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Il Lago Brasimone
Di Jader “sky” Lazzari

Dopo due settimane dall'esperienza precedente ed avendo notizie di diverse pescate avvenute in questi giorni, non sempre all'altezza delle aspettative a causa dei livelli variabili dell'acqua, ieri, domenica, mi rubo una parentesi di libido tutta per me. Ai due pellegrini che vogliono prender parte alla pescata, impongo l'orario da lupi e, per non rischiare sorprese di sveglie pigre... do loro appuntamento sul posto.

Quasi insonne dall'euforia, esco alle 4 e la voglia di essere lassù prima possibile mi fa risparmiare pure il caffè notturno... “pigio” parecchio, autostrada da Casalecchio a Pian del Voglio e 15 km di montagna, alle 4:45 parcheggio ai piedi del lago Brasimone. E' buio pesto, ma la notte illuminata da una luna brillante rende tutto ancor più magico. Ho la felpa e non chiedo di meglio. Fra i camper che russano scorgo una sorpresa, uno dei due pazzi è stato davvero di parola... direttamente dalla notte lussuriosa, ha caricato tutto l'occorrente ed ha scelto di fare un pisolino in mia attesa.... gli picchio sul vetro appannato e mi congratulo per la volontà.

Cominciamo a scarriolare la roba nel chiaroscuro, illuminati più che altro dalla voglia di stare li alla prima luce. Piazziamo i giocattoli, lo aiuto nella scelta delle cose essendo responsabile dell'avergli passato la follia "francese" e poi mi piazzo a destra, leggermente più in basso, volendo stare a contatto dell'acqua... Ore 5:30 iniziano le danze, l'acqua fuma e l'alba mi da i brividi, ancora ora che scrivo... alle 6:30 il lago è già cresciuto di 30 cm, io sto con il paniere semi annegato mentre lui ride all'asciutto. Arretro la postazione definitivamente, per circa un metro, avendo ormai l'acqua alle spalle per oltre due metri di sponda.

Rido pure io, sono in brodo e godo, la felpa è andata e con le ciabatte mi gusto l'acqua, meravigliosamente tiepida, nonostante il temporale notturno di poche ore prima. Essere "wild" dentro credo sia anche questo, ma non voglio ne conferme ne smentite... va bene, va bene così. Le prime mangiate tardano un po', ma l'opera di bonifica culinaria del fondale continua. Lui ha un fondo leggermente superiore e ne intuisco il valore quando, a distanza laterale di circa 7 metri, l'amico vede una serie di sparate debitamente lisciate e seccando due gardon ed una carpa da chilo e mezzo.

Io, giuro, ho il “gallo” paralizzato... ma confido nel tempo... infatti una fucilata mi annuncia che tocca a me... ma è probabile sia attaccata da fuori perchè è certamente un carpone che strattona in maniera "fuori ordinanza" senza mai cedere dal fondale... e quando la canna e l'elastico, tutto fuori allo spasimo, hanno tracciato una splendida linea retta verso il centro lago, ecco il ritorno in pochi secondi, splendidamente moscio. La mattina prende colore, arrivano i primi pescatori (secondi per la bandiera a scacchi) ed il lago continua pur rallentando, a crescere... fino alle 9:30. La partita è più dura del previsto, a parte qualche gardon che NON cerchiamo, basterebbe cambiare leggermente la lenza e l'altezza di pesca e sicuramente qualche risultato arriverebbe... insistiamo nella caccia all'emozione.

Una tinca sui 35 cm mi suona al campanello ed io rispondo, inaspettata ma piacevolmente ospitata nella nassa, un tocco di colore sempre più raro ai giorni nostri. E' la volta del passaggio di qualche cavedano, ne freghiamo uno io e due l'amico, fra il mezzo chilo e il chilo ed alle 11 contiamo il misero bottino di due pesci di taglia io, tinca e cavedano da chilo più due persi, una carpa rotta ed una slamata e l'amico con la prima carpa presa e due cavedani più modesti, con ben tre pesci rotti... il lago è tappezzato di gente, pescatori, famiglie, turisti, casinari e rompipalle vari... ma è domenica e la pazienza è d'obbligo... una compagnia di amici, agonisti con famiglie al seguito, si piazzano in sei - sette tutti all'inglese. Perfetto per tenere i pesci al largo... ed i bombardamenti vari prendono il sopravvento sulla pace del lago. Arriva nel frattempo anche il terzo moschettiere della compagnia, con donna e cane. Lui era assente giustificato per due motivi... ha portato vino, dolci e pasta fredda e la compagna si piazza in topless... Consumiamo una veloce pausa pranzo, aiuto il nuovo a piazzarsi ritagliandosi il posto, siamo in tre in 10 metri...

