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![]() Le castardelle di Montecristo Siamo ai primi di settembre ed avevo compiuto i miei dieci anni da pochi giorni. Mio padre ‘a tramonana , aveva deciso di portarmi a pescare per la prima volta. ” ‘ A scòla è fernuta” e poi ... “dimmane vieni cu'mmé a castaurielle”. Ero felice di essere stato promosso a scuola ed ero pronto per la nuova avventura. A quel tempo, in estate, la ricchezza dei pescatori ponzesi a Campo, a parte il corallo, erano le castardelle, pesce azzurro oggi quasi completamente scomparso dal Mediterraneo. Il mare attorno a Montecristo ne era pieno. Le castardelle erano considerate l'oro di Montecristo, un oro vivo e vitale, di un azzurro luccicante, di forma molto allungata. Partiamo all'alba con il Sant'Emiliano, la tipica barca ponzese di mio nonno Baiocc (1) che ancora viveva a Ponza - Le Forna. Si esce dal porto di Campo e puntiamo verso sud. Quel giorno mi sentivo parte dell'equipaggio formato dal capobarca ‘a tramontana (2) , mio zio Aniello-Aniello (3) , mio zio ‘a bogacciòla (4) , e Rafèle (5) . Era una giornata bellissima. Il mare era calmo e rifletteva la luce come uno specchio. Rafèle , il marinaio dalla vista lunga e buona, stava sulla prora. Con la mano sinistra afferrava ‘a rota (6) . Aveva la mano destra appoggiata sulla fronte, appena sopra gli occhi, per ripararsi dal sole sempre più forte ed asciugarsi il sudore. Lo sguardo era fisso sul mare. Cercava le fère , specie di delfini che inseguivano masse di castardelle. Dove c'èrano le fère c'erano sempre le castardelle. Il Sant'Emiliano navigava verso Montecristo. Passavano le ore nel silenzio teso dei marinai, ritmato dal rumore del motore Bolinder. Ogni tanto un grido “ i'ffère!”, “i'ffère !”. Tanti falsi avvistamenti e poi niente. Prima la prora verso Montecristo, poi verso Pianosa, poi si tentava più a sud verso l'Africhella quindi ancora Montecristo ,,, e mio padre sempre pensoso al timone. Il tempo scorreva senza poter vedere il salto di una fèra . Cominciava ad affiorare lo sconforto fra i pescatori quando Rafèle urlò “ i'ffère! i'ffère! A maist....i'ffère!”. Era la volta buona. Il Sant'Emiliano cambiò direzione e si mosse verso maestrale. Si intravvedeva sul mare un'ombra scura con alcune fère ai lati e le castardelle saltellanti nel centro. La barca si avvicinava sempre più. Si poteva vedere meglio il pesce che schiumeggiava in superficie ed i gabbiani parlant che sorvolavano il mare facendo ogni tanto degli affondi. Le castardelle erano ormai a portata di mano. ‘A tramontana con gli occhi saltellanti fra le castardelle e l'equipaggio, dopo diversi accostamenti, valutato il momento giusto per il calo della rete, disse ad alta voce “ 'A rezza! ‘a rezz'ammmare !”. Montecristo era alle spalle e fu calata la castardellara, una rete che pescava sulla superficie per circa 10 metri sott'acqua ed era lunga un centinaio di metri. La rete si stringeva attorno alle castardelle mentre i marinai la tiravano a bordo dai due lati. I delfini si muovevano lentamente puntando il pesce come dei cani da caccia. Più la rete si stringeva, più le castardelle si ammucchiavano al centro appoggiandosi nella parte centrale chiamata rete cieca (7) e le fère si dileguavano velocemente sotto la barca. I nervi erano tesi ed i pescatori cominciavano a sentire la fatica. Il sudore calava sulla fronte e ci si asciugava con la mano. Si era ormai al momento finale. Le castardelle, chiuse nella rete cieca, vennero strette verso la murata (8) della barca. Si prese ‘ u cuoppo (9) e si cominciarono a metterle a bordo. “...Opplà! ... opplà !”... e la coperta del Sant'Emiliano fu presto stracolma di castardelle. Luccicavano al sole del pomeriggio ed ancora saltellavano. Si vedeva tanta soddisfazione sulla faccia di ognuno, stanca ed arrossata. “ Chest'è fatta ” disse ‘a tramontana . E mentre si cominciava a mettere le castardelle nelle cassette di legno ed a lavarle con secchiate d'acqua di mare, si mise al timone e puntò la prora verso Capo Poro. Io stavo lavorando tutto sudato, fiero di essere un vero pescatore, assieme agli altri. Due ore dopo arrivammo a Campo dove ci aspettavano ansiosi i nostri familiari. Anche loro ci aiutarono a scaricare il pesce mentre il sole volgeva al tramonto. Legenda:
Raffaele Sandolo
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