
Traina al largo della costa casertana
Di Stefano Montone
I pescatori che hanno mogli e fidanzate che condividono la passione della pesca sono fortunati! L'ho sempre detto io!! Fortuna capitata anche al nostro caro amico Saverio D'Errico pescatore della vecchia guardia. Ad accompagnarlo nelle sue battute di pesca c'è sempre la sua fidanzata Nilce che oltre che a fargli compagnia sa anche il fatto suo in materia di traina – la spigola che vedete in foto è molto eloquente.
Siamo dunque a largo della costa Casertana su un fondale roccioso di circa 70 metri. Questa è probabilmente l'unica secca rocciosa che si trova in questa zona comunemente detta “rotta degli strascicanti” proprio perché è una immensa distesa sabbiosa che va Gaeta fino ad Ischia. Sulla costa Casertana si pescano in gran parte tonnetti alletterati di buona dimensione, grosse spigole, serra, leccie e lampughe. Per esaltare la sportività, Saverio mette in bobina del monofilo da appena 20 libre. Le esche sono prevalentemente dei Magnum della Rapala trainati senza affondatore, al massimo con lenza affondante. Si traina sui tre quattro nodi e si gira in circolo sulla zona interessata.
Per chi non ha l'eco scandaglio e il GPS per segnare la posizione, possiamo dire che la posta meglio descritta nelle foto si trova in zona foce Agnena nei pressi di Pineta Prisconte a circa 5 miglia nautiche a largo. Dal mare si vede ancora la costa ed è facile orientarsi guardando il palazzone di cemento della Domiziana. Uscire in barca all'alba con la brezza frizzante che accarezza il viso è un piacere che solo i grandi appassionati del mare sanno provare. Catturare poi il primo tonno che tira come un dannato non ha prezzo.
Basta poco: una barca affidabile di 4-5 metri e un motore proporzionato. In realtà alcune volte che siamo usciti in barca a settembre per tentare serra e grosse leccia stella a spinning abbiamo notato degli anziani pescatori con dei piccoli gozzi che trainavano a mano la vecchia e sempre validissima piumetta bianca e che avevano sempre ottimi risultati. L'unico porto valido per grosse imbarcazioni presente in provincia di Caserta è quello di Pinetamare. Per le imbarcazioni da diporto vi sono poi degli ormeggi alla foce del Volturno e alla foce della Agnena. Molti vacanzieri però tengono la barca in acqua di giorno e la lasciano la barca sulla spiaggia di notte, questa è un'ottima soluzione per tenere la propria barchetta a pochi passi da casa.
Chi dispone di una imbarcazione più potente, può raggiungere agevolmente l'isola di Ventotene che si trova a venti miglia da Pinetamare. A Ventotene la pesca si presenta in tutt'altro modo, lasciando spazio anche alla cattura di dentici, occhiate e barracuda, oltre che ai classici tonni e lampughe. Ventotene pur trovandosi fisicamente in provincia di Caserta, è stata inserita nella Provincia di Latina. Ma sulla costa Casertana è possibile anche divertirsi con poco. Con una piccola barca, anche di due metri, o un gommoncino è possibile fare la traina sottocosta a pochi metri dalla riva con risultati spesso sorprendenti. Nel periodo che va da giugno a settembre è possibile catturare i leccia stella che sembrano essersi radunati tutti nella zona di Baia verde, il tutto con piumetta, ondulanti o piccoli artificiali.
Da settembre a novembre con la stessa tecnica è possibile catturare grosse combattive aguglie. Chi invece avrà il coraggio di uscire in barca nei mesi freddi, con il mare leggermente mosso, avrà sicuramente il piacere di catturare qualche grossa spigola che non mancherà di lanciarsi sui Magnum testa rossa della Rapala. Da non dimenticare il magico hot spot della Sinuessa a Mondragone che è sicuramente la meta più ricca di spigole in qualsiasi modo le si peschi.
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