
Magica Capua
testo e foto Di Stefano Montone
Il
Volturno è un fiume magico, il più grande di tutta l'Italia
Meridionale con cento realtà diverse e mille panorami, dalla sorgente
alla foce. Certamente non bastano poche righe per descriverlo tutto,
in questo articolo parliamo del tratto sicuramente più famoso ed importante
sia a livello agonistico che per le catture che è possibile effettuare.
Il fiume attraversa tutta Capua, qui troviamo tre famosissimi campi di
gara: il Campo Sportivo, il Casilino e il Paperino. Orbene non vi è un agonista
di fama nazionale che non abbia mai calcato il tratto capuano del Volturno, a
Capua una volta l'anno viene effettuata una delle gare finali del campionato
Italiano di pesca al colpo; Trabucco, Milo, Casini, Barbetta e tanti altri la
conoscono bene ed hanno imparato ad apprezzarla.
Il Campo Sportivo (detto così perchè si trova
alle spalle del campo di calcio) è sicuramente il più impervio
ed isolato, qui però in
estate si pescano le carpe più grosse in assoluto. Gli altri due campi
si trovano a ridosso dell'abitato e sono densamente frequentati sia dai garisti
che dai pescatori per diletto. Oltre ai campi gara suddetti vi è poi un
sabbione che si trova tra il Casilino e il paperino. Qui si può effettuare
la classica passata all'Italiana con ottimi successi. Non vi sono alberi che
ci possono impedire il lancio e il fondo è abbastanza uniforme. Altra
prerogativa importante è che in questo punto è quasi a ridosso
del ponte, proprio nella buca all'altezza della curva dove si accumula tutta
la pastura lanciata in acqua dai pescatori del Casilino. Ciò fa in modo
che vi sia un numero costante di pesci in ogni momento.
Oggi però parliamo
specialmente di cavedani. Bei cavedani, che nel periodo invernale perdono tutta
la loro diffidenza e abboccano anche a montature rozze e terminali da "Surf
Casting". L'esca principe è come sempre il bigattino, in inverno
scompaiono o comunque diminuiscono fortemente le alborelle e si fanno vivi solo
i pesci più grossi. A far affondare il nostro galleggiante saranno quasi
sempre e solo i cavedani, considerato che in tale periodo invernale, anche i
carassi sembrano diminuire.
I cestini sono abbondanti e si viaggia circa
ad una cattura per lancio. Oltre alla passata, rende bene anche il ledgering
con pasturatore o con semplice piombo. Il ledgering è consigliabile
perché i
pesci stazionano sul fondo in buche molto profonde e se non si dispone
di lunghe canne la pesca a galleggiante non sarà redditizia, anzi,
a galla non si avrà nemmeno una toccata.
Nell'occasione abbiamo impiegato sia canne fisse bolognesi di varia misura,
in base alla profondità, sia roubasienne per le buche più profonde.
La montatura per fissa e bolognese consiste i galleggianti da 2,5/3 grammi se
si lancia lontano e 1/1,25 grammi per la canna fissa. Io personalmente preferisco
una torpille secca seguita da una girella al quale è attaccato un terminale
dello 0,10 / 0,08 di lunghezza minimo di un metro, per fare in modo che i bigattini
innescati si muovano con lo stesso ritmo di quelli lanciati con la fionda. Gli
ami andranno dal 16 al 22. Si sa poi ognuno preferisce la montatura che gli appare
più congeniale, pertanto non sono da scartare quelle con corone di pallini
che però creano qualche problema ai meno esperti in fase di lancio.
Prima di iniziare a pescare, sempre che miriamo a catturare i cavedani,
lanceremo in acqua un po di pastura chiara, ottima anche quella verde
con aggiunta di pastoncino giallo, bigattini e un po di mais aromatizzato.
D'estate invece si opterà per la classica fondo rossa che va bene per
tutto. Con la bolognese il nostro galleggiate affonderà quasi sempre quando è in
movimento, a volte addirittura durante le fasi di recupero della lenza.
