
Obiettivo Lucioperca
di Roberto Granata
Se c'è un pesce che non ci fa dormire la notte, nel vero senso della parola, questo è proprio il lucioperca. Che il suo vero nome sia zander, o italianizzato sandra, o semplicemente perca, poco importa. L'importante invece è, trattandosi di una specie “recente”, ma in notevole aumento in parecchie acque, cercare di far luce su certi aspetti della sua vita, specie in rapporto alla pesca, magari ancora poco conosciuti, e comunque sicuramente meno che non quelli, ad esempio, del luccio, specie che abita da sempre le nostre acque. Ed allora partiamo subito dall'aspetto forse più eclatante, di cui parlavo all'inizio, e cioè che con l'arrivo della notte (e spesso il suo proseguire) assistiamo ad orari ottimi per la sua cattura, nonostante, come vedremo più avanti, le catture in orari totalmente diversi sono tutt'altro che impossibili.
MA LA NOTTE...
Cos'è che molto spesso fa aumentare, e di parecchio, il numero di attacchi con l'arrivo del buio? La prima cosa che viene da pensare, anche perché se ne parla spesso, è che il nostro perca sia dotato di un'ottima vista. Personalmente, anche se lo do per scontato, ritengo però che questo non sia di certo l'unico motivo delle sue scorribande notturne, e passo subito a spiegare il perché della mia affermazione.
Pur con le dovute eccezioni, nei fiumi con acque di norma limpide (ad esempio il Ticino) le catture avvengono per la stragrande maggioranza dal tramonto in poi, in acque meno limpide (ad esempio nel Po) le catture diurne sono già meno sporadiche, ed in acque decisamente velate, per non dire torbide, assistiamo ad un ulteriore incremento (in rapporto ai casi precedenti, s'intende) di attacchi in orari diurni o comunque in condizione di discreta luce, la stessa luce che probabilmente infastidisce, limitando fortemente il numero degli attacchi “diurni”, in acque piuttosto limpide. Questi i raffronti che talora si possono notare su questi diversi tipi di acque, ma trasparenza a parte, pescando invece in determinati ecosistemi, ho potuto notare come, anche al variare di altre condizioni, quali la temperatura, i livelli ed altro, il comportamento dei perca può variare di parecchio, e con esso anche gli orari di maggior attività. Ho potuto assistere personalmente ad attacchi di parecchie decine di lucioperca in acque limpide, praticamente a galla, in pieno giorno ed in piena estate, attacchi protrattisi con la stessa frequenza per parecchio tempo, ma sempre in determinate postazioni.
In altri “spot” eccellenti, dove è certa la presenza di numerosi esemplari, i medesimi venivano catturati solamente dopo il calare delle tenebre, negli stessi giorni dove nei luoghi detti prima la differenza giorno-notte era inesistente, ed anzi talvolta a favore del giorno. Perché vi ho sottoposto questo lungo ragionamento? Semplicemente perché io credo sì che il lucioperca si serva di un'ottima vista per predare, ma che questa da sola non può affatto bastare, e che comunque il nostro “zander”, come ogni altro predatore, faccia affidamento anche sugli altri sensi, comuni ad ogni predatore (esempio principe la linea laterale), e che usi questi sensi in minore o maggiore misura a seconda di quanto gli conviene per le sue necessità predatorie ed i suoi istinti. Indubbiamente il conoscere queste differenze, anche estreme, di comportamento, ci può dare dei vantaggi enormi anche dal lato puramente piscatorio. Per questo inviterei chi mi legge, ed ha potuto constatare questa tendenza, oppure altri comportamenti inerenti al discorso in questione, a scrivermi una e-mail in redazione. Penso che ogni esperienza in più concorra a rendere le idee sempre un po' più chiare, per cui ogni osservazione è ben accetta.
