
Hair rig e soluzioni tecniche
Continua la panoramica sugli hair rig
di Roberto Ripamonti www.robertoripamonti.it
Se l'equilibrio tra il piombo e l'amo è molto importante per la costruzione dell'intero terminale, dobbiamo ora entrare nel vivo dell'argomento individuando alcuni tecniche di costruzione di sicura efficacia e grande facilità di esecuzione. L'hair rig è l'unico vero segreto della tecnica del carpfishing e tutte le nostre possibilità di cattura si basano sulla corretta costruzione che si trasforma in una perfetta presentazione dell'esca. Esistono molte tecniche di costruzione così come la possibilità di acquistare le montature già fatte ma, escluderei questa ultima possibilità concentrandomi solo sulla nostra voglia di imparare a fare da noi e allargare il nostro bagaglio di conoscenza tecnica.
Materiali
Cominciando a parlare dei finali dobbiamo fare conoscenza dei materiali che oggi vanno per la maggiore e che sono frutto di una continua ricerca delle maggiori aziende. A mio personale giudizio tutti i materiali basati sul dyneema siano essi inguainati oppure liberi vanno bene purché di buona qualità e non eccessivamente rigidi.
Ciò che dobbiamo immaginare è che la nostra esca deve essere poggiata sul fondale e il finale deve essere sdraiato e rendersi mimetico il più possibile. La lunghezza del finale dovrà essere funzione della situazione di pesca in cui agiamo tenendo conto di alcuni aspetti:
sistema di pesca, ovvero se peschiamo lanciando oppure depositando il finale in acqua da una imbarcazione. Nel primo caso la possibilità di avere grovigli che rendono inutile il nostro lancio ci obbligano a usare terminali corti, direi 20-25 centimetri al massimo. Il finale potrà essere più lungo, 25-35cm se posiamo l'esca dalla barca.
- presenza di corrente, perché in fiume valgono alcune delle considerazioni fatte poco fa sui grovigli. In acque correnti il finale dovrà essere corto e non provocare alcuno svolazzo dell'esca.
- pressione di pesca, perché se siamo in una zona in cui vi sono tanti carpisti le nostre possibili prede potrebbero accettare solo esche collegate a finali lunghi, morbidi e leggeri, spesso anche oltre i 45 cm.
I materiali che vengono utilizzati maggiormente, come detto, sono i classici intrecciati usati da oltre 15 anni nel carpfishing e quelli compositi ovvero derivati inguainando un intrecciato all'interno di una pellicola che irrigidisce e aiuta a affondare. Altro argomento riguarda la tenuta dei materiali che dobbiamo impiegare nelle sessioni di pesca; personalmente è difficile che scenda sotto le 20 libbre e raramente salgo oltre le 25, utilizzando materiali ancora più resistenti in caso di pesca in acque in zone ricche di rocce o legnaie.
Test delle dita
Questo semplice sistema permette di costruire se l'hair rig è stato costruito correttamente o meno ovvero, se l'amo sarà sempre in posizione ideale per ferrare la bocca della carpa. Si tratta di mettere il finale tra indice e pollice e tirare lentamente la lenza affinché l'innesco risalga verso la curvatura della mano. Noteremo che l'amo tenderà ruotare e la punta comincerà a toccare la pelle fino a impedire il recupero. Questo se l'hair rig che abbiamo costruito è corretto e la distanza tra boilies e amo è tale da non metterlo in ombra. Altro aspetto da tenere in considerazione è la distanza tra la boilie e la curvatura dell'amo che va letta sempre in funzione di ottenere la massima mobilità dell'hair rig. Come regola generale dovremo cercare una distanza massima di 3-5mm anche se poi i successivi test delle dita e le prove che faremo ci diranno se la scelta è quella giusta.
Snake Skin Rig
Ho scelto di offrirvi una sequenza disegnata , molto semplice e che serve a spiegare come si costruisce un rig universale di grandissima efficacia. Questo semplice rig è la somma di tante piccole sottigliezze che partono dall'uso di un materiale misto ricoperto, da un piccolo anellino di acciaio e pochi elementari concetti di costruzione dei rig che abbiamo già visto nei passati numeri della rivista. Una alternativa ai materiali misti è certamente data dall'impiego di ottima treccia da 25-30 libbre oppure un buon nailon o mono di diametro min. 040mm.
Il nailon ha una maggiore resistenza all'abrasione ed ai nodi laddove il più costoso monofluoro, per quanto sia invisibile in teoria è ancora troppo delicato e soggetto a rotture. “ La pelatura” dello snake skin avverrà a terminale finito per lasciare un piccolo pezzo di ricoperto subito dopo l'occhiello e creare così in modo artificiale, una soluzione ad amo piegato (migliora la penetrazione e la tenuta dell'hair rig) e per lasciare una parte immediatamente dopo, più morbida rispetto al resto del finale.
Avremo così una soluzione tecnica che resiste perfettamente ai lanci più lunghi, non si aggroviglia mai e presenta l'esca in modo perfetto….oltre a ferrare la carpa non appena questa commette l'errore di avvicinarsi troppo alla nostra boilies. Il Line Aligner
Questa è una soluzione avanzata di enorme efficacia che usano tanti appassionati perché è talmente efficace e funzionale da superare tutti gli altri sistemi di presentazione d'esca che si conoscano. Ribadisco questa sequenza fotografica così come appare anche in questo numero di Carpfishing perché è importante conoscere e comprendere bene che, con pochissimi accorgimenti, il rateo delle nostre catture potrà aumentare ed avremo veramente fatto tutto il possibile per non slamare la carpa che stavamo aspettando da ore..La preparazione è casalinga attraverso un ago con il quale inseriamo il finale all'interno di un tubetto in pvc che avremo messo a protezione del nodo. La base di partenza è ancora una volta il senza nodo su cui applichiamo il tubetto.
Questa soluzione aiuta l'amo a ruotare e a mettersi nella corretta posizione e la prova delle dita dimostra quanto sia funzionale. 
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