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Attrezzature professionali 3 ° parte (di 9 parti)
Di Stefano Montone

RETI A CIRCUIZIONE SENZA CHIUSURA
Sono presenti dove si opera manualmente la pesca con rete a circuizione, infatti non hanno la possibilità di essere chiuse dal fondo.
Il rendimento di pesca in confronto a quelle con chiusura è ridotto.
Le prede più frequenti sono rappresentate dal bianchetto, rossetto, ciccerello e pesce bianco in genere.

TRAINA
Le reti da traino sono quelle rimorchiate in mare, al fine di catturare, nel loro progressivo avanzamento, organismi marini.
Si suddividono in reti trainate sul fondo, o reti a strascico, che possono essere rimorchiate da imbarcazioni o tirate da terra; e in reti trainate in superficie o a mezz'acqua dette reti volanti o pelagiche, che sono esclusivamente rimorchiate da navi.
Le reti da traino hanno forma conica o piramidale e sono formate di solito da una serie di pezze di maglia diversa e dimensione di filo diverso.

RETI A STRASCICO
Appartengono a questa categoria quelle reti che con la loro parte inferiore vengono a contatto diretto col fondo solitamente sabbioso o fangoso. Rete a strascico a divergenti La rete a strascico è un sacco a forma di tronco di cono, con ali laterali formate da pezze di rete e può raggiungere complessivamente dimensioni anche di 50 metri; i divergenti che possono essere di legno o di metallo assicurano l'apertura laterale, poiché durante il trascinamento tendono ad allargare la rete in senso orizzontale verso l'esterno.

Il corpo della rete è formato da varie pezze con maglie che decrescono fino al sacco. Il sacco è la parte più importante della rete poiché è quella che trattiene il pesce ed è responsabile della selettività della rete stessa. Le specie catturate con il sistema a strascico sono quelle che hanno relazioni con il fondo, vale a dire: triglie, sogliole e altri pesci piatti, merluzzi, palombi e gattucci, cefalopodi, gamberi, gasteropodi, bivalvi, spugne ed altri organismi.

Sfogliara
La sfogliara (o carpasfoglie) è una rete tradizionalmente usata in Adriatico per la cattura delle sogliole, ed è stata soppiantata dal rapido. Le dimensioni della sfogliara variano a seconda della potenza della nave da pesca che deve trainarla: generalmente è costituita da una rete che forma un sacco allungato la cui bocca è costituita superiormente da un telaio metallico fissato su due slitte, che permettono lo scivolamento sul fondo. Il lato inferiore della bocca non presenta invece supporti rigidi ed è formato da cavo misto, appesantito da una serie di piombi che lo fanno aderire fortemente al fondale. Ogni imbarcazione può trainarne due contemporaneamente. Con la sfogliara si catturano sogliole.

Rapido
Il rapido è una rete da pesca utilizzata per la cattura dei pesci piatti, soprattutto sogliole; non di rado prende anche seppie e cappesante. è costituito da un'armatura rettangolare interamente in ferro sulla quale è fissato il corpo della rete. La parte superiore della bocca, lunga non più di 4 metri, è inclinata in avanti con un angolo di circa 22°, su cui è fissata una tavola di legno che funziona come un depressore, facendo in modo che l'attrezzo aderisca al fondo. La parte inferiore dell'armatura è munita di denti ricurvi, che sporgono di 2 o 3 cm dal piano d'appoggio dell'armatura e che penetrano nel fondo marino. Lo scivolamento è consentito da slitte collegate al cavo di traino tramite catene. I denti arcuati penetrano nel fondo sabbioso e obbligano le sogliole a sollevarsi e a finire nella rete. Ogni imbarcazione può tirare anche 4 rapidi simultaneamente.

Sciabica
La sciabica o tratta, è una sorta di rete a strascico con grandi braccia e piccolo sacco, che viene calata a semicerchio e che cattura il pesce durante il suo progressivo avanzamento. Esistono due tipi di sciabiche: da spiaggia e da natante. La sciabica da spiaggia, usata soprattutto in passato, è la più nota. La rete viene calata a semicerchio utilizzando un'imbarcazione a remi di piccole dimensioni. Un capo della rete si trova a bordo dell'imbarcazione, l'altro a terra. Una volta concluso il tragitto, i due capi vengono tirati da terra a forza di braccia così da salpare lentamente la rete. La sciabica da natante ha origini danesi e risale a oltre un secolo fa. Un capo della rete viene calato in mare per mezzo di un'ancora, l'altro mantenuto a bordo, mentre l'imbarcazione compie una circonferenza ritornando verso il punto di partenza. La rete, infine, viene salpata direttamente a bordo. Tale operazione in origine del tutto manuale, oggi si avvale dell'aiuto di verricelli. Con la sciabica si pescano soprattutto latterini, triglie, sogliole, cefali, orate, rossetto e bianchetto ed alcuni cefalopodi, come polpi e seppie.



