
A pesca nei moli di Napoli
di Stefano Montone
La città di Napoli si sviluppa per alcune miglia lungo la costa e gode di diverse strutture portuali. Praticamente una decina di chilometri tra scogliere e banchine dove si può gustare qualche ora di pesca a pochi metri da casa. Dunque oltre al più famoso Molo San Vincenzo a cui abbiamo già dedicato un apposito e completo articolo, oggi parliamo dei moli minore, dove si danno appuntamento decine di appassionati, dal vecchietto che pesca i cefali al tocco con l'altica tecnica del frustino, al super accessoriato agonista, a quello che con una semplice fiocina porta a casa polipi da miracolo.

Nel porto industriale, si pratica una fruttuosa pesca al cefalo con il bigattino e pasturatore su un fondale di oltre dieci metri.
Dicevamo, una panoramica veloce su queste mete cittadine dove è d'obbligo farci una scappata.
Mete spesso sottovalutate ma che invece possono regalare catture eccellenti come il sarago che vedete in foto.
Premessa essenziale
L'attuale configurazione del porto di Napoli ha iniziato a delinerasi a partire dalla fine dell'800 e nel corso dei decenni successivi, attraverso la costruzione di nuovi spazi e nuovi moli, si è definita l'odierna area operativa compresa tra l'antico molo San Vincenzo ad occidente e la Nuova Darsena di levante ad oriente.
Il nuovo piano regolatore del porto recentemente redatto dall'Autorità Portuale ha tenuto conto di questa realtà e su di essa ha disegnato il nuovo assetto urbanistico dello scalo.

Il Nuovo piano regolatore considera, però, l'intera circoscrizione portuale che si estende da La Pietra ad ovest a Pietrarsa ad est. Il nucleo originario del porto si estendeva nell'area prospiciente il Maschio Angioino e il Palazzo Reale, dell'antica configurazione permangono oggi il molo S.Vincenzo, la darsena Acton e il molo Angioino, trasformato in occasione della realizzazione della Stazione marittima a partire dal quale si è nel corso del tempo delineato il porto moderno.
Il nuovo piano, il precedente risale al 1958, si caratterizza come uno strumento "flessibile" in relazione all'uso degli spazi portuali, come un piano di razionalizzazione e trasformazione di aree operative e traffici marittimi.
Il porto di Napoli, questa è una peculiarità, è uno dei pochi scali al mondo a non aver dismesso o trasferito in altre aree cittadine o regionali settori di attività. E' stato, dunque, più complesso riscrivere il suo assetto urbanistico anche se è stato più interessante riorganizzare un'area dove continuano a coesistere tutte le funzioni del porto: da quella passeggeri, al cabotaggio, alla cantieristica, all'attività commerciale nelle sue componenti di traffico merci, petrolifero, container.
La Filosofia
Il Nuovo Piano regolatore conferma la multifunzionalità dello scalo partenopeo come una risorsa: traffico crocieristico, industria delle riparazioni navali, traffico commerciale sono i settori in cui è suddivisa l'economia portuale. Partendo da questa importante premessa il piano è stato scritto avendo come punto di vista temporale un periodo non superiore ai 10-15 anni e individuando come punti di forza del programma di trasformazione dello scalo ad occidente il Molo San Vincenzo e ad oriente la Nuova darsena di levante.
Le così dette "ali" del porto.
I due luoghi situati all'estremità dell'area portuale su cui realizzare le più consistenti e significative trasformazioni e da cui partire per modificare, razionalizzare, organizzare spazi e funzioni del porto di Napoli. Una strategia che poggia su un assunto: il porto di Napoli ha in questi ultimi anni individuato nei settori crocieristico e commerciale i punti di forza della sua economia. Come dimostrano i dati di traffico rilevato in questi anni: + 35% dal 1996 al 1999 nel settore del traffico container, + 150% dal 1996 al 1999 nel settore del traffico crocieristico, + 18% dal 1996 al 1999 nel settore del traffico commerciale merci.
Puntare dunque sulle "ali" significa rafforzare le due aree da cui dipende il futuro sviluppo del traffico container e crocieristico. Significa soprattutto attrezzare lo scalo alle nuove sfide del mercato. Obiettivo del piano è inoltre quello di creare un sistema di approdi per imbarcazioni da diporto che risponda alla pressante richiesta di posti barca e di attrezzature lungo l'arco costiero della città
Le scelte
Area passeggeri: comprende la croceristica, il traffico passeggeri per il golfo e per le isole, il cabotaggio. Si trova nella zona occidentale della città, nel centro storico-monumentale. Punto qualificante del piano è la riqualificazione e la destinazione dell'antico molo San Vincenzo ( risale alla fine del 400) a banchina per l'attracco di navi da crociera e di grandi yacht. In prospettiva si punta ad un uso turistico del molo San Vincenzo sfruttando la posizione, la spettacolarità del luogo e la naturale passeggiata che si sviluppa lungo 1km e 800m.
Il traffico crocieristico, inoltre, verrà potenziato nell'area della Stazione Marittima con la costruzione di due pennelli sul molo Angioino. Il traffico passeggeri continuerà ad essere ospitato al molo Beverello ma sarà esteso anche su parte del Piliero. Il molo Immacolatella Vecchia sarà allungato e destinato a terminal per il cabotaggio.
Area cantieristica: comprende alcune industrie di riparazioni navali di notevoli dimensioni ed una serie di circa 60 officine sparse sul territorio portuale. Il nuovo piano regolatore ha concentrato nell'area centrale dello scalo( darsena dei bacini e calata Marinella) l'attività delle riparazioni navali oltre a prevedere una serie di interventi per ammodernare e sistemare le banchine in modo da rendere le infrastrutture più funzionali .
Area commerciale: comprende rinfuse solide, rinfuse liquide, container. Il nuovo piano regolatore prevede di concentrare questo articolato settore nell'area orientale dello scalo.
Punto qualificante del nuovo assetto urbanistico di quest'area è la realizzazione della Nuova darsena di Levante da destinare a terminal container e merci. Si prevede inoltre una serie di interventi su alcune banchine come il prolungamento dei moli Bausan e Flavio Gioia, mentre sul pontile Vittorio Emanuele III, una volta ampliato e rammodernato, è previsto che saranno trattate le merci varie.