Consigliamo dunque i classici galleggianti a pera con asticella ben visibile,
da scegliere a seconda della corrente. L'unica particolarità della
passata capuana è che qui è quasi
impossibile scendere con le gambe in acqua, almeno che non ci si voglia
ritrovare sommersi dopo solo qualche passo. Con le roubasienne si usano
di solito galleggianti a disco di peso abbastanza considerevole; con
la canna francese si pescherà quasi
prevalentemente in trattenuta con l'esca appoggiata sul fondo che entra
in pesca nel bel mezzo della pastura.
Potrà capitare in certe giornate che i cavedani siano più sospettosi
e allora, in caso di corrente molto lenta, dovremo impiagare galleggianti
che superino di poco il grammo. Con la canna fissa potremo addirittura
scendere al di sotto di un grammo. Qui parecchi pescatori con canne delicate
e sensibili, spesso, non riescono a salpare le grosse prede che mettono
allo spasimo tutta l'attrezzatura regalando combattimenti bellissimi.
Una
volta che il pesce è entrato in pastura le catture sono a raffica
regalando grandi emozioni.
Qualche volta mi è capitato anche di vedere vecchi pescatori che
col fegato di gallina facevano miracoli, come altre volte ho visto i
cavedani lanciarsi "furiosi" su
piccoli rotanti gialli con pallini neri o rossi.
Quando si giunge a Capua per prima cosa bisogna capire l'umore dei pesci,
affacciandosi dal ponte, se l'acqua non è torbida, si vedono nitidamente i banchi di
pesci e si può subito individuare la posta giusta.
Di primo mattino i pescatori si ritrovano al bar sito proprio
sulla riviera Casilino da dove si ammira tutto il panorama, qui si possono
richiedere consigli e informazioni ai pescatori locali. Quando abbiamo
chiesto ad alcuni amici capuani di "posare" per alcune
foto, sono rimasti contentissimi, uno di essi mi ha detto "finalmente
un articolo su Capua". Orbene tra gli agonisti capuani serpeggia
una certa delusione spesso
fondata dal fatto che il pianeta agonistico, quello ai più alti
livelli, si ferma a nord di Roma. Alcuni garisti sono costretti a rinunciare
a partecipare a gare che si tengono al nord, proprio per l'eccessiva
onerosità delle
trasferte.
A Capua vi sono quattro negozi di pesca molto forniti, due di essi si
trovano proprio sulla riva del fiume. Si trova ogni tipo di esca tutti
i giorni, ogni tipo di pastura ed ingrediente per personalizzarla, nonché attrezzature
specifiche per la pesca in acque interne e si può scegliete tra tutte
le marche del settore a seconda di ogni tasca.
COME ARRIVARE A CAPUA
Autostrada A1 Milano-Napoli uscita Capua, proseguire per il centro cittadino.
Per accedere al sabbione e al paperino si scende da una strada sterrata
posta all'altezza del ponte da dietro il distributore di benzina. Al
Casilino si accede agevolmente dalla strada "Riviera Casilino",
qui si può agevolmente lasciare l'autovettura in uno dei parcheggi
custoditi. Al campo sportivo si accede lungo una strada sterrata dietro
lo stadio, qui consigliamo di non andarci da soli, non si sa mai, il
posto è isolato.
Altra strada per Capua è la Via Appia sia che si provenga da Napoli
che da Roma.
Capua si trova a circa 170 km a sud di Roma, 25 a nord di Napoli e 5km da
Caserta.
DA VEDERE
Per vedere le bellezze della terra casertana non basta un solo giorno.
Capua è una città storica ricchissima di monumenti e di
cultura. Poco distante vi è l'anfiteatro di S. Maria Capua Vetere,
la Reggia Vanvitelliana di Caserta che non ha bisogno di presentazione,
nonchè il borgo medioevale di Caserta Vecchia.
DA ASSAGGIARE
La mozzarella di bufala di Aversa D.O.C. da comprare direttamente nei
caseifici senza l'odiosa confezione di carta al quale i commercianti
hanno abituato i consumatori del nord.
Da provare la pizza di Bellona il paese a pochi chilometri da Capua detto
anche delle cento pizzerie.
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