
Benvenuta primavera...
di Matteo Maranini
Nota di Gionata Paolicchi: era tempo che Matteo aveva questo articolo “parcheggiato” aspettando appunto la primavera, che quest' anno, purtroppo, è arrivata con oltre un mese di ritardo… e così anche noi, con un mese di ritardo abbondante, pubblichiamo l'articolo… in realtà… è che ci siamo scordati l'articolo da pubblicare… e stavo cercando una scusa plausibile… ma lasciamo la parola a Matteo. Come ogni anno, dopo i rigori dell'inverno, ci prepariamo ad affrontare una delle stagioni in assoluto più propizie per la pesca alla carpa: la primavera!
La primavera è una stagione fantastica sia dal punto di vista naturalistico che da quello piscatorio: le temperature atmosferiche tendono a salire gradatamente (e così anche quelle dell'elemento liquido), la natura vive una sorta di risveglio fatto di colori e profumi e tutti gli ecosistemi, compreso quello acquatico, cominciano a rinnovarsi e sembrano quasi rinascere.
Le carpe (ormai è cosa risaputa da tutti), sono animali eterotermi o, come spesso si dice con abuso di notazione, a “sangue freddo”, ciò significa in parola povere che le temperature circostanti sono di primaria importanza per la loro sopravvivenza, e che il metabolismo di questi pesci è subordinato a quello della temperatura dell'acqua. Primavera significa abbondanza di cibo, metabolismi più attivi per consumarlo…e fame per recuperare il basso tenore di alimentazione tenuto durante la stagione fredda.
Come in qualsiasi stagione è di assoluta importanza la localizzazione del pesce, ma mai come in questo momento, piccoli errori di localizzazione possono essere “perdonati” dal pesce che cerca insistentemente fonti alimentari.
Un piccolo consiglio che mi sento di dare è quello di “perdere” qualche ora (o anche di più, dipende dalla vostra “buona volontà”) ad osservare la superficie dell'acqua: noteremo che piccoli insetti ricominciano a far capolino di nuovo su di essa , che le piante acquatiche prendono nuovo vigore e un colorito un po' meno “pallido”, e che in mezzo a queste ultime si ricominciano a vedere chioccioline, ver de vase e molte altre forme di vita.
Può sembrare strano per chi ricerca con insistenza la cattura di carpe, ma una delle variabili assolutamente da considerare è l'attività dei pesci predatori (black bass , lucci, ecc…): osservare questi pesci intenti ad attaccare e alla ricerca di cibo è una informazione importantissima, perché ci comunica che anche altri pesci hanno già cominciato a cercare cibo e si spostano con maggiore intensità rispetto ai periodi freddi…ciò significa che anche le carpe saranno in movimento! Le carpe, quindi, non si scostano da questa imprescindibile “legge della Natura” e cominceranno a saltare, a grufolare e a dare segno della loro presenza…sono questi i segnali che cerchiamo, sono queste indicazioni che ci dovrebbero far preferire uno spot piuttosto che un altro.
I bassi fondali sono quelli che beneficiano per primi dell'incremento della temperatura, non sarà difficile scorgere le sagome delle nostre amate carpe intente a smuovere i fondali alla ricerca di cibo, specialmente nelle ore più calde e quando l'irradiazione del sole è viva e produce calore; non crediate sia follia il nascondersi in mezzo alle fronde a “spiare” la superficie dell'acqua… metodiche come questa sono alla base della conoscenza dell'ecosistema acquatico e nulla più che l'osservazione può farci capire come una carpa interpreta gli sconvolgimenti ambientali.
Non è mai superfluo ricordare che l'azione di pesca non è solamente quella fatta lanciando le canne in acqua, essa comincia molto prima: dalla scelta dello spot, alla decisione dell'esca da utilizzare fino a tutti i ragionamenti legati alle abitudini alimentari del nostro “avversario”.

Fatti salvo alcuni piccoli laghetti (per lo più di pesca sportiva con grandi quantitativi di pesce presente), la cattura di una carpa, sia essa piccola o grande, è sempre subordinata ad una buona scelta di numerose variabili, ed essere un buon pescatore significa, in qualche modo, riuscire a leggere correttamente tutti i messaggi che la natura ci trasmette nel suo intercedere lento e meraviglioso!
Tornando ai cambiamenti prodotti dall'arrivo della primavera, le nostre metodiche di pesca dovranno assolutamente uniformarsi a questi sconvolgimenti, la quantità di pastura potrà leggermente aumentare rispetto al periodo invernale, sempre ricordando che, specie nel periodo della primissima primavera, il metabolismo dei pesci non è ancora arrivato al massimo livello e che quindi, grosse quantità di cibo, potrebbero essere deleterie nei confronti dell'esito finale della nostra sessione: mi è impossibile dare delle indicazioni precise, sarà l'ambiente circostante e l'attività dei pesci a dirci quando potremo aumentare i quantitativi di esca da immettere nell'acqua!
Anche la nostra permanenza sulle sponde di cave, laghi e canali beneficerà certamente di questi aumenti della temperatura, dopo le fredde notti invernali potremo riscaldarci un po' con i primi momenti di sole…cerchiamo in ogni caso di non farci trovare impreparati nel caso di repentini cambiamenti della temperatura, ancora possibili in un momento in cui tutte le condizioni ambientali devono ancora stabilizzarsi definitivamente: portiamo con noi anche vestiti pesanti e caldi e sempre dei cambi asciutti nel caso venissimo colti da un improvviso temporale.
Non dobbiamo mai inoltre dimenticare che nei mesi di aprile/maggio (ma ciò dipende dalle condizioni atmosferiche e dal conseguente riscaldamento dell'acqua), si assiste ad un fenomeno di pre-frega che spesso spinge le carpe (sia maschi che femmine) alla ricerca di cibo ed energia, che verranno spesi poi durante il periodo della riproduzione.
Come detto in precedenza, è difficile dare una connotazione precisa di questi periodi perché, ovviamente, le carpe non possiedono un calendario ma piuttosto un orologio biologico che “suona” rispetto a particolari condizioni di temperatura (e forse anche di agenti atmosferici come l'alta e bassa pressione ecc…); potremo individuare queste condizioni in acqua a temperature intorno ai 14/16°C e con un situazione meteo abbastanza costante e definita (quindi in assenza di repentini e continui sconvolgimenti meteorologici).
Quanto esposto fino a questo momento dovrebbe far capire una variabile fondamentale della pesca alla carpa (ma, credo, di qualsiasi pesca): pescare un determinato tipo di pesce e cercare di avere dei buoni risultati, passa sempre attraverso ad una minima conoscenza delle abitudini alimentari e di comportamento del pesce che stiamo insidiando…tutto questo non è da considerarsi inutile ed esagerato, ma trovandoci di fronte ad animali che si spostano e si comportano in funzione di alcuni chiari messaggi lanciati dall'ambiente circostante (aumento della temperatura, condizioni meteo ecc…), non possiamo assolutamente non essere in grado di “leggere” ed interpretare questi messaggi, altrimenti la nostra azione di pesca sarebbe lasciata solo ed esclusivamente al caso e alla fortuna, entrambe variabili esistenti ma che non devono essere le sole in gioco!
A tutti l'augurio …. di un buon risveglio dei sensi!
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