Nella foto l'autore in una pescata Napoletana
POSILLIPO 40°49',25 N - 14°13',12 E
Il Porticciolo di Posillipo è costituito da un molo a scogliera a quattro bracci lungo 150 m, interamente banchinato nel suo interno, e da una banchina dalla quale si protendono due pontili galleggianti.
L'orario di accesso al Porto è continuo.
Il fondo marino è sabbia e i fondali in banchina hanno una profondità da 2 a 3,50 m.
SANNAZZARO 40°49',63 N - 14°13',53 E
Il Porto di Mergellina è protetto a Sud da un lungo molo frangiflutti e a Nord da un molo di sottoflutto. A Ovest del molo di sottoflutto, c'è il molo aliscafi, mentre nella parte più interna si dipartono dalla riva diversi pontili galleggianti.
L'Orario di accesso al porto è continuo.Il Fondo marino è sabbia e i fondali sono profondi in banchina da 1 a 10 m.
Vi sono dei fanali per facilitare l'ingresso di sera: fanale a lampi rossi posto sulla testata del molo frangiflutti fanale a lampi verdi posto sull'estremità del molo sottoflutto.
Il Fondo marino è sabbia e i fondali sono profondi in banchina da 1 a 10 m.
SANTA LUCIA
40°49',71 N - 14°15',14 E
Il porticciolo Santa Lucia è formato da una darsena rettangolare banchinata, protetta a Est da una scogliera banchinata che si estende in direzione Nord/Sud.
L'orario di accesso è continuo.
Vi sono dei fanali per facilitare l'ingresso di sera: fanale a lampi rossi posto sull'estremità della scogliera sinistra entrando fanale a lampi verdi posto sulla dritta entrando.
I venti sono di libeccio e scirocco.
Il fondo marino è sabbia e i fondali hanno una profondità da 1 a 10 m in banchina.

MOLOSIGLIO
40°49',99 N - 14°15',53 E
Il porticciolo di Molosiglio è costituito da da una darsena rettangolare e da un molo di sottoflutto orientato per Sud di circa 50 m.
L'orario di accesso al porticciolo è continuo.
Vi sono dei fanali per facilitare l'ingresso di sera: fanale a lampi rossi posto sull'estremità della scogliera sinistra entrando fanale a lampi verdi posto presso il limite esterno della banchina a dritta entrando
Il fondo marino è fango e sabbia. I fondali hanno una profondità da 2 a 4 m

PORTO INDUSTRIALE
40°49',35 N - 14°18',30 E Accesso a Levante
40°49',88 N - 14°16',56 E Accesso Principale
Il Porto di Napoli si trova nella parte più settentrionale del golfo omonimo, protetto a ponente dal molo San Vincenzo e a levante dalla diga Emanuele Filiberto Duca D'Aosta.
Il porto è prevalentemente commerciale. L'orario di accesso è continuo. Il fondo marino è roccioso a occidente e sabbioso a levante. I fondali hanno una profondità da 5 a 14 m.

MARINA PARTENOPE
40°50',00 N - 14°18',17 E Accesso a Levante 
La Darsena si trova nei pressi della Bocca di Levante del porto di Napoli, ed è gestita dai Cantieri Navali Partenope, che offrono una completa assistenza nautica.
L'orario di accesso è continuo, per accedere dare la precedenza alle unità mercantili nel porto.
Il fondo marino è sabbia e i fondali sono profondi da 2,3 a 5,5 m.
AUTORITÀ MARITTIMA: Capitaneria di Porto Molo Pisacane - tel. 206119
CARABINIERI: Posillipo - tel. 261722 / Mergellina - tel.417486 / Santa Lucia - tel. 5515284
GUARDIA DI FINANZA: V. Mergellina, 21 - tel. 682336
POLIZIA: Posillipo - tel. 7695970 / Santa Lucia - tel. 416128/425740
PRONTO SOCCORSO: CRI - tel. 7520696/Croce Bianca - tel. 5467268/Soccorso in Mare - tel. 206133
OSPEDALI: Cotugno V. Quagliarello - tel. 7061111
UFFICIO POSTALE: Posillipo - tel. 7690460 / Mergellina - tel. 682742 / Santa Lucia - tel. 416968
TAXI: Posillipo/Mergellina - tel. 680900 / Santa Lucia - tel. 415700 / Radiotaxi - tel. 5780578
AZIENDA PROMOZIONE TURISTICA: P.zza Plebiscito Palazzo Reale - tel. 418744
NEGOZIO DI PESCA CONSIGLIATO: DYNEMA FISCHING SPORT Aversa Via Matilde Serao n° 16
|
|