Attrezzature professionali 4 ° parte (di 9 parti)

RETE VOLANTE O PELAGICA
La volante è una rete che viene trainata in superficie, a mezz'acqua o che sfiora appena il fondo a seconda del tipo di pesce che si vuole catturare. Queste reti vengono anche chiamate pelagiche perché non toccano il fondo. La tecnica della volante permette di catturare alici, sardine, sgombri e aguglie.

A coppia
Nel sistema volante a coppia ogni imbarcazione traina due cavi della rete. Dai due lati della rete parte un cavo dalla mazzetta superiore e uno da quella inferiore. La rete volante ha in tutto quattro mazzette e quattro lime: lima da sugheri, lima da piombi e due laterali. La possibilità di pescare in superficie, a mezz'acqua o vicino al fondo dipende dalla lunghezza del cavo filato e dalla velocità di pesca. Il corpo della rete è composto da quattro parti che sono a due a due uguali: le due parti laterali e la parte superiore ed inferiore; Oltre alla volante a coppia esiste anche la volante monobarca ma in Italia e in Mediterraneo è molto rara e spesso viene usata a livello sperimentale.

Agugliara
E' una rete da traino pelagica trainata a coppia. E' unica nel suo genere poiché mentre viene trainata, la lima superiore rimane fuori dall'acqua per impedire che le aguglie, saltando fuori, possano sfuggire

Reti da RACCOLTA
Le reti da raccolta sono costituite da un telo di rete di varia grandezza e forma e possono avere un telaio di sostegno al quale vengono fissate. Vengono calate sul fondo in attesa che qualche pesce vi si appoggi sopra poi vengono salpate. Sono preda di tale tecnica a seconda dei periodi dell'anno molte specie che si avvicinano alla costa o vi permangono per un periodo di tempo variabile, come pesce azzurro, gobidi, sparidi, gamberi, spigole, anguille e mugilidi.

Delle reti da raccolta è quella più grande. La quadra è una rete armata su supporti fissi e viene calata e salpata con cime ed argani che fanno capo a comandi meccanici o manuali posti all'interno di un capanno costruito su palafitte.

QUADRA
Delle reti da raccolta è quella più grande. La quadra è una rete armata su supporti fissi e viene calata e salpata con cime ed argani che fanno capo a comandi meccanici o manuali posti all'interno di un capanno costruito su palafitte.

BILANCIA
Rete che può avere dimensioni diverse, anche pochi metri quadrati. Possiede un telaio formato da due aste flessibili di legno o tondino metallico, fissate perpendicolarmente fra loro. Ai quattro vertici del telaio viene legata la rete. Al centro dei due supporti viene fissata la cima per calare e salpare.

Reti da lancio
Le reti da lancio sono quelle costituite da un telo di rete, che cattura pesci muovendosi dalla superficie al fondo. Sono reti poco usate dal punto di vista professionale per il loro scarso rendimento.
La pesca viene effettuata di solito in prossimità di canali o foci di fiumi dove abitualmente si concentra il pesce da catturare.
La rete, una volta lanciata, si apre e cade sul fondo grazie a dei piccoli pesi distribuiti uniformemente sulla circonferenza. Tirando la cima di recupero, la rete si chiude e si solleva a formare diverse sacche dove il pesce rimane intrappolato.
Le specie catturabili sono pesce azzurro, sparidi, gamberi, mugilidi e spigole che stazionano sotto costa.



Attrezzature professionali 5 ° parte (di 9 parti)

TRAPPOLE MOBILI
A questa categoria appartengono piccole trappole che vengono salpate ogni volta che deve essere prelevato il pesce pescato e possono essere calate nuovamente nello stesso punto o in un altro. Hanno sempre un'esca all'interno per attirare la preda.

