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8 per 8 Colmic

Ecco le 8 brevi domande, domande anche “piccanti e provocatorie” fatte a Claudio Giani, Amministratore della Colmic, un vero vulcano ed uno dei personaggi a cui sono maggiormente legato nel panorama pesca-sportivo italiano.

Su che campioni di persone come grandezza e tipo vengono condotte le indagini di mercato per lo sviluppo dei prodotti? Siete davvero certi di considerare quella che è la maggior parte dell'utenza nei vostri sondaggi?

Certo che le facciamo, divise per settori però, il ramo dell'agonismo da una parte e le altre pesche dall'altra: per l'agonismo, avendolo sempre fatto, il mio socio Collini per primo come ben sai, poi un ragazzo giovane come Jacopo Falsini che ha vinto tutto quello che c'era da vincere nel mondo ed avendo un grosso gruppo di società sponsorizzate ci basiamo su queste persone, interne ed esterne all'Azienda. Un discorso analogo lo stiamo facendo da 5/6 anni con il surfcasting: progettisti e pescatori, campioni e non, che testano, progettano e provano sul campo i prodotti prima di metterli sul mercato. Quindi per noi, la cosa più importante è testare bene prima i prodotti di metterli sul mercato, non vorremmo mai capitasse di aver messo in commercio dei prodotti difettosi, doverli ritirare dal mercato e così via, questo con Colmic non dovrà mai accadere. Poi ci sono i nostri agenti che ricercano e portano idee e ci tengono aggiornati su quello che il mercato vuole. Io stesso passo settimane fuori azienda per seguire i rappresentanti in giro per l'Italia ma anche per l'Europa.

Cosa considerate di fare per non far decrementare il numero di pescatori in Italia onde evitare ricadute pesanti sul vostro business?

Io sono di questo avviso: noi da soli non possiamo fare assolutamente niente! Ritengo che l'unica vera, soluzione e l'ho detto anche a tutti i miei partner del Promofish, per acquistare un pescatore in più c'è soltanto un veicolo: la televisione! Le riviste vanno in mano a chi già è pescatore, non portano quindi nulla di nuovo per noi. Ma se non erro c'è una domanda apposta sulla televisione.

Cosa fanno di concreto le aziende per salvaguardare quello che è il fine ultimo di chi compra i loro prodotti cioè ambiente e pesci?

Da solo, posso andare a buttare qualche pesce in qualche lago, come mi è stato chiesto da qualche società, se ci mettiamo tutti insieme, tutti vuol dire non 7/8 aziende, ma tutte le aziende, con la collaborazione stretta della Federazione, la FIPSAS, che in questo campo è stata assolutamente assente, forse qualcosina possiamo anche ottenerlo. Noi nella situazione che siamo, o ci accostiamo a qualche politico, ma a qualcuno che veramente conta e ci rappresenta o prevedo tempi bui.

Cosa fanno di concreto le aziende per avvicinare i giovani alla pesca in modo da far crescere nuove leve di pescatori?

Fondamentalmente noi non stiamo facendo niente (come amo la sincerità di quest'uomo… nota del Direttore), niente come iniziativa personale, ma solo per conto terzi per così dire: quando viene qualche società le aiutiamo se hanno dei ragazzi e le sproniamo ad organizzare eventi proprio in questa direzione, ad Orvieto, ad esempio, abbiamo un fiore all'occhiello, la scuola di pesca della Lenza Orvietana, composta da circa 60/70 ragazzi, ed io cerco di supportarli al massimo con materiali e non solo. Anche alcuni dei prodotti che abbiamo messo in commercio, sono talmente a basso prezzo che chiunque oggi si può permettere ad iniziare a pescare. L'unica cosa di cui abbiamo bisogno per aiutare i giovani sono gli adulti che dedicano il loro tempo a questa causa e come ben sai, oggi di tempo, ce n'è sempre meno. Ritengo comunque che anche questo aspetto dovrebbe essere maggiormente a carico della Federazione e non delle Aziende.

