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Canne da ledgering – Seconda parte
di Sabino Civita www.ledgering.net

Nella scorsa puntata di questa breve panoramica sulle canne da ledgering mi ero soffermato, pur senza la pretesa di essere esaustivo, su un piccolo elenco di marche e modelli che, dal più al meno, dovrebbero poter ricoprire le molteplici esigenze dei ledgermen italiani. Naturalmente, come ogni pescatore, ho le mie preferenze, le mie scelte tecniche dettate dall'esperienza e le mie “fisse” sulle attrezzature che uso nelle mie sessioni di pesca, sia che si tratti di ledgering, di spinning o di quel che volete voi. Quante volte ci è capitato di pensare: “bella ‘sta canna, però io ci avrei voluto questo e quello …”. Beh, questo è quello che vorrei io da una canna da ledgering.

Valido per tutte
Nella scorsa “puntata” avevo parlato di tre tipologie di canne: una da acque ferme o poco mosse. Una all-round e una specialist o continental per quando il gioco si fa duro e/o si punta la pesce record. Ovviamente ci sono caratteristiche che possono andar bene per tutte, ma altre sono ad hoc per ognuna di queste tipologie. Cominciamo a vedere che cosa deve accomunare tutte le canne da ledgering . Il manico, ad esempio, è spesso trascurato dai produttori, si usa magari del buon sughero e un buon portamulinello, per poi buttarsi su diametri di impugnatura molto (troppo) elevati.

Tanto è una canna da fondo, si dirà – ma guardate come son sottili le impugnature delle canne da carp fishing. Non tutti abbiamo mani a badile e l'impugnatura con cui io mi son trovato meglio è quella della FOX nella sua serie Challenger. Sottile e della lunghezza giusta.. Rimanendo sul manico, molto comoda avere la parte medio-terminale del sughero piatta , così che si appoggi meglio all'avambraccio senza scivolare. Diverse canne Daiwa , anche da inglese, hanno quest'accorgimento. Purtroppo non vengono importate in Italia.

Gli anelli: inutile dire che, avendo ormai a disposizione trecciati per tutti i gusti e le misure, devono essere in SiC , o comunque in un materiale che non venga inesorabilmente segnato dai filati in treccia in breve tempo.

I tips, i vettini intercambiabili di differente sensibilità poi sono spesso una nota dolente. Molto spesso di tre o quattro vettini a disposizione nelle canne in commercio, solo uno (se va bene due) sono effettivamnte ben dimensionati per la curva della canna che vanno ad equipaggiare. Proprio per questo, sulle canne più potenti, non metterei a disposizione vettini in nylon . Spesso spezzano inesorabilmente l'azione dell'attrezzo. Qualunque sia la tipologia di canna poi, anche la più sensibile winkle-picker mi piacerebbe avesse il vettino più potente in carbonio . Posso condividere la scelta della fibra o del nylon, più morbidi, sui vettini più sensibili , da usare con meno piombo o per abboccate molto indecise, ma quando innesto il tip più potente, indipendentemente dal tipo di canna, lo faccio per due motivi precisi: non ho bisogno di un vettino troppo sensibile e voglio un'azione della canna continua ed omogenea, cosa che la combinazione vettino in fibra più blank in carbonio della canna non potrà mai darmi. Ancora sui tips . Appello a tutti i fabbricanti di canne da ledgering: segnate, per favore, il test curve (o il range di casting a cui è dedicato) del vettino sul vettino stesso, onde non dover passare mezz'ora a piegare tutti i vettini in dotazione per vedere qual è il più morbido o il più potente.

Dati
Su una canna c'è spesso scritto quanto è lunga, quanto lancia etc. etc. Una pratica tipica delle marche inglesi è di segnalare anche il diametro minimo e massimo del filo da usare sia in bobina che per il terminale; credo sia una buona abitudine da imitare ( Colmic ad esempio lo fa).

