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Dentici e ricciole di Santa Teresa di Gallura
Di Gionata Paolicchi

Il 6 settembre torno dal viaggio di nozze e l'indomani, via, direzione Sardegna, Santa Teresa di Gallura per effettuare delle riprese da inserire nel DVD di Traina. Ad aspettarmi Sandro Onofaro, capitano IGFA e uno dei capitani della Bluefin, il charter di pesca che ci ospita e che ha base a Santa Teresa di Gallura. Sei ore di nave, bellissimo e comodo viaggio a prezzi più che accettabili e alle nove di sera arrivo a Golfo Aranci, a nord di Olbia, nell'estremo nord della Sardegna.

In un ora, arrivo a Santa Teresa, passando da Porto Rotondo, Porto Cervo, Palau, località turistiche che non hanno bisogno di presentazioni, qui c'è il mare più bello e pulito del mediterraneo… ma anche il più pescoso, non ne ho dubbi e dopo capirete il perché. Ci incontriamo con Sandro al porto di Santa Teresa e facciamo un briefing per l'indomani, il metro prevede pioggia. In 13 anni che faccio questo lavoro, ho girato l'Italia ed il mondo in lungo e in largo, ma mai ero stato in Sardegna, quindi sono emozionato e curioso di vedere cosa potrà offrire questa meravigliosa terra. Siamo d'accordo, alle 8 al porto, prima Sandro esce a fare esche vive, calamari e sugarelli. Ma alle 5 sono sveglio, perché c'è un fortissimo temporale in corso.

La strada davanti l'hotel sembra un fiume in piena. Alle 7 e 30 chiamo Sandro, scopro che lui, nel frattempo, era lo stesso andato in barca a fare le esche. Ma ecco che proprio all'alba smette di piovere. Alle 8 sono al porto, Sandro è pronto ad uscire, ma le nubi nerissime all'orizzonte mi terrorizzano… la barca è aperta, ha solo un tettuccio… e alla mia telecamera, la pioggia non piace proprio. Ma mi faccio coraggio ed esco. Ecco che dopo 10 minuti viene giù un violento scroscio d'acqua, ma dura pochi minuti e da quel momento, non pioverà più, fino alla mattina della mia ripartenza. Addirittura, dopo 20 minuti, arrivati sul luogo di pesca, il cielo si apre ed esce un bel sole. Mare calmo, sole, incredibile.

Sandro ha pescato un calamaro che definisce “Gennaro ‘o calamaro”, facendoci così capire le chiare origini napoletane, un calamaro davvero enorme, il più grosso che lui abbia mai preso ed io, il più grosso che abbia mai visto. Lo innesca vivo sulla canna preparata per le ricciole, 750 grammi di piombo, traina a un nodo e mezzo, finale con dello 0,60 di fluorocarbon e via. Montatura simile quella per i dentici, ma studiata per andare più a fondo. Come innesco dei sugarelli, che qui chiamano surelli. Dopo 20 minuti, proprio sulla canna con innescato “Gennaro ‘o calamaro”, abbiamo una partenza tremenda, una ricciola! Sandro è da solo in barca e deve fare tutto lui, guidare e pescare, non è facile con un pesce simile allamato.

Filmo tutto, c'è molta eccitazione in barca, purtroppo nella direzione del pesce siamo contro sole, ma chiedere a Sandro di girare pure la barca a mio favore mi sembra eccessivo. Il pesce è quasi sotto la barca, provo a filmarlo, sono contro sole, ad occhio nudo lo vedo, in camera no, è una bestia impressionante, ma ecco l'imponderabile… si slama sotto la barca. E' vero che il pesce sarebbe stato rilasciato comunque, ma sarebbe stato bello filmarlo in mano a Sandro. Sandro si limite a dire… peccato… ma se non ci fosse stata la camera… volevo vedere il suo aplomb… ci spostiamo di secca ed andiamo su quella famosa di Lavezzi, li c'è anche l'altra barca della Bluefin, la Emperor, capitanata da Massimo Deiana, che sta trainando e che scopriamo aver slamato una ricciola ed un dentice.

