
Aspetti tecnici dell'hair rig
di Roberto Ripamonti
Vediamo ora di approfondire alcuni aspetti tecnici legati all'hair rig affinché si arrivi a perfezionare la presentazione dell'esca. Una delle domande più ricorrenti riguarda la misura dell'amo da utilizzare e di come sviluppare l'hair rig.
La misura dell'amo
In passato ho spesso cercato di fornire qualche strumento utile agli appassionati stilando delle piccole tabelle in cui affiancavo alle dimensioni della boilie impiegata, la misura migliore dell'amo. Tali tabelle, a mio giudizio sono di una notevole comodità ma, devono sempre essere affiancate anche da altre considerazioni che ci aiutano a approfondire l'argomento. Molti pescatori infatti utilizzano ami piuttosto grossi per gran parte della pesca anche quando, le condizioni non lo suggerirebbero.
Il concetto “amo grande = preda grande” infatti non va molto bene e la dimostrazione l'ho avuta in questi ultimi due anni in cui ho potuto sperimentare differenti approcci di pesca e tecniche di presentazione migliori. Alla fine ho scoperto che amo grande spesso significa anche “preda slamata” ed un semplice ragionamento può portarci a comprendere cosa voglio affermare. Pensiamo infatti alla forza richiesta ad un amo di misura 1, per penetrare nella carne della bocca della carpa e confrontiamo questo valore con quella che in effetti è richiesta per un amo di misura 4.
Scopriremo che per far entrare e fissare un amo di misura 1 serve una forza spesso 2 volte superiore a quella necessaria per un amo più piccolo e la stessa ferita che si viene a provocare é largamente maggiore e più soggetta ad allargarsi (liberando l'amo). In più di una occasione ho inoltre notato a favore dell'amo piccolo:
- una maggiore penetrazione all'interno della bocca
- una maggiore parte di amo “agganciato”
- una maggiore tenuta generale
- una migliore presentazione dell'esca
- una prevalenza della ferrata sul labbro inferiore
Mi sembra quindi che la moda imperante fatta di “ganci” dell'1/0 e debba lasciare posto ad una pesca più ragionata fatta di misure più consone del tipo 2 e 4 anche utilizzando boilies oltre i 20mm doppie. In quest'ultimo caso infatti sarà sufficiente allungare la lunghezza del “capello” di un paio di millimetri per ottenere l'effetto desiderato.
Equilibrio tra boilie e amo
Questo è uno dei primi argomenti di una certa importanza poiché determina, in gran parte, l'efficacia dell'hair rig stesso. Se infatti immaginiamo un amo misura 1 accanto da una boilies di 14 mm di diametro (quindi piuttosto piccola), ci rendiamo subito conto di quanto improbabile possa essere un'esca presentata in questo modo. Allo stesso tempo, se immaginiamo il contrario, ovvero una grande boilies da 24 mm affiancata ad un amo del 6, comprendiamo come l'esca non metta mai in condizione l'amo di ferrare il pesce. Si deve quindi operare mantenendo un certo equilibrio e per questo vi offro una piccola tabella di riferimento.
Misura amo
1/0 - 1
1 - 2
2 - 4
4 - 6
6 - 8 |
Diametro boilies
24mm ed oltre
20 – 24 mm
18 – 20 mm
16 – 18 mm
14 – 16 mm |
A determinare l'efficacia vi è anche la distanza tra l'esca e la curvatura dell'amo. L'ideale è nell'ordine dei 5 mm ma, man mano che cresce il diametro dell'esca si può arrivare a distanze di oltre 3 centimetri. L'importante è trovare una distanza di compromesso che non porti mai a causare un “effetto ombra” in cui la boilies, tende a coprire e rendere inutile la presenza dell'amo. Un semplice metodo per comprendere se la distanza tra boilies ed amo è corretta è quella di mettere entrambe all'interno del palmo della mano. Faremo ruotare la boilies nel palmo osservando se l'amo rimane sempre a contatto con la nostra pelle senza mai essere sollevato, quindi “messo in ombra”.
Equilibrio tra piombo e amo
Ecco l'argomento veramente interessante e capace di farci subito comprendere se ciò che stiamo scegliendo è effettivamente proporzionato e in equilibrio. Forma e peso del piombo influenzano grandemente le dimensioni dell'amo ed è per questo che dobbiamo operare una scelta attenta. Prendiamo infatti un piombo ad ogiva (bomb) e poggiamolo su un tavolo. Toccando una delle estremità vedremo che con la massima facilità riusciremo a spostare il piombo stesso, se non altro, a farlo ruotare su se stesso.
Ripetiamo l'operazione con un piombo con lati quadrati (Trilob) e vedremo che lo sforzo sarà maggiore. Effettuiamo la stessa prova con un Dumpy Pear con lati quadrati e la forza necessaria per spostare il piombo sarà ancora maggiore. Questo significa che ogni piombo ha un suo possibile impiego per cui, un piombo a ogiva non sarà molto auto ferrante in zone dal fondale duro e renderà meglio in aree in cui tenderà a d affondare leggermente stabilizzandosi. Allo stesso modo, l'uso di un bomb insieme ad un amo di grossa misura (1/0 o 1) difficilmente permetterà una ferrata profonda quanto lo stesso piombo può garantire con un amo piccolo ed affilato come un misura 4. Per fare questa prova vi invito allora a seguire questi punti:
- prepariamo un finale con il piombo e l'hair rig e poniamo la punta dell'amo sul nostro dito indice
- proviamo a sollevare il piombo (evitando di conficcarci l'amo nella carne)
Se riusciremo ad alzare il piombo da terra senza provare alcuna sensazione che l'amo stia penetrando vorrà dire che abbiamo scelto un piombo troppo leggero oppure un amo sproporzionato al piombo (cioè troppo grande). Se proveremo la sensazione che l'amo stia entrando nella carne avremo individuato un modello giusto per il peso prescelto. In sintesi avremo una graduatoria che più o meno suona così:
Piombo
80 gr
100 gr
115 gr
150 gr
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Amo
Misura 6 / 4 (a filo fine)
Misura 4 / 2 (a filo fine)
Misura 2 / 4
Misura 1 |
Rispettando questa tabella avremo la conferma che le possibilità di auto - ferrata profonda e di aggancio tale da limitare al massimo le slamate sarà elevata e forse rimpiangeremo alcuni dei pesci slamati sottoriva…sul più bello. |