Speravamo in un pomeriggio più denso, ma è palpabile la difficoltà a parlare in cavedanese con questo contesto festoso. Chiaramente, ora il gioco è ancora più difficile. passiamo due ore buone a immaginare un pesce poi... L'amico mattutino perde l'ultimo pesce del giorno, è un cavedano, palese da come gli gira a mezz'acqua, sfuriando fra cambi di direzione repentini. Gioco duro di fionda e, dalle 14.30 alle 16:30 riesco a fregarne 5, uno dei quali verso il chilo e mezzo.

L'amico dormiglione (mica tanto poi mi ha confidato....) prende il suo cavedano in diretta mentre gli spiego esattamente il perchè ed il percome secondo il mio punto di vista. Il "mattutino" è cotto, fine del gas... ma la mia soddisfazione per la loro presenza è immensa. La giornata inizia a mostrare i suoi limiti, peccato per i pochi pesci, ma ogni volta, giuro... scendere dal paniere e andare avanti con l'acqua alle ginocchia e guadinare, facendo poi scorrere il tutto indietro col panchetto a mo' di rullo.... mi sento davvero bene. Intorno a noi, qualcuno ha ripiegato spigolando gardons, ma oltre uno due pesci "seri" nessuno è andato. Oggi la difficoltà era enciclopedica, posso garantirlo.


Sono le 18 ed il fato mi incarica di scrivere la parola fine (anche perchè i bigatti erano finiti...) ed allamo un pesce che punta subito al largo... carpa... noooo, l'ultimo... lo vedo già col fazzoletto che saluta... poi voltandomi alla Fantozzi, a cercare lo sguardo della signora Pina e armeggiando con la canna tesa a stridere l'elastico del 9, un serie 30 del 22 ed un finale Fluorine del 0.07... vogliamo metterci anche una buona parola della Dea Bendata???... bhe, la baffa si stacca dal fondo e riesco a tenerla per diversi minuti laggiù all'orizzonte, lavorando a tutta stecca e disorientandola per quanto possibile con cambi rapidi di inclinazione della canna.

Sono a bagno fino ai “maroni”, per provare a guadinarla più lontano possibile da sponda, sapendo come la paura di questi pesci selvatici la faccia da padrona... ho la canna ritta, a 11 metri, l'elastico esausto ed anche io, sono 13 ore che sto a giocare... mi si aggalla e lentamente, con quella bocca rossa spalancata, si lascia vincere dal mio guadino. Dagli amici ed anche dai ragazzi dell'altra compagnia è partito un applauso che mi ha gelato, non amo e non so affrontare queste situazioni, ma ho sentito la Sincerità. Non era grandissima, chilo e mezzo scarso, ma invito chiunque a fare la prova, pescando cavedani.

Abbiamo chiuso i gingilli, calmi, sereni, beati (e un po' bevuti) ed in piazza a Castiglione dei Pepoli, abbiamo fatto un giro di aperitivi, erano le otto di sera... alle prime tacche di segnale ho tranquillizzato le mie bambine... alle 21 ero a casa, veramente distrutto, spappolato, annullato fisicamente dalla giornata ma... dannatamente felice. Il Brasimone darà a tutti voi che avrete la voglia di scoprirlo questi ricordi, ma sono certo, anche molte più catture, qualora le giornate siano più proficue, come soltanto due settimane fa. Il consiglio spassionato però... siate Pescatori. Non cercate la quantità qui, se tocca a voi arriverà da sola... uno o dieci pesci non importa, la Qualità però abita qui.

 

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