Perchè in un mondo sempre più influenzato da Internet i siti di molte aziende sono incompleti, spesso non aggiornati se non addirittura assenti?

Colmic in questo campo è sempre stato molto all'avanguardia, siamo stati tra i primi a fare il sito, i primi a sponsorizzare proprio Pescareonline nuova gestione, quindi almeno qui, casco in piedi. “Oh, ma scrivilo che so' stato il primo a sponsorizzarti eh?”.

Come mai la pesca in un grande contenitore come la televisione è praticamente assente?

Eh, eh… è assente perché quando abbiamo provato a fare qualcosa in questa Direzione col Promofish, gli alti costi hanno mandato in crisi il progetto, come tu ben sai, ma l'Italia no, allora colgo l'occasione per raccontare questa storia: due anni fa, io e te, siamo andati con Ripamonti a Roma per parlare con un Produttore televisivo famoso, che ha appoggiato questo nuovo progetto tv, trovato lo spazio e noi saremmo andati in seconda serata su LA 7… ma ci volevano 300.000 euro fra tutto e le Aziende Promofish avrebbero dovuto tassarsi di 50.000 euro l'una, visto che erano 6 a quel tempo… e la cosa non si è conclusa. Ma io ai cari amici del Promofish (bisogna che tu lo scriva quello che dico eh?) ho sempre detto, visto che ogni anno si spendono 40.000 euro ad Azienda per fare una fiera del beeeeeep (ripetuto 3 volte), che preferirei saltare la fiera un anno e spendere quei soldi nella TV, piuttosto che vedere fiere vuote e tristi, nonché inutili.

Siete soddisfatti dell'operato della FIPSAS negli ultimi anni?

… pausa… lunga… io ritengo che siccome ho un ottimo rapporto con tutti quelli della Federazione, persone capaci e che stimo, a partire dal Presidente che conosco da sempre, da quando era Presidente della Lenza Valdera e non faceva parte della Federazione, Pisano di razza, focoso, brava ed onesta persona. Ritengo che lui in questo momento si debba dedicare a tempo pieno a fare il Presidente della Federazione e delegare maggiormente ad altri, come Natucci e Bonazzi, piccoli compiti e decisioni che gli rubano tanto, troppo tempo. Non deve disperdere le sue energie a fare il comandante della commissione tecnica, il comandante dei discorsi classifiche, A1, A2 ecc. Lui deve avvicinarsi alle persone che gli possano aprire delle porte per la pesca sportiva in Italia e ritorno quindi a parlare di politica, noi oggi non contiamo niente, non siamo nessuno, e solo se Matteoli e la Federazione iniziano a muoversi in certi terreni possiamo ottenere qualcosa, come ad esempio nuovi impianti di pesca, tipo Umbertide e Lammari tanto per fare un esempio.

Per concludere una domanda sulle Fiere di pesca: leggendo l'Editoriale di Paolicchi ho scoperto che il prossimo anno ci sono in tabellone circa otto diverse fiere sulla pesca sportiva! Voi siete tra gli organizzatori di Promofish, la fiera erede del grande AIPO, solo che il Promofish è una fiera ristretta ad un piccolo numero di Aziende, anche se sono le Aziende leader del settore, una fiera a cui partecipano meno persone rispetto ad una fiera come il Carpitaly dedicata solo ad un tipo di pesca. Non pensate che invece ritornare ad una fiera stile AIPO e cioè una fiera unica della pesca con tutte le aziende sia la mossa giusta da fare?

Gionata, sulla fiera sai benissimo come la penso, io e te siamo su queste cose sulla stessa linea d'onda da sempre, poche settimane fa anche su Noi Pescatori ho fatto un intervista solo a proposito di questo, in sostanza: serve una fiera unica della pesca, magari anche Biennale, deve essere gestita da persone esterne alle Aziende, il tuo nome ad esempio è stato fatto più volte, la fiera così com'è ora è assolutamente inutile, per le Aziende e per il pubblico. Spero quindi che il buon senso prevalga e che tutti assieme, riusciamo già da quest'anno a fare qualcosa di diverso… vedremo…


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