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![]() Carinzia 2005: il sogno continua Di Jader Lazzari, foto di Gionata e di Stefano “Muflone”
Il mondo della notte celebra i suoi costumi, scorgendo i tiratardi bolognesi e gli ultimi lussuriosi a pagamento della notte galeotta, intanto mi infilo in autostrada. La striscia d'asfalto scivola con nonchalance mentre salto fra le stazioni radio dell'alba che a quest'ora spesso stupiscono intervallando i cd selezionati per il viaggio. In questo periodo fa luce davvero presto ed il veneto regala le sue magie fumanti dai ponti al viandante curioso e sognatore. Preludio d'amore di pinna e struggente ricordo sono una cosa sola. Ore 6:30, parcheggio di auto italiane, sacche di bigatti a penzoloni.... intuisco di essere nel posto giusto. Mi piazzo su una sedia in attesa del primo pellegrino che dovrà mettere il naso fuori. Faccio due conti al volo.... 405 chilometri, 3 ore e mezzo scarse.... meglio non approfondire i dubbi amletici pena lo scardinamento delle mie certezze... In breve tempo ritrovo Gionata con Galigani per alcuni filmati e servizi fotografici, l'amico Walter Scandaluzzi e la famiglia Gargantini, imperatori della Carinzia ad honorem. Rivedere Adriano è come averlo salutato al bar la sera prima. Tutti sappiamo cosa ha passato negli ultimi mesi e solo la sua caparbietà gli ha permesso di riproporsi, da quell'incendio come un araba fenice, più forte che mai. Caffè insieme e via in Drava piccola a passata. Mentre la banda effettua riprese mi metto in un correntino a bolognese... nasen principalmente, ma anche cavedani, barbi, un temolo ed una trota. Nella allegra compagnia conosco nuovi amici, fra cui spicca un "muflone" toscano, introverso artista del vivere con cui pesco e trascorro le ore, intervallate da una birra, di quelle buone, al pseudobar sulla riva del fiume. Un senso di leggerezza e di pace mi avvolge, circondato da un paesaggio paragonabile soltanto al nostro miglior Trentino.
La sera, tutti al ristorante dove Erika e i Garga boys, Alberto e Francesco, si occupano di tutti noi, poveri pazienti della Clinica del Pescatore. Adriano discute un po' con tutti noi, da grande direttore d'orchestra quale è. Chiaccherando amabilmente con i vicini, conosco Luciano Cerchi e gentile consorte, il giovane accompagnatore che con Walter arriva dal Verbano, tutti noti appassionati pescatori di pesci nobili, qui in caccia di emozioni a spinning. Mi stupisce la freschezza di Adriano, zio dell'amico Gionata che stasera festeggia (a sorpresa) il suo sessantasettesimo compleanno e, pur non essendo più di primo pelo e nemmeno di secondo, spazia dai ricordi di una vita in marina, ai cenni storici sulla sua Versilia, fino ai recenti coloriti ricordi del suo viaggio a Cuba. Mi perdo fino a notte fonda con Galigani, direttore della nota rivista Pesca In, accompagnato dal figlio Simone, in quest'occasione operatore delle riprese televisive per Sky e scopro una persona con un esperienza umanistica straordinaria, maturata in trent'anni di attività pescatoria, agonistica e giornalistica, unite alla rusticità che contraddistingue i purosangue toscani.
Lo zio di Gionata, si diverte con la videocamera e mi balena l'idea... sia mai detto che un aitante giovanotto come lui non possa dire di aver pescato in Drava a roubaisienne, per cui gli cedo il comodo paniere e lo "abilito" all'operazione. Non so chi ha goduto di più, se lui a pescare o io a riprenderlo con la sua videocamera, ma questa è la compagnia giusta per questi posti.... pesca e amici....
Serata fra amici, ennesima e come sempre unica, uniti tutti sotto la stessa bandiera, un branco di animali selvatici pascolante in terra celtica sempre più lontani dalla realtà parcheggiata oltralpe. Ultimo giorno, purtroppo, Adriano ci guida verso uno stupendo lago, cosiddetto "delle tinche". Qui reincontro l'amico Bellomini, noto carpista e grande persona, un mestiere intriso nell'arte fino a sconfinare, essendone stato precursore, nell'arte del carpfishing. Questo lupo solitario si è sciroppato diversi giorni in tenda, lui, il lago e le carpe.... a parte qualche nudista naturista in vena di bagni refrigeranti.... diverse le catture fino ad oggi, con elefanti pinnuti over 15 kili.
