
Quando l'inverno è alle porte
Di Massimiliano Bellomini
Quando l'inverno è alle porte molti carpisti ritengono che sia arrivato il momento di riporre l'attrezzatura, molti altri invece perseverano alla ricerca del proprio record. Non sempre però, la programmazione delle sessioni di pesca in questo periodo vanno a buon fine, vediamo allora come poter ottimizzare il tempo.
Oramai l'inverno è arrivato e non ci lascia più scampo, le nostre attrezzature soffrono questo attendere e noi sicuramente più di loro.
La pesca alla carpa, contrariamente a quanto si possa pensare è molto produttiva anche in inverno, ma effettivamente è da considerarsi una di quelle situazioni per pochi “eletti”, se così si possono considerare. I limiti oggettivi, non riguardano solamente la potenzialità più o meno buona dei posti di pesca, ma anche le condizioni fisiche che i pescatori sono costretti ad affrontare quando la temperatura s'abbassa. Non si tratta solamente di conoscere il posto in cui peschiamo per poterlo sfruttare anche con le temperature più basse, ma anche come e quanto intendiamo affrontarlo.
La maggior parte dei pescatori non è disposta a sopportare temperature rigide per molti giorni consecutivi e soprattutto, non possiede tutto il necessario per affrontare le avversità atmosferiche, tenda, tuta termica, sacco a pelo, ecc... Come biasimarli, del resto tutto ciò costa quanto un'attrezzatura completa da pesca senza garantire il buon esito della battuta. E' possibile tuttavia mantenersi in forma con delle battute veloci giornaliere, portando con se il minimo indispensabile, evitando di demoralizzarci se i nostri pezzi migliori dell'artiglieria sono rimasti in garage.
Le consuete canne da carpfishing in due pezzi, possono essere addirittura sostituite con dei modelli telescopici a buon mercato e al posto del pod, dei comodissimi picchetti facilmente utilizzabili in questo periodo, grazie al terreno soffice.
Ridurre i bagagli in questo periodo, può essere utile per non scoraggiarci ma soprattutto, rende la pesca più dinamica permettendo spostamenti rapidi; l'inverno obbliga ad una pesca precisa e gli errori banali, spesso sanciscono un sicuro cappotto. Anche per quanto riguarda le esche, considerando la durata di una battuta giornaliera di 5 o 6 ore, saranno limitate a 1 o 2 kg di pellet e qualche manciata di boilies, mentre per gli inneschi e sempre consigliabile portarsi qualche piccola pop up per realizzare inneschi bilanciati, molto fruttuosi in questo periodo.
Al di là delle soluzioni possibili, però, è bene sottolineare che talvolta le avversità atmosferiche ci possono frenare definitivamente, cosa dobbiamo fare allora? Meglio fare le formiche piuttosto che le cicale? In un certo senso, forse si!
Questo stop forzato potremmo sfruttarlo per riorganizzarci le idee, per fare le boilies, ed infine un po' di manutenzione alla nostra attrezzatura. Pianificare una lunga battuta primaverile in un luogo che non conosciamo, implica che durante l'inverno si prendano i contatti con i pescatori che hanno già visitato lo specchio d'acqua per cercare di farci un'idea più precisa possibile.
Prepararsi anche un buon quantitativo di boilies da congelare non guasta mai e sicuramente ci dovremo ringraziare da soli quando dovremo far fronte a delle campagne di pasturazione massiccia. Talvolta sembra tutto scontato, rimandiamo sempre i preparativi solo all'occorrenza, ma ottimizzare gli sforzi è l'arma che garantisce risultati a lunga data. Questo è il frutto di anni d'errori, campagne di pasturazioni mal fatte e soprattutto d'improvvisazioni che mi hanno costretto a rivedere il tutto; capire i propri errori è sicuramente l'arma vincente!
Anche una bella rivista dei bagagli, soprattutto del famoso “borsone” porta tutto non è una cattiva idea, troveremo sicuramente degli accessori doppi acquistati per distrazione, oppure oggetti indispensabili terminati. Infatti, questo è il momento per ordinare gli oggetti mancanti e per coloro che acquistano online o nei megastore con recapito postale, magari ordinando con alcuni amici per risparmiare sulla spedizione. Farsi trovare pronti al momento della partenza è sempre la cosa migliore!
Anche i mulinelli, chiusi da tempo nella sacca delle canne potrebbero nasconderci delle sorprese, a partire dai monofili stremati magari da una stagione fruttuosa, ricca di catture fino ad arrivare al fango e alla sabbia annidati negli ingranaggi.
