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![]() Messico… pesca e non solo… Di Antonio Larcher e Thelma Coutts
Siccome poi tutto puó saziare, anche il pesce, quando basta per una bella mangiata per me e i miei amici, basta. Questo peró non significa che, quando pesco, non lo faccia seriamente anzi ce la metto tutta. E questo è quanto succede, quasi ogni anno, in genere dai primi di novembre fino alla fine di febbraio. A me il nostro inverno mi fa rabbrividire e cosí scappo verso il sud del Messico. Il clima invernale mitissimo, la frutta esotica colta matura direttamente dalla pianta, la gente semplice ed ospitale del paese, i trasporti pubblici di gran lusso (GL), i prezzi ridicoli, il pesce davvero fresco, rendono la vita facile e rilassante. Nel sud del Chiapas, in prossimitá del Guatemala c'è una pianura chiamata “el Soconusco” fertilissima, che confina coll'oceano Pacifico con una spiaggia ampia, di finissima sabbia vulcanica, lunga centinaia di chilometri, libera, deserta, da poter fare tutto quello che si vuole, nessuno che rompa le scatole, niente altoparlanti che rompano i timpani, niente turisti... I miei compaesani mi perdonino: Tanti saluti a Rimini! E qui, tra una nuotata, un tuffo nel tubo dell'onda, un bagno di sole, prendo anche il pesce per la cena.
Volete sapere dov'è questo posto? A Puerto Arista, municipio di Tonalá nello stato del Chiapas, Messico. Sono ormai 17 anni che regolarmente visito questo posto e adesso che sono pensionato, lo faccio meno “di corsa”, ho allungato i soggiorni. In paese tutti mi conoscono. Fa parte dello spirito di ogni paesino: Tutti si conoscono o sono addirittura imparentati l'uno con l'altro. Cosí anch'io sono stato adottato tra la fauna locale e nessuno piú si meraviglia se all'improvviso ci sono anch'io. Anzi alcuni si rallegrano perché sanno che ho sempre qualche pesce da regalare. Cosí anche quest'anno, tutti i giorni mi mettevo in ispiaggia a pescare per un paio di ore o fino a quando avevo messo insieme 4 -5 kg di pesce. Siccome ero ospite di una famiglia locale che mi provvedeva di tutto, io dal canto mio provvedevo per il pesce. E a cena si radunava la famiglia: 7 adulti e un bambino attorno ad un brodetto, un arrosto, una graticola,…. Tecniche di pesca al confronto:
Siccome poi il terreno sul quale agisco è sabbia, ho sempre con me due pali di legno, che pianto nella sabbia, sui quali ho innestato un pezzo di tubo di plastica del diametro opportuno a ricevere il manico della canna. Cosí se devo deporre le canne lo faccio infilandole in questi tubi, lontano dalla sabbia e dalle onde che raggiungono la spiaggia. (Nonostante tutte queste precauzioni, alla fine, mi sono meravigliato quanta sabbia sia riuscita ad entrare nei mulinelli!) Il filo in uso è un multifilo intrecciato della Berkley “Whiplash pro” da 0,17 mm. Il rigg finale invece è costituito da ca 1 m di monofilo in nylon da 0,4 o da 0,5 mm. Su questo tratto finale attacco da 2 a 3 ami. Il leader degli ami è da 0,30 sul filo da 0,40 e da 0,35-0,40, sul filo da 0,5. Gli ami sono della VMC (9335RD) o della Gamakatsu (LS-3310G) ambedue dell'1, con gambo corto. Il piombo che io personalmente riesco vantaggiosamente a lanciare, si aggira sui 90 gr. Un piombo piú pesante alla fine di una canna da 4,5-5 mt., fa sentire il suo peso, grazie anche al rispettabile braccio di leva (Mi servirebbero dei bicipiti che non ho). Ma giá con 90 gr. e grazie all'esilitá del filo, che offre poco attrito all'acqua, ho avuto risultati soddisfacenti. Una volta effettuato il lancio, basta mettere il filo in leggera tensione, quando un pesce abbocca, il cimino della canna si agita vigorosamente e alla trazione del mulinello tutto viene a riva, sia il pesce che il piombo. Come esca è molto efficiente un pezzo di sardina, di pampano africano, di liza, di macavil, di gamberetto o di gambero gigante e perfino pelle o intestini di pollo o di altro pesce, tutto facilmente reperibile in luogo. Qualsiasi pescatore di “terralla” di passaggio ha sempre del pesce nel sacco ed è pronto ad offrire un paio di liza, che generalmente viene considerata come l'esca per eccellenza. Efficientissimo il lombrico naturale, che peró é raro. I gamberi giganti sono reperibili in pescheria a 7 € il kg.
Un altro bel pesce è il “jurel amarillo”, molto combattivo, pregiatissimo per la sua carne magra, ne ho presi diversi tra i 500 e gli 800 gr.. Un pesce a sorpresa è il “cocinero”. La sorpresa consiste nel fatto che uno crede di aver preso chissacché, dal modo in cui tira, e alla fine risulta che è un pesciolino di scarsi 100 gr. Dove la prenda tanta energia non lo so. Un pesce, che farebbe una bella figura anche in un acquario, è il “pampano africano”. Lunghe, policrome pinne dorsali e ventrali. Fa la sua bella figura anche in padella. Il “macavil” è un pesce squamato, con tante lische che lo rendono incommestibile. Siccome peró anche lui è saporitissimo, viene macinato e con la poltiglia della sua carne e l'aggiunta di vari ingredienti vegetali, se ne fa una salsiccia molto appetitosa. Detta salsiccia viene tagliata a dischetti e se ne fa la cosidetta “ceviche”, condita con sugo di limone, olio, sale, coriandro verde (cilandro), cipolline e chile habanero o jalapeño. Per tutti i pesci vale: Non dare il colpo per la ferrata al primo tocco! Lasciare fare fino a quando si è agganciato per bene da solo. Un comportamento che giá conosciamo per il barracuda. Sembra che il pesce afferri l'esca pizzicandola ai margini e se diamo il colpo gliela togliamo di bocca. Se invece aspettiamo un pó, lui si accinge ad inghiottire e ci rimane lamato. Infatti ho notato che la maggioranza dei bagre, p. es., ha l'amo in fondo alla gola, mentre invece se do il colpo al primo tocco, mi ritrovo con gli ami nudi. Cosí lascio fare fino a quando il cimino della canna vibra vistosamente e non di rado ho un pesce ad ogni amo. In genere tutti i pesci non sono difficili e non occorre ricorrere a tecniche raffinate. O mangiano e allora si prendono, o non mangiano e allora non c'è raffinatezza che tenga. Ci sono stati dei giorni in cui a spiaggia ho preso un sacco di pesce e giorni in cui ho preso solo un sacco di sole. Buon risultato, di gran profitto, comunque. Alla fine dei conti, devo dire che ci ho guadagnato in salute ed ho evitato di sbobbarmi l'inverno per intero. E con questo mi sento al massimo della mia validitá come pescatore, sportivo o non sportivo. Ai primi di novembre, riparto. Se c'è qualcuno che vuole venire con me, si faccia vivo al seguente indirizzo: alarcher@my-hookout.com
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