E proprio mentre ci avviciniamo a Lavezzi, Sandro ha una tirata, che ho pure filmato in diretta, perché in quel momento mi trovavo sul Fly a fare delle riprese dall'alto. Oggi i pesci mangiano male evidentemente, capita di slamare pesci, ma 4 su 4 è difficile. Ma ecco che Sandro, ha una partenza, questa volta il dentice non ha scampo, è un bell'esemplare di oltre sette chili, che non può essere rilasciato, come del resto nessun dentice preso a 40 metri può esserlo, perché a causa del rigonfiamento della vescica natatoria, il pesce morirebbe comunque.

Prima di rientrare, Sandro vuol passare in una secca di 28 metri, abbastanza vicino alla costa, è quasi il tramonto, sull'eco si vedono molte mangianze ed ecco uno strike, ma di quelli davvero che fanno fumare la frizione.
Io addirittura credo sia il fondo e nella ripresa si sente pure Sandro che mi dice: “non riprendere”.
Per questo credo sia il fondo, ed invece ecco che strappa.

Non era il fondo, ma una ricciola da record, qualcosa attorno ai 40 kg dichiara il buon Sandro, è sconsolato e mi mostra il finale abraso, segno evidente che il pesce ha cercato il fondo ed una roccia ha tagliato il filo. Ma la sera ci consoliamo mangiando al ristorante del Porto degli spaghetti alla bottarga che mi sogno la notte da tanto che erano buoni. Il dentice pescato oggi, verrà cucinato domani a cena, ci consigliano e suggeriscono di non cucinare mai lo stesso giorno pesci di quel peso, meglio lasciarli in frigo uno o più giorni, la carne sarà più tenera e gustosa.

Si è alzato il vento, è l'alba, oggi con noi anche Giuseppe, amico di Sandro, che ci farà compagnia, ma soprattutto guiderà la barca nel caso di attacchi di ricciole. Averlo avuto ieri con noi Giueseppe, forse, la prima ricciola, non si sarebbe slamata. C'è tanto, troppo vento, c'è mare, ma andiamo lo stesso sulle secche del perduto. Con il materiale che abbiamo girato ieri non ce la facciamo a completare il filmato, ci servono almeno altri due pesci.

Il vento aumenta ulteriormente, ci raggiunge anche l'altra barca con Massimo, ma decidiamo di avvicinarci a Lavezzi e stare al riparo dal vento e proprio mentre sono sulla barca di Massimo per filmare Sandro e Giuseppe che fanno traina ecco una partenza sulla barca di Sandro. E' un dentice enorme, a vederlo passa i 10 chili, ha una coda gigante e dei colori bellissimi! Come per magia e contro ogni previsione ecco il vento smette ed il mare si calma, andiamo quindi sulla secca di Lavezzi, tanto amata da Massimo. Ed ha ragione! Poco dopo è Massimo ad avere il pesce in canna, un altro bel dentice che risulterà poi essere di ben 8 chili. Non tanti pesci, ma tutti di buona taglia!

Risalgo sulla barca con Sandro e Giuseppe e torniamo sulla secca dove ieri abbiamo slamato la ricciola… ma nulla, oggi non abbiamo la stessa fortuna. Andiamo quindi, quasi al tramonto, sull'altra secca, quella dove abbiamo strappato la ricciola e ne prendiamo una attorno ai 5 chili di peso che rilasciamo dopo la ripresa video. Insomma, in due giorni, 3 dentici ed una ricciola, vari pesci slamati ed uno enorme perso.

Un risultato davvero incredibile, un centro di pesca superlativo, con barche super attrezzate, capitani di alto livello e preparazione tecnica, strutture di prim'ordine, insomma, se vedete il filmato anche voi, il prossimo anno, andrete in Sardegna.

 

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