
L’inverno dei barbi
di Sabino Civita
Non
tutti i rigori invernali vengono per nuocere. Se mi consentite questa
battuta, da quando i barbi europei hanno cominciato a farsi grossi nei
grandi fiumi del piano del nord Italia (non solo), l’inverno si è trasformato
da stagione alieuticamente poco generosa in un appuntamento atteso col
baffuto ciprinide.
Magari con l’esemplare over tre chili – pescato
a ledgering, naturalmente. Ed è così che ho passato la
mia prima giornata di freddo vero, con tanto di immancabile partenza
in macchina fra la nebbia padana, che fortunatamente si è sciolta
poco dopo essere arrivati sulle sponde di uno dei fiumi più generosi
del Nord Italia: l’Adda nel suo basso corso.
Postazione
di pesca – Se avessi dovuto dar retta a
quel che si vedeva dalla finestra, avrei fatto meglio a starmene a letto,
e avrei sbagliato. La nebbia pavese può scoraggiare chiunque,
soprattutto pensando alla sessantina di chilometri (e altrettanti al
ritorno) di provinciale, magari con TIR incollato al paraurti anteriore.
Invece appena arrivati il fiume si presenta splendido sotto un solo splendente,
che quasi quasi riesce a scaldarti, e allora la voglia di pescare riceve
il suo meritato premio anche dalle condizioni meteo.
Crearsi una postazione di pesca con tutto a portata di mano è sempre
buona norma. Il ledgering è una tecnica statica, statica nel senso
che non si percorre la sponda di un fiume alla ricerca del pesce, come
farebbe uno spinningofilo o un moschista, ma si cerca di attirare
il pesce alla portata delle nostre esche.
E quando questo riesce bene
e i pesci continuano ad abboccare, costringendoci ad una bella ginnastica
di braccia aggiungerei, visto che si tratta di barbi, ecco che il ledgering
diventa una pesca molto, ma molto dinamica – pur restando sempre
seduti nello stesso posto.
Ed ecco che prepararselo bene, questo “posto
da combattimento”, diventa basilare. Che
si scelga quindiil panchetto o la(comodissima) sedia da carp fishing, con
annesso un tavolinetto su cui appoggiare esche e minuterie, l’importante è che
sia tutto sott’occhio e a portata di mano, così da non doversi
allontanare, magari con la canna in pesca, per prendere chissaccosa.
Contateci, proprio in quel momento un superbarbo vi tirerà la
canna in acqua, è già successo. Importante è anche
la collocazione, stabile e che consenta un buon controllo della canna,
del picchetto per il rod-rest, forse l’accessorio più importante
per il pescatore a ledgering, che vede un’alternativa nel feeder
arm da fissare al panchetto o alle gambe telescopiche della sedia.
Attrezzature e strategie – Quando pesco i barbi in inverno,
nell’Adda o nel Po, generalmente non uso montare il feeder scorrevole,
ma preferisco usare un safety-clip da carp fishing, contando sulle capacità autoferranti
di un feeder montato fisso. Il barbo europeo poi non si fa troppo pregare, è un
potente lottatore ma non è certo il pesce più schizzinoso
e scaltro del fiume, ed è inutile e pericoloso usare terminali
sottilissimi. A seconda delle condizioni di corrente, partire da un buon
0,16 fino ad arrivare ad uno 0,22 di terminale è buona norma.
Il tratto di Adda che andremo a visitare poi offre una corrente non
troppo veloce, ma barbi che possono essere di buona taglia, quindi mi
preparo finali dello 0,18-0,20 (non è che mi chiamino delicato …)
e seleziono feeder da 50 fino a 70 grammi, sia Drennan Oval Block End
che Kamasan Black Cap. Metto in sacca anche due fantastici attrezzi da
barbo: una Greys Prodigy Barbel 12’ in tre sezioni con test curve
1 ¾ lbs e una fiammante FOX Barbel Duo XS della stessa lunghezza – che
sul appena fuori dalla sacca mi viene prontamente “requisita” dal
mio compagno di pesca in questa occasione, Rico “The
Predator”,
al grido di: “bella, questa la provo io!”. Ne farà buon
uso.
Non mi sbizzarrisco la fantasia con le esche, so che il bigattino farà miracoli,
soprattutto col freddo la ciccia attira più di tante accortezze,
e quel poco di pastura (tanto formaggio e pesce, e un po’ di canapa
tostata) che mi porterò appresso servirà perlopiù a
far da “tappo” onde evitare che le larve si disperdano troppo
presto in acqua.
Doppia
cifra - Il primo barbo, manco a dirlo, è di
Rico. La giornata è ormai splendida, freddissima ma conun cieloazzurro
di quelli che ogni tanto anche la Lombardia sa regalare, e fare foto
a pesci così belli con una simile luce è un piacere. Ma
ancor più bello è pescarli,
e certo i barbi dell’Adda non si fanno pregare. Alla fine della
giornata abbiamo raggiunto la “doppia cifra, ovvero ben più di
dieci, in
realtà molti di più, barbi a testa, tutti agguerriti
e combattivi, che hanno naturalmente riguadagnato la libertà,
nella speranza di ritrovarli ancora attaccati alle nostre lenze la prossima
volta, possibilmente ancora più grossi e potenti.
Inverno – Non lasciatevi scappare questa stagione, non appendete
le canne al chiodo fino allo spuntar delle viole. L’inverno è la
stagione migliore per molti pesci, soprattutto se volete tentare di ritoccare
i vostri record, e se ci scappa qualche cappotto, pazienza. Meglio una
domenica sul fiume che passata a guardare qualche televendita … Ah,
dimenticavo: Buon Natale e Buone Feste!
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