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Un calciatore in Belly boat...
di Ighli Vannucchi, foto di Gionata Paolicchi

Dato che sono malato per la pesca, quando Gionata mi ha coinvolto nell'acquisto del BELLY non ho esitato, peccato la lunga attesa dell'arrivo che ha ritardato il battesimo ma... a metà giugno, lo abbiamo finalmente “varato”. Mi scuserete per il mio italiano, ma non faccio lo scrittore o il giornalista come gli altri collaboratori del sito, faccio il calciatore…

Siamo partiti io e Gionata dal suo ufficio di Forte dei Marmi e ci siamo ritrovati all'uscita di Sarzana in 15 minuti (help!!! fermatelooo) ad attenderci anche il famoso giornalista esperto di spinning, Luciano Cerchi ed un suo amico che gia mi conosceva perchè ai tempi che giocavo nella Lucchese era il cameraman delle interviste.Dopo il più classico dei caffè al bar scaramantico di Luciano, via al posto di pesca che è li vicino.

Arrivati sul luogo e scaricato tutto il materiale Luciano mi ha spiegato come gonfiare il belly boat: una volta appoggiato in terra bisogna gonfiare innanzitutto la seduta e lo schienale dopo di che si gonfiano le due camere d'aria che andranno gonfiate in una maniera “non troppo eccessiva”.

Poi abbiamo  montato le canne, ci siamo messi i waders e ci siamo incamminati verso uno dei laghi dei Bozzi di Sarzana o bozzi Saudini. Arrivati sulla riva facciamo scivolare il belly in acqua, ci mettiamo le pinne, a mio avviso metterle sempre prima di salirci sopra e poi ci siamo calati dolcemente in acqua perché. Aiutato dagli amici, sono salito sopra ed ho avuto un ottima impressione di sicurezza per il galleggiamento, quando poi ho provato a muovermi ho avuto dei problemi nonostante sapessi in teoria come fare, infatti dopo vari tentativi sono riuscito ad incagliarmi sotto un albero.

Aiutato dall'amico cameraman sono stato riportato fuori dai rami. Riprovando facevo un casino con le pinne tipo motoscafo, infatti più che pinneggiare bisogna fare un movimento tipo pedalata.

Dopo 10 minuti ho finalmente iniziato a capire il funzionamento e dopo non ho avuto più problemi. Luciano mi ha spiegato oltre a come nuotare con il belly un po' di inneschi. La canna deve essere di 1.80 metri con grammatura a seconda di cosa si innesca e con manico corto perchè uno lungo toccherebbe le gambe sedute sul belly. Il mulinello di taglia 2500 proporzionato ad una canna piccola con del nylon di 0,25 per la presenza di ostacoli ed alghe che in questa stagione creano non pochi problemi sia a lanciare che a recuperare le prede .

poi mi ha fatto una montatura semplicissima con un piombo a proiettile, un amo da vermone con ardiglione rigorosamente schiacciato ed un grub del 3 che ho usato coi colori nero, blue e giallo inserito in antincaglio. Per la tecnica di pesca ci si deve posizionare ad una distanza non superiore ai 10 metri dal punto dove si vuol lanciare, che generalmente è sotto i rami degli alberi e vicinissimo alla riva.

Individuato il posto e lanciata l'esca, la facciamo calare sul fondo e mettiamo il filo in trazione per sentire la mangiata ed aspettiamo un attimo dopo di che, se non avvertiamo niente alziamo dolcemente la canna tanto da spostare l'esca di pochi centimetri e riattendiamo qualche secondo, sperando nella mangiata che avviene in piccoli tocchetti con partenza lenta o veloce, dipende dal pesce.

A volte la partenza avviene appena dopo un lancio l'esca tocca il fondo a quel punto parte la ferrata. Dopo la teoria, abbiamo cominciato con la pratica e devo dire che l'utilizzo del silicone, che non avevo mai provato, funziona bene ed è molto catturante, tant'è che già al primo lancio è arrivata la tocca, ma ho fatto una “padella”, mi sono poi rifatto in seguito, perchè presa la mano e grazie alle mangiate continue, mi sono divertito tantissimo, riuscendo a catturare molti bass tra cui uno di buona taglia.

Il lago è veramente bellissimo, ricco di fauna e flora posti, dove lanciare le esche da sogno dove si immagina ci sia nascosto il bass da record o addirittura il luccio che tutti, almeno io, spero sempre di catturare. Ormai a fine mattinata sono un vero “motoscafo”, mi muovo con estrema facilità, velocità e precisione fondamentale per andare a cercare il posto più nascosto.

La giornata di pesca sta finendo ed il rientro alla macchina diventa chissà perchè faticoso e noioso ma i miei bimbi non possono aspettarmi così al loro pensiero ho tagliato il lago con una velocità invidiabile al Minkota (motorino elettrico). Usciti dall'acqua, tutti quanti ci salutiamo e ci invitiamo soprattutto io che ho da imparare ancora molto e con la generosità di chi mi sta sempre attorno come appunto Gionata, ed in questo caso di questi due amici che ringrazio per la splendida mattinata, potrò diventare un pescatore sempre più competitivo.

Anche se il tempo è poco a mia disposizione e solo a fine carriera, fra circa… 6-7 anni, potrò dedicarmi a tempo pieno alla pesca… allora, dopo… pesci miei… tremate. Il giorno che uscirà l'articolo sul sito inizio il ritiro con l'Empoli, dove è già confermata la mia presenza nella prossima stagione di serie A.


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