Innesti
Lo spigot , per questioni di mantenimento della conicità tra un pezzo e l'altro della canna, è da considerarsi il migliore. Tuttavia devo ammettere che, almeno su alcune canne da ledgering ( Maver e FOX in primis ) anche il più comune innesto a baionetta ha fatto passi da gigante.

Estetica
Anche l'occhio vuole la sua parte, ovvio. È vero, l'estetica riguarda il superfluo, ma spesso compriamo una canna o un mulinello anche perché “ci piace”, ci convince l'estetica, che spesso vuol dire (o dovrebbe) anche cura nei particolari e scelta dei materiali. Quando vedo legature di colori improbabili , serigrafie da discoteca , manici in duplon EVA screziati , ponticelli degli anelli cromati … ma forse sono io un po' troppo demodé.

Alcune piccole note tecniche
Una canna da pesca ha: un'azione , una potenza di lancio ed è più o meno rapida . L'azione è direttamente visibile guardando la curva che il grezzo disegna quando è sotto sforzo. Può essere, considerando gli estremi, nettamente parabolica o di punta. La potenza è nient'altro che il il carico massimo applicabile senza avere cedimenti alla cima della canna tenendo la canna a 45 gradi in poche parole quanto peso la canna alza da terra.. La rapidità molto spesso viene confusa con l'azione di punta.

Non è così, la rapidità si “misura”, ad esempio, con la velocità con cui la canna reagisce alla ferrata , ovvero: se nel classico movimento all'indietro della canna che ferra, il cimino resta lì, in ritardo sul movimento, per troppa morbidezza del grezzo, allora si tratterà di una canna “lenta”, e la ferrata sarà ritardata. La rapidità non c'entra neppure con la potenza, o meglio c'entra relativamente.

Ci sono canna da ledgering che sono in grado di tirare carichi esorbitanti (pesci molto grossi) flettendo molto e quindi in ferrata risultano abbastanza lente e sorde ( per “sordo” intendiamo quell'azione che non trasmette vibrazioni della cima al manico a causa dell'elasticità del trave centrale che fa da smorzatore) .. ci sono altresì canne da winkler picker che hanno velocità pazzesche ma che non altrettanto sopportano grossi sforzi, non avendo una gran quantità di materiale che fletta, appunto, sotto sforzo.

Riguardo alla potenza di lancio il capitolo è contorto e complesso : comuque la potenza di lancio di una canna è in relazione allo sforzo massimo che questa può sopportare. In pratica più carico la canna “tira” a secco più saranno i grammi che lancia.

Occorre tenere infatti conto che se il caricamento del lancio avviene progressivamente riusciamo a scaricare lo sforzo sulla sezione centrale della canna e quindi lanceremo molto più lontano con uno sforzo minore ...e senza rischiare di troncare la canna come invece potrebbe avvenire con una classica e coreografica frustata con la canna dietro le spalle. In poche parole sulle migliori canne possiamo eccedere un 30% sui grammi riportati in serigrafia senza rischiare l'attrezzo e mantenendo una gittata ragionevole (lanciando bene però!)

Una canna da ledgering, a mio parere deve avere un'azione più o meno parabolica , a seconda del tipo di acque, delle distanze di lancio e del diametro dei terminali che andremo ad usare. Più o meno progressiva, ma sempre parabolica . Una winckle picker da 9 piedi, per pescare a breve distanza in piccoli corsi d'acqua lenta o ferma, denuncerà la sua azione parabolica fino al manico anche su pesci di taglia minima .

Una 14 piedi da Po avrà bisogno di un barbo da 3 chili appeso ad un terminale dello 0.25 per far vedere la sua progressiva parabola e mostrare che il manico lavora, ma lo farà, se è ben costruita. L'azione di punta la lascerei perdere, non dà vantaggi in termini di recupero del pese, di lancio e neppure di rapidità nella ferrata. E per quanto riguarda la sensibilità, vivaddio nel ledgering usiamo canne che hanno in dotazione due, tre e anche quattro tips di differente risposta all'abboccata. Non ci resta che adoperare quello giusto alla bisogna.

