
Carpfishing Marginale
Le carpe si nutrono prevalentemente nel sottoriva
ed è in queste aree che dobbiamo porre grande attenzione
di Roberto Ripamonti
Il 90% dei carpisti sfrutta le postazioni sottoriva con grande attenzione anche se spesso vengono commessi degli errori che non devono mai essere sottovalutati perché possono compromettere la nostra azione di pesca. Gli esempi sono molti e solo un po' di attenzione ci permetterà di affrontare la nostra sessione in modo più efficace.
Preparare l'attrezzatura
La scena è quella classica; qualche quintale di attrezzi scaricati sulla sponda, il pod piazzato quasi in acqua e via con la tenda o con ,l'ombrello che viene bloccato a martellate sul terreno. Fino a prova contraria tutto ciò che nuota a meno di 3-400 metri scappa a pinne levate e per un bel po' di ore non se ne parla proprio di avere catture nel sottoriva. Poi inizia la fase di pasturazione per cui, inizia il bombardamento con le boilies, le pellets e le granaglie con il rocket se non addirittura, direttamente versando dalla barca anche se in pochi metri d'acqua qualche secchiata di esche. A questo punto abbiamo creato il vuoto anche se sulla carta tutto è stato fatto a puntino seguendo le illuminate teorie di qualche angler di grido.
Magari qualche carpa arriva lo stesso grazie alla ricchezza di alcune acque nostrane ma, non sempre la fortuna gira dalla parte nostra. Ricordo qualche anno fa in una bella cava del Nord ricca di amur. Appena arrivati, notammo una serie di bolle salire dal fondale in una piccola ansa riparata ed ombrosa. Decidemmo di non fare assolutamente nulla se non far scivolare qualche granaglia immediatamente nel sottoriva. Tenendoci lontano dalla riva, preparammo un paio di canne e dopo averle innescate a granaglie, le poggiai in pochi centimetri d'acqua alle spalle di un cespuglio. Nel frattempo preparammo l'attrezzatura evitando di farci vedere sull'acqua e fare qualsiasi vibrazione.
Nel giro di dieci minuti il primo amur arrivava puntuale sulle nostre esche seguito da una carpa di media taglia. Tutto a meno di dieci metri dal luogo in cui stavamo preparandoci per la notte e grazie ad un comportamento silenzioso e accorto. Le prede erano sotto i nostri piedi e non aspettavano altro che avere una esca ben presentata in mezzo alla poca pastura che avevamo usato. Questo esempio mi serve per sottolineare come le “vibrazioni” siano i peggiori nemici della pesca sottoriva, poiché si propagano in acqua perfettamente e mettono in allerta le nostre potenziali prede.

Tra “sbattare” un sasso o piantare un picchetto e mettersi ad urlare sulla sponda vi è una differenza importante. Nel primo caso provochiamo vibrazioni che si propagano in acqua, nel secondo, solo rumore che non viene avvertito dal pesce. La ragione sta nella differente densità tra acqua e aria per cui un suono emesso in aria, non si propaga in acqua. Nel sottoriva quindi, si deve bandire la produzione di vibrazioni (martellate, salti, camminare con i piedi in acqua, lanci ripetuti etc). Per non disturbare chi sta pescando vicino a noi, dovremmo anche evitare di urlare ma, ai fini del risultato, questo è assai meno grave.
Pasturare
Questa è una parte importante se ben effettuata poiché le carpe mangiano naturalmente nei pressi dei margini soprattutto se scoviamo aree con coperture di alberi oppure ostacoli che favoriscano il senso di protezione delle carpe. Per evitare rumori inutili mi limiterei ad usare un sacchetti di PVA pieno di pezzi di boilies e di qualche pellets. In questo modo con un solo lancio riusciremo ad avere la pastura tutt'intorno all'amo senza ricorrere a lanci addizionali che spesso ottengono il risultato di far scappare le nostre prede.
Terminali
Pescare sottoriva spesso significa appoggiare le esche a pochi metri di distanza per cui non sono necessarie soluzioni speciali ma semplicemente, affidabili. La partenza della carpa ingannata nel sottoriva è spesso molto violenta e la scarsa elasticità della attrezzatura può portare a rotture indesiderate se non abbiamo fatto le cose per bene. Vediamo allora come cercare di migliorare il nostro lavoro usando poche e semplici accortezze.
La possibile abrasione determinata dalla presenza di pietre o legni sommersi richiede l'impiego di uno spezzone di lead core lungo almeno 40 centimetri e comunque, sempre più lungo di almeno dieci centimetri del finale innescato che stiamo usando. In questo modo ridurremo notevolmente i possibili grovigli soprattutto se nella preparazione del lead core avremo l'accortezza di non togliere il filo di piombo interno. Per questa ragione è spesso consigliabile scegliere lead core già pronti che sono perfettamente preparati.
Attenzione, non esiste assolutamente connettere il lead core con la lenza madre attraverso una girella. Se rompiamo la carpa deve essere in grado di liberarsi della lenza finale senza la possibilità che una girella blocchi lo scorrere del filo o del piombo.
Il migliore delle connessioni con il piombo è, a mio giudizio, il safety clip. Sarà un mio pallino ma questa soluzione tecnica ci permette di avere un piombo perfettamente allineato, facile da sostituire e che, in caso di incaglio, si sgancia facilmente. Una piccola girella, questa si, collegherà invece il lead core al finale ed arriviamo alla parte calda della nostra montatura. I materiali con cui si deve comporre un finale sono molti ed è importante che siano affidabili, robusti e di una tenuta di almeno 20 libbre con il quale annoderemo un semplice e funzionale hair rig del tipo “senza nodo” che, non tradisce mai.
Innesco della boilie
Per tutti coloro che stanno iniziando è utile osservare la sequenza di innesco di una boilies su cui poi andremo a costruire un semplice hair rig del tipo “senza nodo”.
- Fare un cappio sul finale ed innescata la boilies sull'ago apposito
- Trasferire la boilie sul finale e bloccarla con uno stop
- Inserire l'altra estremità nell'occhiello dell'amo e trovare la giusta distanza boilie- curvatura dell'amo.
- Avvolgere il finale lungo il gambo dell'amo.
- Reintrodurre l'estremità nell'occhiello e stringere il nodo.
|