Io mi metto in un angolo tranquillo e opto per un pesca "banzai", ho voglia di cercare emozioni forti. Lasciando la rouby più "bella" nella sacca, sfodero il cosiddetto "muletto" della stessa, di quelli attrezzi nati per fare il tiro alla fune nei carpodromi. Elastico del 2,1 a tutta canna a 13 metri, non senza una crescente fatica, complice la calura. Lenza diretta del 0,20 (e pure di quello serio) e due bei grani di mais con annessa pasturazione ed ecco che la prima motonave mi spiega che da quelle parti comanda lei. Mi porta a spasso davanti alla mia postazione dove e come vuole Lei, io assisto ed eseguo le Sue Volontà, fino a che Lei, la Regina del lago starnutisce e si scrolla l'apparente collare.
Sono le 16, percepisco che il bonus onirico sta finendo, pensando che ora devo rientrare in Italia e domattina sarò in ufficio. Decido di chiudere gli armamenti per rientrare al campo base. Tutti sono già andati. Sono solo in una terra stupenda ma dalla lingua per me incomprensibile. Entro in un baraccotto prefabbricato, due tavolini, tre "kartoffen" che brindano a birra. Faccio un cenno a uno dei tre che mi porge un boccale ed esclama "Juve! Juve!"... freschi del ko del Milan di ieri con il Liverpool. Tutto il mondo è paese... meraviglioso. Capisco che ridono della mia montagna di attrezzi. Beata leggerezza dell'essere umano. Non posso che provare amore fraterno. Rientro all'Hotel Gargantini, ho del tempo per gustarmi il paesaggio. A passo di lumaca attraverso i paesini, faccio due foto con la digitale e osservo la gente. Stress? Industria? Sfigati rompiballe lungo la strada? No, niente di niente. Questa è la Carinzia. Attaccati ai pali della luce, le buste con i quotidiani: chiunque può prenderle lasciando 90 centesimi. Pensate che noi italiani potremmo fare uguale? Come dice il buon Adriano, questo sistema non è che la conferma di come vadano le cose da queste parti, finche questo funziona, tante cose funzioneranno, qui. I genitori insegnano ancora che quella cosa non si fa... La serata prevede una grigliata all'aperto nel piazzale dell'hotel. Birra e carne eccellente e tanta, tanta armonia. La realtà mi chiama. Il solito blocco in gola mi assale ed a fatica saluto tutti contenendo le emozioni, acc.... le 22 e le mie bimbe mi aspettano. Adriano e famiglia mi hanno fatto veramente stare come a casa, ma questo ormai non meraviglia più nessuno, conoscendo tanti amici che sono già passati da queste parti. Arrivo in frontiera e sto per combinare una cavolata.... un doganiere in mezzo alla strada semibuia, armato di torcia, ferma tutte le auto e lo scanso con maldestra naturalezza. Forse cerco rogne... questo mi controlla i documenti e guarda curioso dentro l'auto. Se mi fa aprire tutto mi sa che dormo qui... gioco d'anticipo e gli mostro tutti i permessi di pesca e il depliant dell'albergo. Dietro gli occhialini burberi un sorriso serio.... "Può andare...." Ora è davvero tardi, è tempo di pestare. Il piede destro prende il comando. Mi fumo la strada del rientro con la mente imbalsamata alle ore appena trascorse. Il pensiero mi porta a luglio, alla prossima fuga, stavolta con moglie e figlia al seguito. Grazie a tutti i compagni di questa splendida avventura, parentesi di tre giorni ritagliati alla cosiddetta civiltà, al cosiddetto benessere, alla frenetica quotidianità. I dubbi amletici aumentano. Siamo davvero noi quelli fortunati? Grazie Adriano. Per info www.adrianogargantini.it o telefonate allo 00436645307670 |
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