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Il catamarano della vendetta
Di Giordano Massari, Giordaloco

E' da un po che meditavo vendetta: le mie uscite in catamarano diventavano sempre più irritanti; ormai erano più le teste mozzate che recuperavo che i pesci; d'accordo che una media fisiologica di dimezzamento dovuta a barracuda o sgombri spagnoli poteva andare bene ed essere accettabile, ma adesso ci si mettevano anche gli squali, e l'ultima volta avevano superato ogni limite. Avevo in canna qualcosa di grosso che puntava verso il fondo, tirandosi dietro quel guscio di noce del catamarano, la vela sbattendo ad ogni cambio di direzione tentava di decapitarmi, ma ero felice, estasiato, caricato; la belva tirava e non voleva staccarsi dal fondo; già pregustavo il momento che l'avrei intravista nell'acqua limpida. Sudato, bagnato dagli spruzzi, col cuore in tumulto sentivo che fra poco avrebbe ceduto (lo indovino sempre) infatti, ecco, uno scossone e poi cede; Mmm... pesante è pesante ma è uno straccio, non si muove, niente, sembra morta.

Forzo pompando, ho fretta di vedere cosa è successo, dopo poco affiora una boccaccia; appartiene a qualche tipo di cernia o similare, ma accidenti !!! ne manca tre quarti. Partono accidenti da tutte le parti, e un gabbiano di passaggio scandalizzato si allontana; tirata a bordo la cosa di circa 15 chili mostra chiaramente i segni del morso che l'ha più che dimezzata; questa volta non sono barracuda o simili ma uno squalo; il morso si vede bene ed è incontrovertibile; se mi venisse ora tra le mani lo sbrindello IO a morsi. La zona dove pesco è piena di squali ma se ne stanno al largo e non infastidiscono i turisti/bagnanti; sono tutti lì a rompere le scatole a me !!! Ma è ora di finirla, qualcuno deve pagare.

Giunto a casa preparo le armi della ritorsione : canna Penn da 30/80 libre, mulinello schimano TLD 30 II (non ho niente di più grande), trecciato spiderline blu da 200 libre, acciaio finale da 275 libre e dulcis in fondo montatura a due ami del 10/0. Cena, disco con un paio di cuba libre e sono nelle braccia di morfeo a sognare la rivincita. Il giorno della riscossa: il mare è medio calmo, solo qualche onda e spruzzi vari mi bagnano il fondo schiena e le spalle (gioie e dolori del catamarano); mi serve la carnada (esca): canna leggera, un artificiale metallico con piume e in venti minuti ho quanto mi serve, un paio di simil aguglie e una rubirubia sui trenta/quaranta centimetri, più che sufficienti per quello che devo fare. Monto l'aguglione e sono in pesca: botta !! , Sono stato troppo precipitoso, la vendetta è cattiva consigliera, non gli ho lasciato il tempo di ingoiare e ho ferrato, pazienza, sotto un altro.

Controllo l'esca: è un poco mangiucata, la risistemo e via... dopo poco aggancio, ma non è quello che cerco; un serra di circa 10 chili è a bordo e incomincia la sceneggiata col capitano (è chiaro che vuole mangiarselo), constato che un amo gli ha decisamente rovinato il fondo gola e non è possibile liberarlo senza danni, per cui, fingendo di fare il magnanimo, acconsento al banchetto. Nuova esca e nuova botta, un barracudino di non più di quattro chili, a fior di labbro, è stato così gentile da non rovinarmi troppo l'esca che, per ringraziamento, lo libero. Avanti Savoia !! Strattone, ferrata, ma la lotta potrebbe sostenerla una verginella delle medie; possibile che oggi i tiburon (squali) abbiano fatto festa ? E, No! Ribotta, se la canna fosse stata ancora nelle mani della verginella sa Dio dove sarebbe finita, mollo filo e lo lascio mangiare sperando che ingoi sia l'esca che il primo predatore.

Ferro, strattono bene per piantargli gli ami e.... si tira: Il tutto non deve essergli piaciuto molto, si porta a spasso quei 5/6 metri di doppio scafo che sono la mia isoletta privata; il capitano tira saracche ma non vedo come possa manovrare con un timoncino e la vela che sbatte da tutte le parti. Dopo un po comincio a temere di aver fatto il passo più lungo della gamba, non c'è problema, potrei tagliare tutto e addio, ma io voglio vederlo, il mio onore di vendicatore lo esige. E' quasi una mezz'ora che facciamo a tira e molla, il capitano continua ad esortarmi: Corta !! Corta !! (taglia), ma io la bestia, voglio vederla negli occhi, il mio amor proprio, leggi cocciutaggine, non vuole rinunciare.

A poco a poco cede e posso iniziare a pompare con qualche risultato, sono stanco, sudato, infradiciato, assetato ma non mollo; lentamente si avvicina, posso incominciare a vederlo, una bella bestia sui due, due metri e mezzo; niente punta delle pinne bianche o nere per cui è un grigio o qualche specie similare, sono sicuro di si perchè è anche un po tozzo. Ormai è a tre o quattro metri dalla barca e il capitano non gradisce che quella cosa dentuta ed exagitata si avvicini di più al suo mezzo; vedo che solo un amo si è piantato di lato per cui pochi danni e, per buona pace del "Codarde" Taglio. Ooooh !!!, sono stressato ma vendetta è fatta. La sera il capitano "Codarde" per farsi perdonare mi invita a spartire il serra con la sua famiglia; non sto a pensare se è per buon cuore o perchè sa che con me verranno il Signor RUM, la Signora BIRRA, quei sessi indefiniti di bebidas e la torta; è solo un pensiero fugace di uno Yuma (staniero) scafato e basta. Buon appetito.

 

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