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Andiamo a pesca sul Tronto

Scrivo questo articolo ancora stanco del pomeriggio trascorso, sul mio fiume Tronto, alla ricerca dei miei avversari preferiti: il cavedano e la trota fario. Per mia sfortuna, quando decido di recarmi in questo meraviglioso fiume, vengo sempre lasciato solo, perchè nessuno dei miei compagni pescatori è attirato da un fiume che scorre in città!! Domenica pomeriggio, dopo una mattinata trascorsa ad una fiera sulla pesca ho un'urgente bisogno di...pescare!!Troppe foto di pesci, troppi attrezzatura messa in esposizione, insomma troppa teoria...è ora della pratica!!

Scendo in garage e in un batter d'occhio mi trovo in sella dello scooter con waders, canna e tutto ciò che serve allo spinning in fiume !! Un attimo di indecisione per scegliere il primo posto...risolto il tratto di Tronto che scorre sotto lo stadio “Del Duca”. Mentre chiudo lo scooter lancio uno sguardo al fiume e so già dove proiettare con il primo lancio l'artificiale! Con l'acqua sopra il ginocchio tiro fuori dalla scatola un minnow della Salmo ma la portata d'acqua mi costringe subito ad optare per un'esca più pesante, forse un rotante può risolvere il mio problema...un veltic del n°3! La mia scelta viene immediatamente gratificata da una discreta fario che al centro corrente ha attaccato il mio artificiale esibendosi in spettacolari salti, con molta delicatezza la libero e la vedo raggiungere la sua tana

Vado avanti di una decina di metri e proietto il mio artificiale in un punto dove il fiume frena la sua corsa. Osservo l'artificiale avvicinarsi alla sponda e mi accorgo che è seguito da un bel cavedano che sospettoso rinuncia ad attaccare quella strana cosa che lo ha disturbato; ripropongo il mio artificiale nello stesso punto del lancio precedente ma questa volta il pesce si è convinto a dare un morso al rotante, lo porto a riva, la foto di rito e via in acqua!

Scruto l'andamento del fiume e decido di continuare per un altro pezzo, più avanti so che c'è una buca molto profonda. Arrivo al punto prestabilito, la corrente è abbastanza sostenuta e mi tengo a distanza di sicurezza, inizio la mia serie di lanci super-perfetti in quelli che penso siano degli hot-spot, niente sembra quasi che questo punto sia disabitato decido di cambiare tecnica di recupero: lancio di fronte a me e faccio scorrere l'artificiale in corrente. Mentre effettuo la prima “passata” mi accorgo che un mostro è incollato alla scia del rotante, ho il cuore in gola, trattengo il cucchiaino in corrente e proprio in quel frangente il mostro sferra il suo attacco, è una fario sui tre chili con la quale non ho intenzione di litigare.

La frizione “urla”sotto le sfuriate del bestione, sembra quasi fatta quando con un guizzo da vera campionessa della corrente si libera dell'ancoretta e torna nella sua amata casa! Alzo gli occhi al cielo, vorrei quasi imprecare ma è troppo azzurro e la sua bellezza me lo impedisce! Tra me e me penso che forse è andata meglio così, la prossima volta mi troverò a combattere con un pesce ancora più furbo e più grosso e la lotta sarà ancora più entusiasmante!! Rapidamente decido di cambiare posto, ho già in mente dove andare...il ponte del quartiere Monticelli! Il fiume qui è tranquillo. Mi accorgo immediatamente che c'è una vera e propria colonia di cavedani, abbastanza arrabbiati, tanto che le mangiate sono numerose, un po' meno però sono i pesci portati a riva, questi cavedani sono sempre più furbi!

Il quantitativo di adrenalina aumenta ad ogni lancio! Decido di attraversare il fiume e andare più a valle, dove l'acqua è più bassa. Inizio la serie di lanci con il solito veltic e anche qui mi da degli ottimi risultati, ma questa volta non sono cavedani, sono delle stupende fario sul mezzo chilo che offrono sempre tento divertimento!

Ormai “sazio” di trote risalgo il fiume e torno sulla colonia di ciprinidi che sembrano quasi scomparsi, ma non posso resistere e mi esibisco in un lancio super-perfetto, l'artificiale cade nelle vicinanze di un grosso masso sommerso, il cucchiaino inizia la sua corsa in corrente, due giri di manovella e la canna si piega paurosamente sotto l'incredibile mole di un cavedano misura xl, cerco di stancarlo ma non ne vuole sapere di venire a riva! Se la montagna non va da Maometto... rapidamente scendo all'interno del fiume, con l'acqua sopra la vita lo afferro delicatamente ormai stremato dalla fatica! Lo poggio per terra affianco alla canna...è veramente grosso ( 48cm ), lo fotografo e con tutta la cautela possibile lo libero dal rotante; nel momento del rilascio ha un attimo di indecisione, cerco di ossigenarlo e con mio grande sollievo riprende il largo!!

Il tramonto è al suo termine, la mia gioia è grande, non capita tutti i giorni di prendere più di trenta pesci tra cavedani e fario in un pomeriggio di novembre! Mentre sono sulla strada di casa il mio pensiero è rivolto ancora una volta a quel fiume snobbato da tutti, per l'insignificante motivo che scorre in mezzo al centro cittadino! Spero che questo reportage serva a rivalutare le sorti di un fiume che negli anni passati era meta di numerosi pescatori di tutta Italia!

 

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