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8 per 8: intervista alla Maver

Ecco le 8 brevi domande, fatte a Paolo Pirazzini, Amministratore della Paioli/Maver di Bologna, domande anche “piccanti e provocatorie” se vogliamo, che spero abbiano avuto risposte esaurienti e abbastanza coincise, dirette e sincere. Vi ricordo che le 8 domande sono state scelte su una base di quasi 50 email arrivate in 6 giorni, da diversi utenti che postano in diversi siti e non solo in Pescareonline.

Su che campioni di persone come grandezza e tipo vengono condotte le indagini di mercato per lo sviluppo dei prodotti? Siete davvero certi di considerare quella che è la maggior parte dell'utenza nei vostri sondaggi?

Pirazzini: Nel nostro settore è veramente difficile avere delle ricerche di mercato nel vero senso della parola, più che altro vengono fatte in maniera diretta senza passare da agenzie che interpellano campioni di persone come si fa in altri settori. In primis tramite conoscenze dirette sui pescatori, come pescatore intendo i non agonisti, ho la possibilità di sentirne molti e di diversi settori: poi quando vengono da noi i Presidenti delle varie società che sponsorizziamo e sono molte, possiamo sentire le opinioni degli agonisti, che per una Ditta come la nostra sono molto importanti visto che siamo i primi venditori in Italia di roubaisienne, e i problemi degli agonisti sono solitamente opposti ai problemi dei pescatori non agonisti, diciamo se non opposti, almeno molto diversi. Poi abbiamo il contatto sul negozio e uso molto i miei tecnici, il mio pool di esperti vari nelle diverse tecniche. A differenza invece di quanto detto da Milo nella sua intervista, ritengo meno importanti le indicazioni dei rappresentanti, loro hanno secondo me una visione leggermente fuorviata della situazione, il rappresentante non è secondo me un precursore, ma più che altro analizza e riporta quello che fa la concorrenza, ma per essere vincenti come Aziende dobbiamo essere i primi a portare certe novità, quindi dobbiamo essere precursori e non solo dei copiatori…

Cosa considerate di fare per non far decrementare il numero di pescatori in Italia onde evitare ricadute pesanti sul vostro business?

Pirazzini: Come molti ben sapranno, circa 8 anni fa abbiamo creato un pool di Aziende, per cercare di ottenere certi risultati, nella speranza che l'unione facesse la forza, ed invece mi sono reso conto dell'inconsistenza che un azione di questo genere possa avere, perché nonostante gli sforzi economici che questo “consorzio” creato poteva fare era sempre troppo piccolo rispetto al mercato totale. I problemi sono talmente tanti e complessi, ma soprattutto costosi, che le Aziende possono davvero fare poco prese singolarmente per risolvere certe cose, l'unica cosa è riuscire trovare qualcuno che abbia degli appoggi politici, se no, non c'è niente da fare, ma non voglio fare il classico italiano a dir così, spiego meglio: se vogliamo risolvere i problemi del fiume xy, di inquinamento, argini, ripopolamento ittico, salvaguardia ecc, servono milioni di euro, mettiamo insieme tutte le acque italiane, quanto serve? Miliardi di euro!!! E chi li trova se non il governo o la comunità europea? Noi nel nostro piccolo vogliamo aiutare quest'anno l?APD Novara che è una grossa società che gestisce le acque della Provincia di Novara, ma cosa possiamo fare se non un piccolo ripopolamento e contributo per la pulizia degli argini? Cosa abbiamo risolto? Lo 0,000000000001 % dei problemi? C'è quindi da spingere e sperare che soprattutto la Federazione, la FIPSAS, che risiede a Roma ed ogni giorni è a contatto o quantomeno vicino alle alte sfere della politica italiana che si riesca ad ottenere qualcosa.

Cosa fanno di concreto le aziende per salvaguardare quello che è il fine ultimo di chi compra i loro prodotti cioè ambiente e pesci?

Pirazzini: Penso di averti già risposto prima… o per così dire… forse non ho risposto a nessuna delle due… ma perché: non voglio girare intorno all'argomento, ma ripeto che le Aziende possono davvero fare poco o nulla se non cercare di sensibilizzare i giovani e l'opinione pubblica, magari con un bel programma televisivo… ma questa è un'altra domanda se non sbaglio…

Cosa fanno di concreto le aziende per avvicinare i giovani alla pesca in modo da far crescere nuove leve di pescatori?