Tipo per tipo

Primo tipo
Acque ferme o poco mosse
. Dedicate ad una pesca di fino , l'azione deve essere decisamente parabolica , atta ad ammortizzare le fughe del pesce su fili sottili. Anellatura fitta, almeno un anello per piede di lunghezza più l'apicale, la lunghezza ideale è a mio parere tra i 10 e i 12 piedi (3.00-3.60), a seconda della distanza a cui bisogna pescare e della forza della eventuale corrente. Più corta per brevi distanze di lancio, e corrente nulla o lentissima, più lunga per pesca a maggiore distanza e/o in correnti un po' più sostenute (diciamo per feeders fino a 50 grammi ), per avere, a canna tenuta alta, meno filo possibile in acqua.

Secondo tipo
Canna all-round
. Da usarsi (anche) in acque più veloci e con pasturatori da 70-90 grammi, ma che in realtà, come vuole il suo nome, sappia adattarsi a molte esigenze. Una canna simile la vorrei con un'azione parabolico-progressiva , con una certa riserva di potenza nel manico, ma capace di sostenere anche terminali di monofilo sottile, dello 0.12 o giù di lì senza rompere il finale ad ogni ferrata o nella delicata manovra della guadinatura del pesce. Anche qui manterrei un'anellatura abbastanza fitta, ed una lunghezza tra i 12 e i 13 piedi (3.60-3.90 cm).

Terzo tipo A
Canna specialist
. Difficile insegnare ai pesci a nuotare. Questa è una canna che nasce in Gran Bretagna , è una tipologia di attrezzi tanto inglese quanto la Regina Elisabetta, ed è difficile pensare di aggiungere qualcosa a quanto abbiano già fatto in proposito il figli di Albione. Dedicata alla cattura dell'esemplare di grosse dimensioni (in genere batbo e cavedono) unisce un blank sottle ad una meravigliosa azione che, pur essendo senz'altro parabolica , è tuttaltro che “mollacciona”. Per adattarla maggiormente alle nostre acque, magari si potrebbe pensare di suggerire a FOX, Greys, Drennan & Co. di fare una specialist di 13 piedi in luogo dei canonici 12, magari anche arrivando a 2.25 lbs di test curve, e divisa in tre sezioni, per una maggiore trasportabilità, contaminando la specialist con la continental feeder – ma sarebbe un poco come volere una Jaguar turbodiesel … come dite? L'han già fatta!?! E station-wagon?

Terzo tipo B
Continental feeder. Questo è un “terreno caldo” per molte case costruttrici, vista la diffusione importante e continua del barbus barbus nei grandi fiumi (e non solo) italiani. Canna lunga, che permette di aggrontare correnti impetuose, la vorrei necessariamente in tre pezzi, da 14 piedi e non di più, con una grande riserva di potenza nel manico e buone capacità nei lanci lunghi . Oltre i 14 piedi (4.20 cm) personalmente mi pare un'esagerazione che ci metterebbe in mano attrezzi troppo pesanti, sbilanciati e poco maneggevoli; se ci serve tenere la canna più alta meglio a questo punto utilizzare tripodi da surf casting che, con la loro base regolabile, ci consentono di innalzare ulteriormente dal suolo la canna stessa. Un casting reale e non solo dichiarato, di almeno 150 grammi , e degli anelli in SiC fatti per durare all'uso dei trecciati completerebbero al meglio il tutto.

Solo un ultimo pensiero...
La pesca non è solo attrezzature, anche se le attrezzature sono parte importantissima, addirittura fondamentale della nostra passione. Ci si riesce persino ad affezionare ad alcune canne, o mulinelli. O a pensare che “quella sì che è una canna fortunata!”. Tuttavia la pesca è fatta soprattutto di uomini, l'uno diverso dall'altro, uomini (e donne, quelle poche) che vanno a pesca con esperienze, sensibilità, convinzioni e approcci molto differenti da pescatore a pescatore. Per prendere un pesce è bene avere una buona canna. Ma per prenderne tanti è necessario, al di sopra di tutto, un buon pescatore.


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