Grazie fiume serio
Di Carlo Bergamelli
“Ciao Carlo sono Ivan… cosa fai oggi pomeriggio?” Domanda a bruciapelo mentre sono immerso nella giungla del traffico con l'auricolare che mi germoglia dall'orecchio… “faccio l'assistente sociale ai bisognosi come te…” è mio cugino, grande pescatore finch'è non ha scelto la via dei soldi – ristorante, pizzeria, bruschetteria, bar, adesso che ha raggiunto la tranquillità (anche dei sensi) si è ricordato che la vita ti può riservare immense soddisfazioni che possono essere anche più intense di quelle che si provano alla sera quando si contano i soldi della cassa… e così quest'anno è tornato a pescare ma, come i bambini quando riprendono la scuola dopo le vacanze, vuole essere accompagnato.
“Passo io a prenderti alle 15” gli di dico e, dentro di me, già si stà muovendo qualcosa, sapete quella voglia, quasi ansia che ti dà quel non so che allo stomaco… beh mi avete capito… anche perché fra impegni di lavoro e famiglia è sempre più difficile ritagliarsi qualche ora per pescare e poi le piogge di questi giorni hanno caricato il fiume con una quantità d'acqua ideale per una pescata con la P maiuscola.
All'ora stabilita sono da lui, un caffè molto corretto, praticamente vedevo il fondo della tazzina dalla grappa che quell'animale di Ivan mi a messo e poi via su per la Val Seriana “dove andiamo” mi chiede“ prima tappa la facciamo a Cene sotto lo sbarramento” un posto abbastanza facile largo 15/20 mt. con degli appoggi obbligati facili da individuare anche da chi ha un po' di ruggine da spazzolare dalla canna . Dieci minuti di macchina e siamo sul posto, il fiume è bellissimo acqua chiara ma non limpidissima e dalla nostra abbiamo anche il tempo, con le nuvole che non lasciano scampo al sole.
Sguainiamo le canne, lui una 8mt. ed io la mia mitica 444 da 7 mt., filo del 18 sul mulinello, un segnafilo una girella con moschettone, 70 cm. di 0.16 con infilato una “spiraletta ricoperta” da 3gr. altra girella questa volta doppia con moschettone e come finale 60 cm di 0.14 fluor carbon con amo satana 1090 dell'8. A Ivan gli metto una spirale da 4gr. che dovrebbe aiutarlo a stare più radente il fondo, perché è fondamentale stare giù, un verme a mezz'acqua è molto meno appetibile di uno che rotola sul fondo. Quattro passi e guadagniamo la riva del Serio, sopra di noi il fiume crea una bella spianata con delle piante sulla riva che, con le loro radici affondate nell'acqua sorreggono sassi e detriti di rami trasportati dalla piena creando l'ambiente ideale per le nostre amate trotelle.
“Dammi un po' di vermi“ gli dico e dalla tasca del suo gilet di taglia 65 estrae una “cassapanca” praticamente 5 kg di vermi di ogni tipo, razza e misura esistente sul pianeta… beh lui è così, un po' grosso… un vero cuoco e tutto quello che fa è proporzionato alla sua stazza, introduco tre dita e in una sola mossa riempio il porta-esche. Sulla sabbia in riva al fiume noto delle impronte da stivale, speriamo che questo pescatore sia passato qualche ora fa, altrimenti le trote di una certa taglia sono incastonate nelle tane.
Innesco un bel vermicello di taglia media e mi giro per lasciar fare il primo lancio a Ivan anche lui è alle prese con l'innesco, ma sento che implora santi e beati e mi accorgo che con quei salsicciotti che si trova al posto delle dita fa fatica ad innescare. Non curante del fatto e con l'adrenalina arrivata ad alti livelli lancio in cima alla lama, chiudo l'archetto e inizio a recuperare cercando di mantenere il filo in tensione senza però forzare il recupero per non fare alzare la spirale dal fondo e non aumentare la velocità dell'esca.