Pirazzini: Eh… anche questo è un discorso estremamente complesso e come vedi la sintesi non è una mia virtù… sicuramente sponsorizzare un bel programma televisivo come abbiamo fatto dal '93 al '95 su Telemontecarlo può servire molto a questo, per avvicinare i giovani alla pesca gli dobbiamo far sapere innanzitutto che cos'è, ma purtroppo oggi, visti gli alti costi sponsorizzare un programma televisivo e impossibile e nel 2000 è nato Pescareonline e la promozione via internet: senza dubbio questo è un mezzo in gran parte usato dai giovani e crediamo che possa servire a contribuire nella diffusione della pesca sportiva. Poi quest'anno siamo tra gli sponsor dell'iniziativa “Largo ai giovani” da te organizzata, inoltre realizziamo anche prodotti di basso prezzo o anche di bassissimo prezzo che consente a chi vuole iniziare di farlo spendendo poco e dando comunque un valido prodotto in cambio. A Minerbio, in Provincia di Bologna, noi abbiamo sponsorizzato le scuole elementari e medie per due, tre iniziative nel corso dell'anno di pesca… diamo dei premi, gadgets ecc… ma ci siamo accorti che tutto questo serve a poco perché il problema dei giovani e da ritrovarsi nelle famiglie e nel sempre meno tempo che ognuno di noi oggi ha: portare il figlio in palestra o a calcio è una cosa, portarlo a pesca un impegno, da un punto di vista proprio di tempo, molto superiore e quindi un problema che mi sembra davvero insormontabile e preoccupante. Fino invece a qualche anno fa c'erano i club di pesca che riuscivano in questo a darci una mano ed invece oggi anche loro hanno cambiato mentalità: proprio in un tuo editoriale mi ricordo avevi parlato di questa cosa ed avevi azzeccato in pieno la questione quando dicevi che te da ragazzo di portavano in auto a fare le gare e a pescare gli amici della società di pesca, che andavate via 4 in auto tutti pigiati, oggi invece ognun per se, finita la gara nemmeno al raduno a ritirare le medaglie, non si fanno cene e incontri durante l'arco dell'anno che esulino dal discorso pesca sportiva, una cena con le mogli e i figli ad esempio ed allora il club diventa un punto di ritrovo, ecco, oggi tutto questo non c'è più e sta a noi cercare di ricrearlo, ma sono scettico sulla buona riuscita della cosa.

Perchè in un mondo sempre più influenzato da Internet i siti di molte aziende sono incompleti, spesso non aggiornati se non addirittura assenti?

Pirazzini: Menomale che questa intervista me la fai ora… se me la facevi qualche mese fa sarei stato imbarazzato: nonostante noi crediamo in internet, come ben sai questa intervista viene pubblicata su Pescareonline, sito che abbiamo fatto nascere noi e gestito per oltre 3 anni, invece il sito della Nostra Azienda, www.maver.net è stato fermo per un anno e mezzo ma finalmente, due settimane fa è tornato a nuova vita e aggiornato con tutti gli ultimi prodotti. A differenza di tutti gli altri siti noi però, grazie anche alla tua collaborazione, faremo aggiornamenti ogni mese, oltre ad inserire i prodotti nuovi che avremo metteremo anche le news, gli eventi e articoli di tecnica di pesca, insomma vogliamo che il sito non sia statico ma sempre dinamico e da visitare.

Come mai la pesca in un grande contenitore come la televisione è praticamente assente?

Pirazzini: Come già detto solo per un fatto di costi. Solo a livello locale riusciamo ogni tanto a fare qualcosa e poi vedremo com'è il canale su Sky di Caccia e Pesca e valuteremo se poter fare qualcosa o meno.

Siete soddisfatti dell'operato della FIPSAS negli ultimi anni?

Pirazzini: FIPSAS?… (pausa di 5 secondi) … Milo che ti aveva risposto??? (ridendo…) A mio avviso il problema della FIPSAS è che anche loro si sono trovati in una situazione che non sapevano come gestirla, non lo sanno e non ne hanno le risorse. Il problema, si può risolvere, come già detto, solo sotto un aspetto politico, avere agganci politici, avere chi ti può davvero aiutare a livello economico e che ti può rappresentare la dove serve veramente, magari la FIPSAS, essendo a Roma, avrebbe potuto tentare, cercare, maggiormente di avvicinare le alte sfere politiche che sono ovviamente tutte a Roma. Quindi, questo è dove veramente la FIPSAS ha fallito.

Per concludere una domanda sulle Fiere di pesca: leggendo l'Editoriale di Paolicchi ho scoperto che il prossimo anno ci sono in tabellone circa otto diverse fiere sulla pesca sportiva! Voi siete tra gli organizzatori di Promofish, la fiera erede del grande AIPO, solo che il Promofish è una fiera ristretta ad un piccolo numero di Aziende, anche se sono le Aziende leader del settore, una fiera a cui partecipano meno persone rispetto ad una fiera come il Carpitaly dedicata solo ad un tipo di pesca. Non pensate che invece è ora di ritornare ad una fiera stile AIPO e cioè una fiera unica della pesca con tutte le aziende sia la mossa giusta da fare?

Pirazzini: Non posso che concordare con quanto detto da Milo nella precedente intervista. (dopo avergli fatto leggere la sua risposta…)

8/bis. Gli chiedo quindi: perché allora non avete affidato l'appalto ad una Ditta esterna?

Pirazzini: Perché se riuscivamo da soli ad allargare la Fiera a tutti in termini di costi sarebbe stato per tutti noi migliore, se affidiamo a terzi la cosa, andremo sicuramente a spendere di più.

8/bis-bis. E quindi perché non farne una ogni due anni ma fatta bene e con tanto pubblico???

Pirazzini: Anche questo è stato valutato ma il mercato attuale richiede a parer mio di farne almeno una all'anno. Ci dovremo trovare a breve con tutti proprio per parlare di queste cose, ci sta che la prossima persona che intervisti possa essere più esaustiva di me.

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