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Attrezzature professionali 6 ° parte (di 9 parti)
Di Stefano Montone

ORGANISMI SESSILI O FOSSORI

DRAGHE IDRAULICHE
Le draghe idrauliche o turbosoffianti sono attrezzi che penetrano nel fondo fino a qualche centimetro e raccolgono gli organismi marini, soprattutto molluschi bivalvi. La sabbia e il fango raccolti dall'attrezzo vengono spinti fuori con una serie di getti d'acqua, mentre i molluschi vengono trattenuti. L'attrezzo si presenta come un parallelepipedo in ferro, una griglia formata da tondini saldati, con una lama per tagliare il sedimento ed un sistema per inviare acqua in pressione ad ugelli, fissati in vari punti del telaio stesso. In questo tipo di pesca l'imbarcazione si muove all'indietro trascinando la draga davanti a se. Esistono tre tipi di draghe idrauliche: la “vongolara”, “la cannellara” e la “fasolara”.

ATTREZZI DA TRAINO PER MOLLUSCHI
Si tratta di attrezzi privi di getti d'acqua in pressione, trainati sul fondo marino staccano e trattengono molluschi bivalvi annidati nel substrato. Sono molto diversi l'uno dall'altro per forma e dimensioni, ma generalmente consistono di una bocca rigida, che può essere munita o priva di denti, seguita da un breve sacco di rete tessile di raccolta.
Vengono tutti trainati da un natante, con l'ausilio dell'ancora o con la sola forza dell'elica del motore.

Rampone per molluschi
E' un attrezzo con bocca armata di denti in ferro per la cattura di cozze pelose e canestrelle. La larghezza della bocca non deve essere superiore a 1.60 m e la maglia della rete non può essere inferiore a 50 mm , nella parte superiore della rete sono presenti tre aperture longitudinali per la fuoriuscita dei detriti e degli scarti.
Il rampone differisce dal rastrello per la diversa funzionalità dei denti durante la pesca: i denti del rampone penetrano nel fondo e muovono la sabbia sollevando i molluschi che entrano nell'attrezzo, il rastrello ha invece una azione di raccolta ed i denti servono a prelevare i molluschi strappandoli dal substrato.

Ostreghero o sfogliara per molluschi
Utilizzato per la pesca delle ostriche, ha forma simile a quella di una sfogliara. La larghezza della bocca non deve essere superiore a 1.6 m , la maglia della rete deve essere inferiore ai 60 mm .

Rampone tradizionale o cassa
Attrezzo con bocca rigida formata da un rettangolo di tondino di ferro priva di denti. La larghezza non deve essere superiore a 1.6 m , il sacco deve avere una maglia minima non inferiore a 50 mm .

RASTRELLI DA NATANTE
Sono attrezzi a bocca rigida, la cui larghezza non deve essere superiore a 1.5 m. La parte inferiore è armata con lunghi denti di ferro, la parte superiore è a forma di semicerchio. Il rastrello è fornito di un manico lungo circa 1 o 2 m che ha lo scopo di regolare l'inclinazione dei denti rispetto al fondo. Questi ultimi sono molto lunghi, circa 30 cm , e molto affilati per penetrare meglio nel substrato e raccogliere i molluschi, sono saldati molto vicini l'uno all'altro, per evitare che i molluschi possano sfuggire alla cattura. Il traino deve avvenire tramite il recupero dell'ancora con il verricello. Ogni natante tira due rastrelli con un cavo ciascuno, che agisce direttamente sulla bocca del rastrello.

Rastrelli a piedi e rastrello senza ausilio di forza motrice

Sono attrezzi per la cattura di molluschi che vengono trascinati manualmente.
Ve ne sono essenzialmente di due tipi: con la bocca inferiore provvista di una lama metallica oppure provvista di denti. Il sacco può essere di rete o formato da un cesto di griglia metallica. Possono essere, inoltre, utilizzati a piedi o a bordo di un natante; in quest'ultimo caso il traino e il recupero sono completamente manuali e non utilizzano il movimento dell'imbarcazione.

ARPIONE E FIOCINA
Con l'arpione, che ha un terminale appuntito, viene cacciato prevalentemente il pesce spada, grazie a una caratteristica imbarcazione provvista di un altissimo albero (coffa) e un lunghissimo ponte prodiero (prolungamento della prua). Il pesce viene avvistato, inseguito, e viene poi arpionato da un pescatore posto all'estremità del ponte. Questa pesca avviene nel periodo della riproduzione che nello Stretto di Messina va da maggio ad agosto, quando gli esemplari si avvicinano alla costa. La pesca con l'arpione si pratica con mare molto calmo, per facilitare l'avvistamento dei pesci.


La fiocina è uno strumento usato da un singolo pescatore, armata di denti che penetrano nelle carni della preda e costruiti in modo tale da trattenerla al momento della cattura. Con la fiocina è possibile catture, anguille, molluschi, cefalopodi, crostacei.


Le lenze sono composte da uno o più ami e si distinguono fra loro per le modalità con le quali vengono impiegate. Nelle lenze gli ami sono qualche decina ed il loro supporto si dispone, durante la pesca, in senso verticale. La preda viene attirata dall'esca che può essere naturale, artificiale, ad attrazione olfattiva o luminosa. Le esche naturali impiegate sono costituite in genere da pezzi di sardine, di calamari o di altri molluschi freschi e da anellidi. L'esca artificiale invece può essere ad attrazione olfattiva o luminosa, cioè può attirare la prede grazie ad un richiamo odoroso oppure visivo. Con le lenze si catturano: spigole, lampughe, ricciole, sgombri, piccoli tonni, alalunghe e palamite.

A MANO
Essendo tenuta a mano dal pescatore, questa lenza è sempre sotto il controllo diretto dell'operatore. Può essere utilizzata con o senza canna ed è costituita da una cavetto robusto, di lunghezza variabile e dotato di un piombo di zavorra. Per la pesca in acque profonde le lenze vengono normalmente accoppiate ad un mulinello.

ANCORATE
In genere sono lenze ancorate sul fondo provviste di più ami e di un galleggiante di segnalazione. Vengono lasciate in mare per un certo periodo, poi il pescatore torna sul posto e recupera la lenza a partire dal galleggiante.

TRAINATE

Le lenze trainate sono quelle, composte da uno o più ami, rimorchiate da imbarcazioni.
L 'esca, per effetto del traino, imita il movimento di un pesce ed inganna i pesci predatori che abboccano.
Possono essere tenute direttamente a mano o, meglio, utilizzando dei buttafuori. I buttafuori permettono di calare più lenze contemporaneamente e sono in grado di evidenziare la cattura del pesce.

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