e fredda, nella mattina io e Chiara prendiamo davvero poco, qualche bella breme, un paio di barbi, ma l'acqua è troppo fredda e il pesce non si muove.
Nel pomeriggio il livello cala decisamente per effetto della diga e la temperatura dell'acqua si alza di qualche grado, ecco che allora partono le danze, due canne, due pesci!!! In poche ore prendiamo di tutto. La sera arriva in hotel anche Riccardo Dominici e suo padre Ornello, nonché mamma Marisa, una famiglia che sembra uscita da un libro di fiabe, persone gentili, educate, un altro pianeta.Non per nulla ho scelto ed affidato a Riccardo la direzione di POL junior, che partirà a fine settembre se i miei WM vorranno, ma vi ricordate chi è Riccardo? Lo avete già visto, eccolo qua. Capito adesso?
Quindi venerdì mattina ci organizziamo per andare al lago delle tinche, il Kuker Au, ma nel tragitto decido di affacciarmi a vedere di nuovo la Drava a Feistriz, cambio programma, oggi peschiamo qui. Chiara e Marisa tornano in hotel a farci i permessi e noi prepariamo l'attrezzatura. Sarà la mossa vincente! I pesci mangiano come i piranha, l'acqua è bella e calda, ma dobbiamo sbrigarci, nel pomeriggio la situazione si potrebbe ribaltare calando l'acqua… così infatti sarà… escono diversi barbi, nasen e delle breme da record, una presa da Ornello e fotografata in mano a Riccardo (Ornello è timido), è sui 4 chili.
Sarà una magnifica giornata di relax, passata in amicizia insieme a questa famiglia, nel pomeriggio poi ci passano a trovare l'amico Paolo con il figlio, erano al lago delle tinche e hanno preso tinche, carpe e breme! Il sabato poi andiamo al lago delle tinche, siamo soli, mi porto dietro pure il belly boat, il ciambellone, mi tornerà comodo sia per pasturare a carpfishing, mettendo in acqua pastura e segnalini che per pescare a spinning: ci sono qui lucci da paura!
Alle 6 arrivo al lago da solo, scendo dall'auto un secchio di mais, la canna da spinning con un popper già montato della Maver e la pinza per prendere i lucci in bocca.Decido di passare a piedi nel sentiero zona monte e pasturare sulla sponda opposta a dove pescheremo, davanti alla spiaggetta, proprio dove finisce il sentiero prima dello sbocco del torrente. Intanto che mi avvicino alla punta, lancio il mio popper e strike, un bel luccio di quasi 5 chili che prendo e rilascio, sono solo, manco la foto… ma con un urlo mi faccio sentire da Ornello, appena arrivato, che è a 100 metri da me e gli faccio vedere, a scanso di equivoci, l'esocide… dopo 20 metri, arrivo in fondo al sentiero e proprio sotto le erbe vedo un mostro… lancio il popper, l'acqua si muove a 10 metri dal mio popper e si apre… un luccio che era in caccia a galla, non quello che vedevo io, è partito a razzo e mi mangia l'esca, è impressionante, ma non cerca il fondo, rimane a galla e si rigira su stesso, come quando pescavo i coccodrilli a Cuba! Fa 4-5 giri su stesso a galla, scodate impressionanti e si slama… pasturo e mestamente torno all'auto, cercando con tutte le forze di non tagliarmi la gola… prepariamo le canne da carpfishing, due io e tre Riccardo ed Ornello, boilies al miele come innesco e via. Prendo il belly boat e mi carico due segnalini, mais, pellets e boilies e vado. Lascio i segnalini e ci pasturo sopra, torno a riva e ci lancio le canne, ma tutto rimane fermo. Vedo le carpe nell'acqua bassa sulla sponda opposta, ci tiro una canna, in 50 cm d'acqua!!!

Dopo 20 minuti strike, Riccardo ferra, la carpa è enorme e fa un casino impressionante nell'acqua bassa e va dritta nelle cannelle, Riccardo osserva la scena e non forza il pesce, giustamente, non sapeva cosa doveva fare, ma l'esperienza insegna. Ne prenderà infatti altre due in due ore sempre nel solito punto e le canne sui segnalini nulla! Incredibile, mangiavano in 50 cm e non in due-tre metri! Comunque anche il Kuker Au è il posto ideale per tutta la famiglia: i rod pod nel prato, Ornello, Marisa e Chiara all'ombra degli alberi che si riposano, c'è chi dorme, chi fa l'uncinetto, chi catechizza il figlio…
Nel pomeriggio mi faccio un giro a belly boat pescando a spinning ma non prendo nulla, però la pace e la quiete del lago, vissuta dentro il lago, dentro l'acqua è qualcosa di unico! Sabato sera, dopo cena, nella sala ristorante, il vulcanico vice-presidente dell'LBF Italia e Presidente della sezione romana, Nando Carnevale, dirige la premiazione per il 1° Raduno del ledgering, consegnando a tutti una medaglia ricordo e al sottoscritto e Gargantini una targa, nonché ad Adriano la consegna della tessera di socio onorario.

