
Autunno da non perdere
di Roberto Granata
L'autunno è senz'altro uno dei momenti più attesi dagli amanti dello spinning, e sarebbe davvero un peccato perdere le splendide opportunità che offre copiosamente. A differenza di altri periodi, pur positivi, ma per determinate specie, l'autunno vede un po' tutti i predatori “sul piede di guerra”.
A determinare, per nostra gioia, questo comportamento, vi sono diversi fattori. La temperatura dell'acqua che si stabilizza su livelli ottimali, e non ci costringe come nel pieno dell'estate a cercare il pesce in strati d'acqua particolari od in orari altrettanto particolari (comprese le sorprese), i livelli dei fiumi, delle rogge e di parecchi altri ambienti che ritornano a livelli altrettanto ottimali e, soprattutto, i nostri amati predatori che “sentono nell'aria” (pardon, nell'acqua) che qualcosa sta decisamente cambiando.
Chiaramente ciò avviene in modo graduale, e di conseguenza anche il loro comportamento cambierà in modo altrettanto graduale. Da ciò si denota, anche se a molti di voi sarà già chiaro, che ogni stagione non va di certo intesa né globalmente né tanto meno guardando il calendario, ma sempre suddivise in determinate “fasi”, ognuna delle quali andrebbe conosciuta ed interpretata nel giusto modo. E' ciò che vediamo subito, per passare in seguito ad analizzare ogni singola specie, e cercare così di rendere divertente e proficua la già ottima stagione autunnale.
FASI TRANSITORIE: DAL SOLE ALLA BRINA
Appena il caldo allenta la sua morsa, di solito dopo qualche temporale o qualche giorno perturbato di fine agosto od inizio settembre, possiamo notare di norma una maggior “frenesia” un po' in tutta la fauna ittica.
A provocare ciò è principalmente un abbassamento, anche se leggero, della temperatura dell'acqua. Sia in caso di eventuali piogge, sufficienti per aumentare, anche di poco, il livello dell'acqua, portandola a temperature non più proibitive (ed apportando anche altri benefici tipici della piena o dell'aumento del livello), sia in caso di temporali isolati, dove abbiamo comunque il notevole beneficio di un abbassamento, spesso repentino, di pressione, i predatori “sentono” che qualcosa sta cambiando.
Ma cosa?
Certamente non possiamo entrare nella loro testa, ma possiamo, per capire ciò, vedere quello che cambia attorno a loro, nel loro ambiente e di conseguenza nel loro comportamento. I cambiamenti, oltre alla già citata temperatura dell'acqua, sono i seguenti:
- il lento ma costante accorciarsi delle ore di luce;
- le condizioni meteo, dal carattere certamente più “mutevole” che nel pieno dell'estate e con cambiamenti più frequenti;
- gli spostamenti (di luogo o di livello) e comunque il variare del comportamento delle altre specie, ed in particolare di quelle da loro insidiate, portano i predatori a “captare” quanto detto in precedenza;
- gli eventuali, e spesso probabili, cambiamenti di livello.
Vediamo ora cosa succede più avanti, in un autunno più inoltrato. E' chiaro che le condizioni appena dette si acuiscono sempre di più, ma intervengono altri fattori che, a mio avviso, meritano di essere conosciuti.In autunno inoltrato è opportuno tenere d'occhio in modo particolare il meteo. Spesso i periodi perturbati regalano le ultime situazioni favorevoli, perché tra gli altri vantaggi mantengono l'escursione termica giorno-notte a livelli ridotti. Il conseguente periodo, che, a parte annate isolate, puntualmente si verifica, cambierà radicalmente il comportamento dei predatori e, di conseguenza, il nostro modo di insidiarli. Vediamolo.