Passiamo ora ad alcuni consigli pratici per aver ragione di questo interessantissimo pesce, che, vista la sua diffusione in costante aumento in molte acque, ma in tempi relativamente recenti, darà senz'altro qualcosa di nuovo da scoprire negli anni a venire, e nuove soddisfazioni a schiere, che fortunatamente sembrano in aumento, di spinningofili. Il lucioperca ha spesso un'abboccata molto “soft” e di incerta decifrazione ai fini della ferrata. Tenetene conto, mantenendo sempre un buon contatto con gli artificiali.
Questo contatto si “percepisce” in modo migliore anche usando gli strumenti e gli accorgimenti adatti, che a mio avviso sono i seguenti: canna rapida, ma non estremamente potente. La rapidità ci fa percepire in tempo utile ogni piccola “toccata”, ma la potenza esagerata potrebbe vanificare questa percezione, e di conseguenza una ferrata in tempo utile. Talvolta le abboccate sono invece molto decise, creando molti meno problemi, ma anche qui direi che una buona ferrata fa sempre bene, visto l'apparato boccale piuttosto coriaceo del pesce in questione.
E' vero che nei casi opposti, e cioè di quelle snervanti e continue toccate, si può correre il rischio di ferrare in punta di bocca il perca e di perderlo, ma credo che la percentuale di catture vada comunque a favore di chi prima o dopo ferra, e non di chi aspetta che il pesce si “inchiodi” da solo. Col perca poi, ciò succede in genere solo nei casi di abboccate decise esposti prima, che però sono circoscritti a determinate situazioni. Vediamole: l'attacco per pura fame, come per gli altri predatori, porta anche il nostro lucioperca ad attacchi più decisi, direi quasi da pesce “normale”.
Infatti al tramonto, sicuramente momento topico della sua attività, nonostante come abbiamo visto le eccezioni non mancano, assistiamo piu frequentemente ad attacchi in “una sola ripresa”, vale a dire senza quegli snervanti e ripetuti tocchi che caratterizzano il suo approccio agli artificiali in altri momenti. Ciò non è una regola assoluta, certo, ma direi che sovente si può parlare di tendenza di comportamento. Tutto ciò, se ci pensiamo bene, può consigliare quali artificiali adottare a seconda dei casi, discorso che vediamo subito. GLI ARTIFICIALI
I pesci in gomma morbida, che hanno in qualche modo segnato un'evoluzione in campo spinning, proprio in virtù delle loro sinuosità di movimento anche con recuperi lentissimi, hanno sicuramente trovato un'ottima applicazione nella pesca al nostro zander. Si tratta forse dell'artificiale principe per la sua ricerca, ed anch'io lo consiglierei in molte situazioni. Tuttavia, un problema è rappresentato dall'armatura, quasi sempre ad amo singolo. Quest'ultima non pone problemi in caso di attacchi decisi, ma nel caso di quei continui tocchi ne pone, eccome. Perché arrivano momenti dove il classico minnow rende di più?
A parte le differenze di movimento, vibrazioni, eccetera, a volte il minnow cattura di più semplicemente perché ha un'ancoretta in coda, e tra quei tocchi che percepiamo prima o poi il perca può “restarci”, cosa molto difficile con un'esca armata con un amo singolo sulla schiena, che invece non pone problemi quando il pesce ingoia l'esca. In ogni caso, gli artificiali a forma di pesce hanno spesso quel qualcosa in più. Anche i grub in parecchi frangenti possono fare miracoli, soprattutto per il movimento sinuoso della coda.
Ma arrivano giornate particolari, specie in estate con livelli molto bassi e scarsa ossigenazione, dove i perca possono portarsi a schiere nell'invaso di qualche briglia o nei pressi di qualche cascata, ed allora, vista la situazione “particolare”, possiamo assistere a comportamenti altrettanto particolari, con attacchi anche in superficie, in pieno giorno, ad artificiali in apparenza “strani”, come i rotanti. Ma forse per lui, a volte, sono meno strani di quello che noi pensiamo. Il tempo, soprattutto quello passato in pesca, farà ancora una volta da maestro, facendoci conoscere e sicuramente apprezzare di più il già interessante lucioperca.
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