Nassa
Questo attrezzo è utilizzato soprattutto dalla piccola pesca, ne esistono tipi diversi con diverse forme legate alla costruzione che fino a qualche tempo fa' era di tipo artigianale. A seconda delle diverse marinerie e delle regioni italiane potevano essere di legno armate con una rete di metallo o di vimini intrecciato. Fino a pochi anni fa soprattutto in Adriatico, venivano utilizzate nasse a forma di parallelepipedo, all'interno delle quali venivano posti dei rametti di alloro per la cattura delle seppie.

Questo tipo di pesca viene effettuata quando le seppie si avvicinano alla costa durante il periodo riproduttivo; i ramoscelli di alloro, servono per attirare la seppia che li utilizza come substrato per deporre le uova. Oggi queste nasse sono state sostituite ormai del tutto dai bertovelli.

Altre specie catturabili sono saraghi, anguille, gronchi, cefalopodi (seppie, polpi), crostacei (granchi, aragoste e gamberi). Un altro tipo di nassa è il cestino. Il cestino è una piccola nassa a forma di tronco di cono che serve per la cattura dei lumachini ed altri gasteropodi; il cestino è rivestito da una rete a maglie piccole con l'apertura nella parte superiore. Come esca in genere viene usato del pesce morto poco pregiato. I lumachini attratti dall'esca salgono facilmente lungo le pareti esterne, ma una volta entrati, non sono più in grado di risalire in senso inverso.

Bertovelli
Il bertovello è una nassa fatta di rete fissata a cerchi di plastica. E' costituito da camere a forma di cono l'uno dentro l'altro, che consentono al pesce di muoversi solo verso l'interno intrappolandolo. Quando non è in pesca può essere chiusa a fisarmonica occupando pochissimo spazio a bordo. In genere i bertovelli vengono immersi in serie lungo i fiumi e nelle valli da pesca.


TRAPPOLE FISSE
Sono attrezzi collocati nel punto di pesca e lasciati in loco per tutto il periodo di utilizzo. Vengono impiegate in zone precise dove, in alcuni periodi dell'anno, si concentra la preda da catturare.

Tonnara
La tonnara è un impianto di sbarramento, un labirinto composto di reti ancorate sul fondo del mare che obbligano i tonni a finire in una trappola costituita da diversi corridoi e camere, la cui disposizione viene segnalata in superficie da boe. La tonnara è costituita da una rete verticale detta pedale, che partendo dalla costa si dirige verso il largo con una direzione quasi perpendicolare al litorale; al largo si trova un insieme di reti verticali che costituiscono un complesso chiamato isola, formata da numerose camere da 4 a 9, tutte, tranne l'ultima, non hanno fondo e sono divise tra loro da apposite porte.

Lavoriero
Il lavoriero è un impianto fisso destinato alla cattura dei pesci maturi che dalla laguna o dalle foci dei fiumi tornano al mare per riprodursi.
E' a forma di cuneo, costituito da diverse camere che guidano il pesce in comparti sempre più stretti, dove è più facile la cattura; è costruito in modo tale da permettere sempre la risalita del novellame dal mare verso la laguna. Le prede più frequentemente catturate sono orate, spigole, anguille e cefali.

Saltarello
E' una trappola particolare destinata soprattutto alla cattura dei cefali. È costituita da pezzi di rete chiamate “braccia”, assemblate su pali infissi nel fondale, sistemati in modo da fare assumere al saltarello una forma a spirale detta corte, che impedisce al pesce di retrocedere una volta entrato. Lungo tutto il perimetro, in superficie, è posto un tremaglio in senso orizzontale detto “incannata” e sul fondo vengono posizionati alcuni cogolli. L'incannata serve per catturare i pesci che tentano la fuga saltando, mentre i cogolli per catturarne altri che preferiscono tentare la via di fuga dal basso.

Cogollo
Il cogollo è un attrezzo da pesca ormai in disuso. Si utilizza per la pesca in laguna e nelle acque basse costiere. Viene ancorato a tre pali infissi sul fondo, due dal lato della bocca ed uno in fondo all'attrezzo. Nei pressi della bocca, legati ai due pali anteriori, vi sono due braccia di incanalamento formate da due pezzi di rete rettangolare, la bocca è rigida ed ha di forma circolare. A partire dalla bocca si susseguono diverse camere a forma di imbuto con l'ingresso che si stringe sempre di più fino all'ultima camera, dove il pesce rimane prigioniero.

Attrezzature professionali 2° parte

Attrezzature professionali 6° parte

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