Le pulizie di Pasqua sono necessarie e non perché dobbiamo fare la mostra dell'attrezzatura, ma perché potrebbe comprometterci la nostra pescata facendoci perdere il pesce della vita. Quante volte succede di perdere pesci per rottura del monofilo in maniera inspiegabile, senza renderci conto che magari era intaccato e non ce ne siamo accorti per negligenza.
Pensandoci bene poi, ci rendiamo conto quanto era semplice (non sempre!!) evitare il danno se eseguissimo una banale manutenzione, che per motivi di tempo è sempre più rara.
Mantenere puliti gli innesti della canna è altrettanto un'operazione semplice per evitare l'indebolimento delle strutture, causato dallo sfregamento con materiali abrasivi, come ad esempio la sabbia. Per risolvere il problema è sufficiente lavare abbondantemente la canna con acqua e non ungerla con oli grassi, solo perché è più luccicante rischieremo, infatti, di impastare ulteriormente i corpi estranei sulla canna, soprattutto all'interno della vetta (nei modelli in 2 pezzi).
Come ultima accortezza, non certo perché meno importante, il controllo dei terminali che abbiamo utilizzato e rimesso accuratamente nell'astuccio come se fossero ancora in ottimo stato. In caso di non catture, può sembrare un'operazione ovvia smontare il terminale e riporlo, ma se avete pescato su di un fondale ghiaioso, lanciando e recuperando più volte, le punte degli ami potrebbero essere pressoché inesistenti a causa dello sfregamento su di loro.
E' costoso fare la manutenzione, ma lo è di più perdere i pesci, per non parlare del tempo, ore e ore ad aspettare per perdere un pesce a causa di una slamatura non è un grosso affare!
Ecco quali sono le principali operazioni da fare per mantenere efficiente la nostra attrezzatura, soprattutto se intendiamo concederci un lungo periodo di stop.
PULITURA DELLA CANNA: per quanto riguarda quest'attrezzo, è consigliabile non utilizzare detergenti acidi o saponi profumati. In commercio esistono appositi detergenti che non aggrediscono le vernici della canna, ma in caso non si abbiano a disposizione è sufficiente ammorbidire lo sporco con sola acqua. La parte debole della canna spesso è l'innesto, che venuto a contatto con terra e sabbia può determinare degli indebolimenti strutturali. Attualmente alcune aziende producono della grafite spray che consente d'acquistare lo spessore perso dall'innesto nell'arco del tempo. E' un'operazione che si presta sulle canne con innesto spigot, piuttosto che su quello a cono rovesciato.
PULITURA DEL MULINELLO: il mulinello, se utilizzato per periodi relativamente lunghi con sabbia al loro interno, si rischia per comprometterlo definitivamente. In caso di caduta su terreni sabbiosi o ricchi di pulviscolo, è consigliabile smontarli e prelevare con uno straccio tutto il grasso presente, che inevitabilmente s'è mescolato con l'inerte. Successivamente è possibile passarlo sotto l'acqua corrente con l'aiuto del detergente utilizzato per la canna, mentre per le parti meccaniche il petrolio bianco, dopodiché sarà necessario proteggerlo nuovamente con del nuovo grasso, possibilmente quello utilizzato per i piccoli ingranaggi e non quello da macchine agricole. In caso di difficoltà di rotazione, però può essere solamente necessario un po' di sboccante marino nelle fessure.

AVVISATORI ACUSTICI: come tutte le apparecchiature elettroniche sono bene separarle dalle batterie d'alimentazione, per evitare perdite di liquidi dalle stesse corrodendo i circuiti. Altra operazione da fare, magari subito dopo la battuta di pesca soprattutto se in condizioni di pioggia, è opportuno arieggiare gli avvisatori e riporli perfettamente asciutti.
TENDE: le tende che sono riposte bagnate o umide possono creare muffe con vistose macchie sui tessuti, soprattutto quelli interni e di cotone. Questo problema è più evidente nelle tende nate per il campeggio, le quali possiedono al loro interno tessuto chiaro e di stoffa.
MINUTERIA: controllare attentamente le girelle già utilizzate, facendo particolare attenzione a quelle che possiedono gli occhielli allungati, poiché potrebbero essere state sforzate (magari sui pesci!) soprattutto in caso d'incaglio. Come abbiamo detto precedentemente l'affilatura degli ami, facendo riferimento ad uno nuovo. Accertarsi che i terminali non siano sfibrati, ma nel caso in cui vi siano troppe fibre che fuoriescono dal trecciato, è opportuno sostituirlo.
|
|