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Carpfishing in Carinzia…un anno dopo!
Di Bellomini Massimiliano

Per il secondo anno consecutivo sono andato a pescare nel piccolo lago Kuker Au nella regione della Carinzia in Austria, ospite dell'amico Adriano Gargantini, gestore dell'invaso e di molti chilometri della Drava. Questa regione austriaca meridionale, attrae soprattutto per il suo favorevole clima estivo, infatti, 1270 fra laghi ed altri piccoli specchi d‘acqua, un'acqua classificata quasi ovunque come potabile, offrono la possibilità di praticare il nuoto e di passare piacevoli momenti di svago.

La battuta di pesca, oltre all'occasione per rivedere alcuni amici che ho lasciato lo scorso anno in quello stesso paradiso, era il pretesto per girare un video itinerante con Riccardo Galigani e suo figlio Simone, per il canale tematico caccia e pesca di Sky. Come il solito alla partenza tutto doveva essere in ordine ed efficiente, volevo fare strike, non tanto per il video, ma provenivo da un buon digiuno di pesca e volevo una bella rivincita!

Sono partito da Viareggio insieme all'amico e direttore del sito, Gionata Paolicchi e suo “zio” Adriano, meglio conosciuto col soprannome di “muso”, un signore d'altri tempi che ci ha intrattenuto per tutto il viaggio con i suoi racconti di vita vissuta; un uomo che ha passato i migliori anni della gioventù nel Forte dei Marmi degli anni ‘60, la Versilia dei vip, del mare e della Capannina, il leggendario locale dove Mina e Gino Paoli hanno fatto sognare ad occhi aperti! Ma torniamo a noi.

La battuta di pesca prevedeva tre giorni d'assoluto relax, anche se francamente non ci speravo, volevo stancarmi di pescare pesci! Il lago Kuker Au, conosciuto come “lago delle tinche” per la presenza d'esemplari di tutto rispetto di questa specie ittica, è nato dallo straripamento della Drava che ha allagato una piccola valle tra le colline dove si è formato un habitat ideale per molti pesci.

Adesso è alimentato da un piccolo ruscello d'acqua fresca che rende il lago produttivo anche in estate, momento in cui nei nostri laghi si assiste generalmente ad un'apatia del pesce.

Quando sono arrivato all'hotel della famiglia Gargantini, Francesco il figlio del gestore, mi ha rivelato che il lago è stato ghiacciato per molto tempo e che la primavera era un pò in ritardo, un brutto sintomo, ma la sfida si faceva più accattivante.   Rispetto al mese di Maggio dello scorso anno, il lago era ancora privo di vegetazione acquatica, cosa che mi ha facilitato tutte le operazioni di lancio e recupero del pesce, ma che confermava ciò che mi aveva detto Francesco. La zona migliore per pescare nei punti più “caldi” del lago è quella centrale, che permette di sfruttare la parte più fonda proprio davanti e le zone di basso fondo a sinistra e oltre la buca frontale, lanciando esattamente dove esce il piccolo torrente.

Fin da subito le carpe hanno risposto alla pastura, soprattutto nei punti più bassi, dove era possibile intravedere molti pesci che rovistavano il fondale alla ricerca di qualcosa da mangiare. La prima notte di pesca posso dire d'averla passata insonne, tanto da costringermi a tirare su due canne, anche se fino a quel momento avevo catturato una bella carpa a specchi e tutto faceva sperare per il meglio.

Il mattino seguente facendo il giro del lago, riesco a scorgere in acqua bassa alcune breme che si apprestavano alla frega e alcune tinche di grossa taglia che nuotavano in coppia, un vero spettacolo degno di un acquario, ed invece, per fortuna era tutto lì davanti a me, in un ambiente incontaminato.

Le giornate passavano, ma le grosse carpe si facevano attendere, così Galigani Senior e Junior, che di tanto in tanto venivano a trovarmi nella speranza di filmare una bella cattura, si sono dovuti accontentare della mia “sicurezza” di visionario-sognatore, che continuava a dire loro, vedrete, vedrete, prima o poi… Nel pomeriggio venne a pescare sul lago un contadino locale (l'ho scoperto dopo, chi era e cosa facesse, perché sinceramente non capivo assolutamente niente di quello che diceva!), che a causa della sua postazione preferita occupata, cioè la mia, s'accomodò sulla spiaggia di ghiaia che si trova sulla destra, quando si arriva sul lago, nella speranza di catturare qualche bella carpa.