La “famigerata” brina, che spesso compare, seguita magari dal gelo, e che può caratterizzare un periodo di alta pressione stabile, abbassa decisamente la temperatura dell'acqua. Alcune specie (che vedremo) rallentano moltissimo la loro “attività” fino alla primavera seguente, altre, come il luccio, che saranno comunque sul piede di guerra anche in inverno, risentono comunque (in negativo per la loro pesca) di questo cambiamento, il più brusco finora. Ma anche qui non tutti i giorni sono uguali, perché nei primi giorni del fenomeno la temperatura dell'acqua, sebbene in calo, potrebbe essere ancora su valori atti a “far muovere” la fauna ittica, e quindi conviene approfittarne.
Se il fenomeno persiste, le cose vanno decisamente peggio, anche se qualche sorpresa capita, non essendo la pesca una scienza esatta. Tuttavia, la differenza si nota, eccome. Quello che è certo è che i predatori, sia in questa che in altre situazioni, captano sempre e perfettamente e, sottolineo, CON ANTICIPO, i cambiamenti meteo. I risultati della pesca, secondo il mio modesto parere, ne sono influenzati, in positivo od in negativo, in modo nettamente maggiore di ogni altra cosa (recupero, scelta dell'artificiale, orario) che pure hanno grande importanza. Pian piano, osservando questi ed altri comportamenti, si può arrivare a stabilire alcune certezze, enormemente importanti ai fini della pesca.Parliamo ora delle varie specie, e della loro ricerca nei vari periodi della stagione autunnale, spesso ottima per lo spinning. LUCCIO
Dai primi sentori dell'autunno fino ad un deciso abbassamento della temperatura dell'acqua, di norma con le prime brinate persistenti, è ancora da preferire il cucchiaino rotante. Non è necessario uno stretto contatto con il fondo, e nemmeno un'estrema lentezza di recupero, accorgimenti senz'altro da adottare più avanti, ed anche in inverno, preferendo nettamente come esca un grosso minnow, meglio se con colorazioni tenui, specie in caso di acque molto limpide (situazione piuttosto ricorrente col freddo).
BLACK BASS
Nelle prime fasi dell'autunno assistiamo ad ottimi momenti per la sua caccia, e ad attacchi spesso frutto di fame. Il black capisce benissimo che lo attenderà un semi-letargo, e si adegua di conseguenza. Facciamolo anche noi, principalmente con minnows, ed ancora in superficie o quasi. Anche per lui i primi veri freddi determinano un cambiamento, che purtroppo per noi lo vedono sul fondo e, come detto, in semi-letargo. La sua ricerca, sconsigliabile ai neofiti, richiede pazienza e sicuramente tanta passione, e va condotta molto lentamente e sul fondo. A dare qualche sorpresa potrebbe essere un cranckbait di profondità o, meglio ancora, uno spinnerbait.
CAVEDANO
Si tratta del pesce più furbo e scaltro che ci sia, predatore e non, a seconda di quanto gli conviene. Comunque, anche per lui, le prime fasi dell'autunno sono ottime, specie in qualche correntina od, in acque più ferme, sotto le fronde degli alberi o nella vegetazione del sottoriva, utilizzando minnows od imitazioni degli “ultimi” insetti in circolazione. Col freddo, può preferire rotanti ed ondulanti, ed, anche se ciò può sembrare strano, ricordo che anche di questa stagione può nutrirsi di bocconi di tutt'altro genere, essendo tanto onnivoro quanto furbo, e che quindi può dimostrarsi apparentemente “strano” anche nei suoi istinti riguardo agli artificiali.
TROTA
Occorre fare due distinzioni: in torrente, lo sanno bene i trotaioli, la prima parte dell'autunno è ottima, ma più avanti si incontrano problemi di livelli, di temperature e di comportamento. In cava, occhio ai punti di stazionamento, da valutare di volta in volta. Spesso nel primo autunno più al largo e ad una discreta profondità, e più avanti, complice lo stimolo riproduttivo, a riva e verso la superficie. Autunno da non perdere, quindi, e da vivere giorno dopo giorno, come i nostri amati predatori, sul piede di guerra.
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