Il cimino legge tutte le vibrazioni che la spirale gli trasmette picchiando sui sassi, questo vuole dire che l'azione è corretta, il piombo striscia sul fondo e di conseguenza il verme rotola a valle della spirale ed infatti ecco la prima mangiata e di conseguenza la pronta ferrata… “c'è”, gli dico ad Ivan che ha ancora la montatura in mano, ma mi accorgo che la trota che ò in canna non è certo un trofeo, infatti dopo un breve recupero mi trovo a riva un bellissimo ibrido ma non più lungo di 21/22 cm… “brutto segno” ò fatto la prima passata nel posto più bello e l'animale che si è degnato di porre attenzione al mio bel lombrico non è altro che un'ingenua trotelletta.
Di solito quando sono in caccia esemplari di una certa taglia dai 30cm in su le giovani si schierano a fine lama o dove l'acqua è più bassa. Peschiamo per 2 ore risalendo il fiume fin sopra lo sbarramento alternando molte catture ma tutte con esemplari massimo di 25cm, beh è ormai 4/5 giorni che l'acqua è alta e le trote hanno già saziato la loro golosità, infatti abbiamo dovuto diminuire la misura dell'esca, usando vermi più piccoli e se sbagliavi una trota difficilmente rimangiava. Si sono fatte le 17.30 “andiamo Ivan, proviamo ad andare qualche chilometro più su, verso Colzate”.
Riprendiamo la macchina e via su per la valle mentre ci raccontiamo alcune azioni appena vissute con battute e sfottò che ci mantengono scolpito il sorriso sulla bocca di tutti e due. Lasciamo la macchina e ci incamminiamo verso il fiume che dista 100 mt da noi, le nuvole si sono fatte più consistenti e basse la luce si è alquanto affievolita, le rondini sfiorano il prato “mi sa che qui ci facciamo una bella doccia” mi dice Ivan, ma imperterriti continuiamo verso la nostra meta.
Questa volta il primo lancio lo fa lui contro una roccia sormontata da cespugli che protendono i loro rami verso l'acqua, come delle mani che vogliono proteggere le creature che vivono all'interno di essa e mi metto ad applaudire quando vedo la sua spirale infilarsi in quei 50 cm di spazio fra i rami e l'acqua “grande Ivan…questo lancio da solo vale un'uscita di pesca” gli dico quasi sorpreso, anche perché era un lancio di circa 30 mt.
Come mette in tensione il filo vedo il suo cimino inarcarsi e lui prontamente ferra “è bella questa è proprio bella”dice soddisfatto, infatti la canna è piegata al massimo ma la trota non vuole saperne di schiodarsi dal fondo,anzi inizia ha risalire per guadagnarsi la tana “non farla entrare “ gli stavo dicendo quando tutto d'un colpo la montatura schizza fuori dall'acqua..”noooo” dice lui sconsolato recuperando il filo finch'è la montatura gli giunge tra le mani “si è rotto il filo vicino all'amo, sarà stata 1chilo o 2 chili era sicuramente una fario non una mormorata perché non si è messa a rotolare, è colpa mia che stupido dovevo cambiare il finale con quell'amo avevo già preso 7/8 trote il filo con l'attrito dei denti si era rovinato”.
Effettivamente è vero noi ferriamo immediatamente appena sentiamo la tocca e raramente le trote ingoiano l'amo, anche perché di solito le liberiamo tutte, a parte qualche esemplare di buona taglia o per qualche occasione specifica, ma durante il recupero se il gambo dell'amo non esce dalla bocca il filo strofina sugli affilatissimi denti rovinandosi. “dai su non perdiamo tempo sono in caccia quelle belle” gli dico e reduce dall'esperienza di Ivan cambio il finale mettendo uno 0.16 con amo del 6.
Gli suggerisco la stessa cosa anche a lui consigliandogli di aumentare anche la misura dei vermi.
Abbiamo pescato per circa un'ora e mezzo prima che uno scrollo di pioggia ci facesse scappare, catturando diverse trote fario ed ibridi e pure un'iridea fra cui 4 sopra i 35cm e in particolare una fario di 44 cm. Arrivati a casa con mio cugino che ancora faceva il “mea culpa” per la trota scappata ci sentivamo veramente bene, soddisfatti di un gran bel pomeriggio trascorso sul fiume e consapevoli di essere stati fortunati,non capita sempre trovare momenti nei quali il fiume ti conceda di approfittare delle sue inquiline più datate… grazie fiume Serio.
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