Dopo qualche mia cattura, il simpatico “vecchietto” ha cominciato a sospettare che c'era qualcosa di strano, perché di là dall'albero che ci divideva udiva degli strani rumori, i miei avvisatori, non proprio familiari al suo modo di pescare!

Diceva cose strane, per me ovviamente che non conosco il tedesco, ma capivo che era rimasto colpito dalla mia attrezzatura avveniristica, ma, una volta certi della nostra incomunicabilità abbiamo rinunciato nello scambiarci informazioni. Un vero peccato, mi sono detto… fino a, quando l'indomani è tornato con un signore italiano che parlava perfettamente il tedesco, che ha tradotto tutte le domande che faceva sulla mia attrezzatura, sembrava impazzito il nonno, non è che lo ritroveremo tesserato in CFI?! A parte gli scherzi e la simpatica conversazione non avevo ottenuto quello per cui ero lì, una foto con una Signora Carpa. La pesca che avevo impostato fino a quel momento, prevedeva una massiccia pasturazione iniziale di mais, tiger nut e boilies casalinghe alle spezie, che rinfrescavo ogni due o tre ore durante il giorno con alcune fiondate di sole boilies, secondo l'attività delle carpe.

Alcune zone le ho mantenute pasturate con solo mais per verificare il sistema migliore, ma posso affermare con certezza che alle carpe del “Garga” le boilies piacciono! Facendo nuovamente il giro del lago, notai che la maggior parte delle carpe si trovava nella zona in cui stavo pescando con due canne, infatti, era il punto dove ottenevo più catture, cosi decisi di affrontare l'ultima notte di pesca lanciando una canna con innescata una grossa pop up di 28mm lontano dalla zona di maggior attività, in un punto dove avevo libero accesso per pasturare facendo il giro del lago. A notte inoltrata, nonostante la canna non avesse ricevuto nessuna visita da alcun pesce, decisi di adottare la solita strategia anche su un'altra canna, ma con una pop up di piccolo diametro (…di cui, Gionata ricorda ancora oggi l'aromatizzazione!).

La pasturazione, però, in questo caso era limitata e circoscritta per evitare uno spostamento in blocco del pesce verso quella zona. Il mattino seguente arrivarono tutti sul lago, il duo Galigani, il duo Paolicchi, Francesco, “Muflone”, un altro toscanaccio in terra straniera e infine Jader Lazzari, per gli amici “skiccio”, che con la sua inseparabile roubasienne era venuto per ingannare qualche bella tinca a “bigatti”. Riccardo e Francesco nel frattempo, hanno cominciato a pescare con la bolognese dalla parte opposta, per continuare le riprese sulla pesca al colpo in lago che avrebbe girato Simone. Per terminare l'itinerario austriaco, mancavo solo io! Ma ecco che proprio a telecamere spente arriva un'altra sorpresa, una splendida specchi di oltre 11kg, che riesce a filmare solo in parte nel momento del combattimento.

Un altro bel trofeo che Gionata accuratamente immortala nella mia Nikon! Durante le spiegazioni video sulle strategie e sui terminali da utilizzare che stavo facendo con Riccardo, una partenza fulminea interrompe il discorso a metà, questa volta, però, il pesce non sembra stancarsi tanto facilmente, ma, soprattutto sembra non staccarsi dal fondo. E come per magia ecco nel mio guadino una bella specchi di 15kg, che è arrivata come una ciliegina sulla torta. Anche Gionata che è accanto a me con la canna a legering, sembra divertirsi con i cavedani, oltre che a farmi le foto, naturalmente!

Che dire, ad ognuno la sua, Monica Bellucci è fotografata dal grande Ferdinando Scianna ed io dal grande Gionata Paolicchi, anche se l'unico fortunato rimane in ogni caso Scianna! La battuta di pesca era terminata, ma soprattutto la vacanza sembrava sfumare definitivamente, caratterizzata da splendide giornate di sole e di pura tranquillità. Pescare in Austria significa vivere a 360° con la natura, grazie alla cura con cui sono mantenute le sponde dei fiumi e dei laghi, ma soprattutto per tutti i gusti dagli ambienti impervi come alcuni tratti della Drava al comodissimo Kuker Au. Ringrazio la famiglia Gargantini che per la seconda volta mi ha accolto come ospite d'onore e tutti gli amici che hanno condiviso con me quattro giorni di full immersion nella natura.

 

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