Circa venti le persone che hanno assistito e partecipato all'evento, che non è stata una gara, ma solo un ritrovo di amici, appassionati di ledgering:
Adriano, Francesco e Alberto Gargantini, Gionata Paolicchi, Chiara Vietina, Ornello e Riccardo Dominici, Nando Carnevale, Jader Lazzari, Stefano Righetto, Paolo e Leonardo Belmonti, Mario Cusano, Matteo Cappelli, Daniele Peverani, Davide Sebastiani, ed un'altra dozzina tra parenti ed amici.
Attrezzature ledgering
In Drava pesco a ledgering con due canne, una Maver Thor 90 ed una Maver Thor 150, due mulinelli misura 3500 e 3000, filo di 0,35 in bobina, shock leader di 0,50, perché lo shock leader? E' vero, non serve, mica devo lanciare 150 metri, anzi, tutt'altro, si pesca tra i 15 e 25 metri da riva, sul filo della corrente e dove si riesce praticamente a pasturare a mano con boilies, pellets, mais e frolic e allora perché? Perché il problema che mi stressa nel ledgering è che ogni volta che metto bigattini nel pasturatore o pastura nel method il filo mi si impiglia in vetta a causa dei molti anellini ravvicinati tipici delle canne da ledgering, ecco quindi con uno spezzone di filo maggiorato evita questo problema.
Pasturazione
Io in Drava cerco di fare selezione di taglia e di prede: se non si usano certi accorgimenti si corre il rischio di passare la giornata a tirar su solo cavedani e savette… direte voi… “hai detto nulla!!!”, avete ragione, ma vi garantisco che di quelli vi stuferete, invece cerco di prendere barbi, breme grosse e carpe. Come pastura uso sia delle ball pellets, boilies a rapido scioglimento, che delle pellets, mais e frolic, il mangiare dei cani. In una giornata di pesca uso circa un barattolo da 3 kg di mais ed un chilo e mezzo delle altre tre cose, poi, almeno 8 kg di pastura, di quella grigia al formaggio, se si usano pasture dolci arrivano i nasen, le savette austriache.
Quindi pasturo a mano, dove arrivo a tirare i 4 tipi di esche per pasturare, li si pesca. La pastura deve essere bagnata in modo che una volta messa attorno al method ci rimanga per molti minuti, capita a volte che dopo 10 minuti tiro su e la pastura è sempre attaccata, una pastura che si scioglie troppo ci fa correre il rischio non solo di non pescare come si deve, ma togliendo il peso della pastura, la montatura viene trascinata via dalla corrente. Bigattini, solo nel pasturatore e qualcuno in pastura. A volte li ho incollati con ghiaia… ma arrivano i cavedani… però pure qualche barbo… Montature ed azione di pesca
La montatura per la bolognese è semplicissima: la cosa più importante è capire qual è la giusta linea di fondo da seguire, il giusto scalino, poi mettere un galleggiante adeguato alla corrente, sempre variabile e che oscilla tra 5 e 15 grammi, l'importante è fare una passata lenta, solo così è possibile prendere pesce. L'esca a strusciare il fondo di qualche cm, una corona di pallini a scalare di circa 30 cm, con il primo pallino a 30 cm dall'amo. Finale 0,16, amo del 12. Non vogliate pescare per forza con lo 0,08 e l'amo del 22, quello fatelo a casa vostra!!! Abbiate fede!!!
Per il ledgering le montature sono le seguenti: pasturatore che può variare da 60 a 170 grammi, dipende da quanto tira l'acqua. Bigattini che fuoriescono lentamente, quindi chiudere i fori, altrimenti siete in pesca per 1 minuto, ed il resto del tempo è come se non pescaste. Io preferisco pasturatori inline, con filo passante, invece dei barilotti che rimbalzano all'impazzata sulla lenza facendoci slamare i pesci nel sottoriva. Finale di 0,25 minimo ed amo del 10 o 8, tipo serie N500 0 N501 Colmic, insomma, un amo robusto. Se usate del fluorocarbon è meglio, a patto che lo troviate nei grossi diametri, io avevo del fluorocarbon da mare infatti, ma non tanto per l'invisibilità in acqua, quanto per la maggiore resistenza all'abrasione e qui i pesci come i barbi, che filano via sul fondo una volta allamati e che regolarmente spaccano tutto… poi monto sempre una canna con il method, montato su uno spezzone di lead core, un finale di 15 cm di 0,30, amo dell'8, poi innesco o mais o ciuffo di bigattini.
La lunghezza del finale è così corta, perché una volta messa la palla sul method, o gabbietta reggi pastura, il finale, se sarà corto, lascerà l'innesco vicino all'alone che la pastura in acqua provocherà sul fondo man mano che si scioglie, quindi questo sistema è il migliore in assoluto. Ovvio che il più delle volte si vedono solo testate di pesci che vanno a mangiare la pastura ma non mangiano l'esca attaccata all'amo, ma questo metodo è di gran lunga il migliore di tutti.
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